Giorgio Manacorda

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Giorgio Manacorda (1941 – vivente), scrittore italiano.

  • Janouch fa di Kafka un uomo saggio e serafico, acuto e imprevedibile, ma, alla fine, ripetitivo. La sua ammirazione di ragazzo con aspirazioni letterarie trasforma le parole dello scrittore in un dettato oracolare. Nulla di meno kafkiano: la leggendaria mitezza di Kafka, con il quale era impossibile litigare, sconfina in una altrettanto leggendaria bontà. Il Kafka che ci viene incontro dalle pagine di Janouch, insomma, è quasi un santo laico: altruista ma riservato, sofferente ma sereno. Dobbiamo certo essere grati a Janouch e alla sua ingenuità. La nostra gratitudine, però, non va tanto a ciò che Kafka ha detto a Janouch secondo Janouch, ma a ciò che Janouch ha visto.[1]
  • Ognuno di noi convive con una propria immagine di Kafka, e lo dico anche perché le edizioni delle sue opere sono state spesso approssimative e discutibili (a cominciare, come è noto, dalle prime edizioni a cura di Max Brod). Abbiamo vissuto con un'immagine deformata, fantasmatica, dell'opera di Kafka.[1]

Incipit de Il corridoio di legno[modifica]

Le porte si aprono e un grande sospiro di sollievo si leva silenzioso confondendosi con l'aria fredda di Berlino.

Note[modifica]

  1. a b Dall'articolo A tu per tu con Kafka, la Repubblica, 21 aprile 1991.

Bibliografia[modifica]

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