Gianfranco Contini

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Gianfranco Contini (1912 – 1990), critico letterario italiano.

  • Il Cantico di Frate Sole [di Francesco d'Assisi], nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei Salmi di David e del Cantico di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (da Poeti del Duecento, Tomo I, p. 33, R. Ricciardi Editore, 1960)
  • [Iacopone da Todi Donna de Paradiso] L'apparizione di Cristo, dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.
    La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (da Poeti del Duecento, Tomo II, p. 119, R. Ricciardi Editore, 1960)
  • Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa [Ave, Vergene gaudente], che appartiene a un laudario di Cortona, il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.
    Il nome è Garzo ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del Petrarca. (da Poeti del Duecento, Tomo II, p. 29, R. Ricciardi Editore, 1960)
  • Tommaso Landolfi è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un dandy romantico (quale Byron o Baudelaire), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera. (da Letteratura dell'Italia unita 1861-1968)

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