Girolamo Luigi Calvi

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Girolamo Luigi Calvi (1791 – 1872), storico dell'arte, pittore, scrittore e traduttore italiano.

Notizie sulla vita e sulle opere dei principali architetti, scultori e pittori che fiorirono in Milano durante il governo dei Visconti e degli Sforza[modifica]

  • [...] i principali elogi in riguardo a Troso, erano dagli scrittori d'allora a lui tributati per un affresco che aveva, non so in qual anno, eseguito in Milano nella facciata della casa della famiglia Mendozza, poi passata in proprietà del marchese Corrado, nella via de' Maravigli. Su di questa facciata, dice il Lomazzo[1], erano rappresentati fatti di storia romana, con fondo di architettura così ben fatto, che osservandolo dal giusto punto di vista, produceva l'effetto del vero. (pp. 242-243)
  • Lo stesso Lomazzo[1] affermava ancora, parlando di Troso, che avesse una particolare abilità per disegnare grotteschi: egli racconta d'aver veduto un libro contenente molti suoi disegni d'ornamenti, di tante e così varie maniere che giudicava non potersi fare né immaginare di più, essendo giunto a trovare quanto in simil genere era concesso a mente umana. (pp. 243-244)
  • Le circostanze [la presenza del da Vinci] però allora trovate in Milano non potevano essere indifferenti per Andrea Solari, perché ammirando di Leonardo e della sua scuola la maniera, seppe anche giovarsene per formarsi la sua, diligente, buona per disegno e per forza d'ombre non che per colorito, onde da alcuno fu tenuto per discepolo di Leonardo. (p. 272)

Marianne[modifica]

Incipit[modifica]

Marianne: Alfin tu lenta disparisci, o notte!
Notte funesta, e sol di spettri orrendi
E di terror feconda. Il tuo silenzio
Eterno a me rassembra, e l'orror tuo
Immenso; a me non son le molli piume
Che acute spine, onde col sorger mio
Sovente il dì prevengo. Ma di gioja
Torna a me forse apportatrice mai
L'alba novella? A Erode sposa, e in questa
Reggia, un tempo de' i miei padri retaggio,
Or per me fatta orribil carcer, posso
Viver men triste un giorno sol? Qui dove
Starmisi intorno pallide, e vendetta
Del consorte crudel chiedermi ognora
Scorgo l'ombre del padre e del fratello!

Citazioni[modifica]

  • Io mal non scôrsi: | oggi Salome atro, tremendo arcano | cela .... Ella incontro alla Regina m'arma, | ad un tempo, e per sé spaventa... Forse | cieco ministro all'odio suo mortale | son fatto... Io tutto a lei mi dava... Omai | né arretrar giova, né lo posso: amore | ed ambizione del mio cor son donni, | e appien seguir l'impero m'è forza. (Castobaro, atto IV, scena II)

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

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