Gine Victor

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Gine Victor (–), scrittore francese.

Il mio amico Carlo[modifica]

Incipit[modifica]

- Ciao Carlo. Arrivederci a stasera! Ti aspetto alla fermata del tram come al solito: torniamo su a Flénu insieme.
– Bene, bene! Arrivederci, amico...
Dalla piattaforma del tram che lo porta all'Ateneo di Mons, dove ha vinto una borsa di studio, il mio amico Carlo, un italiano magrolino di 6 anni, mi fa un cenno di saluto: a me, Milo il Borèn. È così tutti i giorni: la mattina scendiamo in compagnia al crocevia di Jemappes, dove Carlo deve prendere il tram e la sera siamo di nuovo insieme, quando risaliamo verso Flénu.
L'Istituto, dove io frequento le secondarie superiori apre soltanto alle otto e mezzo: ho dunque tempo! Raddrizzo la cartella con un movimento di spalla e resto lì pensioroso, a guardare il tram che si allontana.

Citazioni[modifica]

  • La natura dell'uomo però è mutevole. Noi siamo profondamente egoisti e, se seguiamo l'inclinazione naturale, vediamo ogni cosa in funzione del nostro sacrosanto io. (p. 83)
  • Se mi succederà ancora una volta nella vita di essere preso dall'invidia saprò a qual punto giunge quel vizio e come riesce a prendere a tradimento: uno crede di dominare i propri cattivi sentimenti, si mette tranquillo, non si controlla più e quelli ne approfittano per rialzare la testa e per buttarlo in terra una seconda volta. (p. 93)

Bibliografia[modifica]

  • Gine Victor, Il mio amico Carlo (Mon ami Carlo), traduzione di E. Petrini e G.N. D'Albert, La Scuola Editrice, 1962.