Gian Luigi Gigli

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Gian Luigi Gigli

Gian Luigi Gigli (1952 – vivente), politico, neurologo e accademico italiano.

Citazioni di Gian Luigi Gigli[modifica]

  • [L'inno di Mameli] è una marcetta di terz'ordine, [...] un moto unitario nato male, fuori da ogni moto di popolo, voluto dalla massoneria imperante e dai peggiori nazionalismi.[1]
  • La rivoluzione del costume (e del pensiero) è stata spesso veicolata da operazioni di vera e propria ingegneria linguistica, con la trasformazione semantica dei concetti per modificarne il significato e colorarlo secondo i voleri di chi detiene il potere della comunicazione. E’ così che l'aborto del feto è stato edulcorato in interruzione volontaria della gravidanza; che l'aborto stesso e la sterilizzazione, finalizzati evidentemente a evitare la riproduzione hanno potuto trasformarsi in strumenti per la salute riproduttiva; che la pratica schiavistica dell'utero in affitto ha potuto mascherarsi nella generosa "gravidanza per altri"; che la fecondazione artificiale è diventata procreazione medicalmente assistita e che, al contrario, la NIA (nutrizione e idratazione assistita) è stata etichettata spregiativamente come alimentazione forzata; per l’eliminazione dei morenti, infine, si parla di morte pietosa. Lo stesso sta accadendo oggi sotto la pressione della ideologia del gender, con la creazione del neologismo "omofobia".[2]
  • [Sul caso di Eluana Englaro] la sentenza della Cassazione dello scorso ottobre, su cui si basa il decreto della Corte d'appello che autorizza la morte della giovane, definisce vive le persone in stato vegetativo. È stata presa solo a pezzi e piegata. Se è un vegetale, qualcuno mi spieghi allora perché il tribunale raccomanda di sedarla, una volta tolta l'alimentazione, e di tenerle le mucose bagnate quando le toglieranno l'idratazione. Evidentemente sanno che il "vegetale" soffrirà. Non si sedano le piante quando si tagliano.[3]
  • Noi, come Intergruppo parlamentare sui problemi sociali dell’Ictus crediamo che l’approccio delle istituzioni sanitarie a questa patologia, per la considerevole incidenza e l’impatto socio economico ad essa associato, debba essere quanto prima regolato in tutti i Paesi dell’Unione Europea da una vera e propria legge dello Stato che definisca le indicazioni relative all’intero percorso di cura dei pazienti colpiti da ictus, compresa la delicata fase di riabilitazione.[4]
  • Qualche prete potrebbe scambiare la misericordia per un colpo di spugna, contrariamente alle intenzioni del Pontefice. Il pericolo è che la giusta disposizione del Papa trovi pratica attuazione in maniere difformi. Francesco vuole favorire la possibilità di uscire da una condizione di peccato e iniziare una nuova vita dopo il pentimento e la conversione. Temo però che alcuni confessori possano leggere le parole del Papa come un lasciapassare per sottovalutare la gravità dell’interruzione volontaria della gravidanza. E invece il giudizio del Papa e della Chiesa non cambia. A mutare è una norma del codice di diritto canonico.[5]

Note[modifica]

  1. Citato in Fratelli d'Italia, da provvisorio a ufficiale: primo sì, Gazzetta di Parma, 23 luglio 2017.
  2. Citato in Intervista esclusiva a Gianluigi Gigli, neo presidente del MPV, Pro vita e famiglia, 6 aprile 2015.
  3. Dall'intervista di Paolo Lambruschi, Il neurologo Gigli: Eluana è vitale, prova emozioni non è un vegetale, Bastabugie, n. 39, 19 luglio 2008.
  4. Citato in Ictus cerebrale. Intergruppo italiano a Bruxelles incontra OMS e Parlamento UE: "Necessario implementare prevenzione", Ondaosservatorio.it, 29 settembre 2015.
  5. Dall'intervista di Giacomo Galeazzi, Aborto, il presidente del Movimento per la Vita: “Il perdono non serva a banalizzare il peccato”, La Stampa, 22 novembre 2016.

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