Gian Biagio Conte

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Gian Biagio Conte (1941 – vivente), latinista italiano.

Corso integrato di letteratura latina[modifica]

  • [A Livio Andronico, Odusia, 1 Morel] Il verso, verosimilmente l'incipit del poema, è la dotta e raffinata trasposizione nella lingua e nella cultura di Roma del celebre inizio dell'Odissea: àndra moi ènnepe, Moûsa (leggi Musa), polỳtropon. Il verbo inseco, raro e arcaico (qui imperativo), ha la stessa radice del verbo greco (a anche ad esempio dell'inglese to say e del tedesco sagen, «dire»); versutum è parzialmente un calco su polỳtropon (verto / verso = greco trèpō / tròpos); la Musa greca è romanizzata in Camena (le Camenae o Casmenae, antiche divinità latine delle fonti, furono assimilate alle Muse per la consonanza del nome, certamente etrusco, con carmen).
  • [A Quinto Ennio, Annales, 183-190 Skutsch] «Con il ferro, non con l'oro si deve riscattare la patria»: così Camillo (362 a.C.) – secondo il racconto di Livio, 5, 49, 3 – incita i concittadini a riprendere le armi contro i Galli rinunciando a mercanteggiare la pace con Brenno, il capo nemico.

Bibliografia[modifica]

  • Gian Biagio Conte ed Emilio Pianezzola, Corso integrato di letteratura latina. Per le Scuole superiori vol. 1-2: Alta e media Repubblica­L'età di Cesare, Edumond Le Monnier, Firenze 2003. ISBN 9788800423175

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