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Giovanni Battista De Toni

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Giovanni Battista De Toni

Giovanni Battista De Toni (1864 – 1924), botanico, medico e chimico italiano.

La biologia in Leonardo da Vinci

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  • Leonardo disgiunge la metafisica e la teologia dalla scienza della natura, ch'è la scienza de' fenomeni e delle loro cause, insomma si guarda dall'asservire ciecamente all'autorità ed invoca l'esperienza "maestra dei maestri", ma non dispregia per questo gli antichi né li copre di una derisione che sarebbe stata indegna di lui, bensì ne rileva gli errori e ne controlla le affermazioni. (p. 175)
  • Il Vinci, svincolatosi dalle pastoie del pregiudizio che aveva imperato nella scuola Araba, non contento di fornire i dati per la figurazione esterna del corpo, di porgere i più opportuni consigli per le esatte proporzioni dell'uomo, vuole ricercare l'intima compagine del corpo umano, vincendo per amore della scienza il ribrezzo spontaneo originantesi alla vista del sangue e con la mano avvezza al magistrale uso del pennello, adopera i taglienti e seziona cadaveri. Non è il capriccio che muove il grande artista, è il desiderio di apprender le cause degli effetti, è sempre il metodo di osservazione diretta che lo domina. (pp. 178-179)
  • Nei codici dell'Inghilterra trovansi segnatamente indicati i raggruppamenti degli animali giusta i caratteri anatomici desunti dai denti, dalle corna, dalle intestina; è acuta l'osservazione del Vinci che attribuisce all'uomo, anche nella stazione eretta ad esso propria, il movimento degli arti a mo' della maggioranza dei quadrupedi: "quando un uomo cammina, dice Leonardo, come i soldati in marcia, egli porta in avanti il piede sinistro e muove in pari tempo il braccio destro, poi muove il piede destro e contemporaneamente avanza il braccio sinistro"; né al genio leonardesco sfuggì l'osservazione, che ora va col nome del celebre Darwin, del rapporto tra l'uso dell'organo e lo sviluppo dell'organo stesso: i lobi olfattori ed ottici, osserva Leonardo, sono assai più sviluppati nel leone che non nell'uomo. (p. 181)

Incipit di Osservazioni botaniche e sperimentali intorno alla Digitalis lanata Ehrh.

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Durante gli scorsi anni di guerra venne maturando tra noi il concetto della necessità di provvedere a fare in modo che delle piante medicinali, riconosciute in realtà efficaci per i risultati di una diuturna applicazione terapeutica, venga introdotta la cultura, se esotiche nelle località che a tale cultura possano prestarsi per condizioni edafiche e climatiche, e intensificata e diffusa comunque la produzione di quelle le quali si trovano circoscritte a vegetare in poche regioni della penisola e delle isole ovvero furono pressoché distrutte dalla rapacità di volgari speculatori che le resero rarissime nelle stazioni dianzi per esse caratteristiche.

Bibliografia

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