Giuliano Di Bernardo

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Giuliano Di Bernardo (1939 - vivente), filosofo e massone italiano.

Citazioni di Giuliano Di Bernardo[modifica]

  • Ettore Loizzo, ingegnere di Cosenza, mio vice nel Goi, persona che per me era il più alto rappresentante del Goi, nel corso di una riunione della Giunta del Grande Oriente d’Italia (una sorta di CdA del Goi in cui era presente anche il mio successore Gustavo Raffi, attuale Gran maestro del Goi) che io indissi con urgenza nel 1993 dopo l'inizio dell’indagine del dott. Cordova sulla massoneria, a mia precisa richiesta, disse che poteva affermare con certezza che in Calabria, su 32 logge, 28 erano controllate dalla ’ndrangheta. Io feci un salto sulla sedia. Gli dissi subito: e cosa vuoi fare di fronte a questo disastro? Lui mi rispose: nulla. Io, ancora più sbigottito, gli chiesi perché. Lui mi rispose che non poteva fare nulla perché altrimenti lui e la sua famiglia rischiavano gravi rappresaglie.[1]
  • Ettore si trovava in una situazione molto difficile. L'ho compreso perché seguire me significava fare quello che sono stato costretto a fare: una guerra totale al Grande Oriente d'Italia, non perché io volessi attaccare, ma perché dovevo difendermi. [...] Io scrissi una lettera alla comunione, in cui spiegavo queste ragioni. Quella lettera non è mai stata spedita, per cui tutti i fratelli all'obbedienza non hanno mai saputo le ragioni per cui io sono andato via, tranne quelle che leggevano sui giornali. Questa è stata una mossa tattica importante, perché non conoscendo le ragioni, su di me è stato detto tutto e il contrario di tutto. Sono stato praticamente crocefisso, i miei ritratti sono stati bruciati nel tempio per simulare il traditore che va al rogo, ho ricevuto minacce contro me e la mia famiglia inimmaginabili. Ma io sono andato avanti.[2]
  • Ho creato una nuova Obbedienza, semplicemente per ridare all'Italia una massoneria di tipo tradizionale, e la massoneria di tipo tradizionale è quella inglese. Io infatti ho recepito dalla Massoneria inglese Costituzioni, Regolamenti e Rituali.[3]
  • Io ritengo che il futuro dell'umanità, che vede la realizzazione della società globale debba essere governato da una comunità di saggi che esprimono l'Uno, il tiranno illuminato.[4]
  • La situazione della Gran Loggia Regolare d’Italia come risulta dalla relazione della Commissione Antimafia, è quella che in rapporto al GOI, risulta la più inquinata dalle infiltrazioni della mafia e della ‘ndrangheta. La Gran Loggia Regolare d’Italia, che è stata il fiore all’occhiello della Massoneria italiana e inglese è stata ridotta in cenere da Fabio Venzi. Mi chiedo: come può la Gran Loggia Unita d’Inghilterra continuare a riconoscerla come unica Obbedienza massonica sul territorio italiano? Cosa aspetta Venzi a rassegnare le dimissioni? […] Se Venzi si dimettesse forse qualcun altro potrebbe ridare un minimo di dignità a quella che io considero la mia creatura massonica.[5]
  • La sua visione e la mia sono molto simili. Entrambi riteniamo che nel futuro dell'umanità scompariranno le differenziazioni ideologiche, religiose e politiche. Per me a governare sarà una comunione di illuminati, presieduta dal “tiranno illuminato”, per Casaleggio a condurre l'umanità sarà la rete. Non mi risulta che Casaleggio sia massone. Grillo si rivolge alle masse; Casaleggio, invece, con il suo messaggio parla a un'élite. Io non votavo da 15 anni, ma sono tornato a farlo e ho dato la mia preferenza al Movimento 5 stelle. E molte delle persone che conosco e che condividono la mia visione del mondo hanno fatto lo stesso. L'importante è che Casaleggio non si faccia corrompere, che non accetti il compromesso con le altre forze politiche. Il rinnovamento deve essere radicale.[6]
  • Non c'è soltanto infiltrazione della ‘Ndrangheta nelle logge, ma è addirittura la ‘Ndrangheta controlla le logge. [...] Massoneria e 'ndrangheta sono due organizzazioni che hanno alcuni aspetti in comune. Cioè la procedura, la modalità di iniziazione. In Calabria la ‘Ndrangheta entra in tutte le massonerie, però in concreto, continuano ad avere questi incontri proprio per poter realizzare i progetti, che non sono più quelli dell'etica, i principi etici, universali, ma sono quelli delle organizzazioni criminali.[7]
  • Ricordo l'incontro con padre Rosario Esposito, ove lui mi si è presentato come il prete della Massoneria, tutto volto nell'opera di apostolato e di riavvicinamento fra queste due istituzioni in cui lui vedeva delle “grandi concordanze”. Gli ho detto chiaramente che non condividevo la sua opera, perché secondo me la Chiesa è una cosa e la Massoneria è un'altra, e che si può portare avanti un dialogo senza rinunciare alle proprie specificità. Non v’è alcuna necessità per cui la Chiesa e la Massoneria rinuncino alle proprie caratteristiche per consentire un dialogo. Questo non significa che non debba esserci un dialogo. Anzi, il dialogo c’è sempre stato. Che cosa abbia fatto poi padre Esposito dopo la mia gran maestranza, non lo so.[8]

Intervista di Silvano Danesi al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

intervista di Silvano Danesi, Brescia Oggi, maggio 191.

  • Non esistono ancora le condizioni in cui, rivelando la propria appartenenza alla Massoneria, non si corra il rischio di venire sanzionati o perseguitati.
  • [Un esempio di tali vessazioni?] È capitato a me, quando ero Maestro Venerabile della Loggia Zamboni De Rolandis di Bologna, di subire una perquisizione domiciliare e personale, in base all’accusa di banda armata e di associazione per delinquere. Vorremmo agire con trasparenza, ma non abbiamo ancora le garanzie necessarie”.
  • L'articolo 18 della Costituzione ha espresso tutte le ambiguità emerse all'interno della Costituente. I vincoli e le ambiguità di allora non sono ancora risolti. Facciamo un esempio concreto. Oggi teniamo un convegno il quale, sia pure riservato, è noto alle autorità dello Stato. Non ci è vietato di farlo e quindi se ne dovrebbe dedurre che la Massoneria è un’associazione legittima. Se così è, lo Stato sia coerente e tratti la Massoneria come un’associazione legittima, ma con tutte le conseguenze che una tale scelta comporta.

Note[modifica]

  1. Citato in Piero Gaeta, Gli invisibili tra cosche e grembiuli, la Gazzetta del Sud, 18 luglio 2016.
  2. Dall'intervista di Pablo Petrasso, La "resa" della massoneria nel '92: «Contro i clan non faremo nulla», Corriere della Calabria, 23 maggio 2017.
  3. Dall'intervista di Daniele Luttazzi, Satyricon, 11 aprile 2001. Citata in P. Paolo e M. Siano, La Massoneria spiegata in Tv dal Gran Maestro Di Bernardo, Corrispondenza Romana, 26 luglio 2017.
  4. Citato in Giuliano Di Bernardo: basta democrazia, serve un tiranno illuminato, Alessandria Oggi, 5 dicembre 2018.
  5. Citato in Secondo l’ex Gran Maestro Papa Francesco è un “tiranno illuminato”, Corrispondenza Romana, 20 giugno 2018.
  6. Dall'intervista Casaleggio e i rapporti con la massoneria, Panorama, 27 marzo 2013. Citata e ampliata in Luca Costa e don Gabriele Mangiarotti, A proposito di massoneria, Cultura Cattolica, 27 marzo 2013.
  7. Dall'intervista di Sandro Ruotolo. Citata in Giorgio Bongiovanni, Massoneria-mafia, parla l'ex Gran Maestro Giuliano Di Bernardo, Antimafiaduemila, 25 novembre 2017.
  8. Citato in Valerio Pierantozzi, Intervista all'ex Gran Maestro Giuliano Di Bernardo, 9 aprile 2015.

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