Giulio Caprin
Giulio Caprin (1880 – 1958), giornalista, saggista, poeta e narratore italiano.
Citazioni di Giulio Caprin
[modifica]- «Questa Coscienza di Zeno è un prodotto certo notevole e, crediamo, spontaneo dall'analismo illimitato». «La fortuna che capita oggi, compenso non ingiusto, a questo disconosciuto romanziere triestino, si spiega come la reazione del gusto al troppo di eloquenza e di decorazione che c'è stato in molti romanzi italiani di questo venticinquennio».[1]
Trieste
[modifica]- Delle dodici e più chiese che sorgevano entro le mura [di Trieste] una sola rimane in piedi, degna di nota, quantunque sia ridotta ad un'ombra di sé stessa: la piccola chiesa di S. Silvestro, che secondo la tradizione avrebbe conservato le spoglie virginali di Tecla ed Eufemia, martiri triestine del III secolo. Dalla sua antichità sono prova le finestre di marmo a traforo di stile basso bizantino; ma poi dovette essere restaurata secondo lo stile romanico, come appare dal portale e dall'arco. Rimaneggiata completamente alla fine del 1700, è passala al rito protestante. (pp. 56-57)
- [...] un fatto colpisce lo straniero, sovra tutto se egli giunga dall'Istria vicina, in cui ogni città ed ogni borgo offrono al piacere degli occhi qualche tratto di architettura veneziana, e ai ricordi storici i leoni dell'evangelista: Trieste non ha né un leone di San Marco, né in tutta la sua architettura una linea che rammenti la dominatrice dell'Adria. Da qualche resto sopravvissuto sembrerebbe piuttosto che prevalesse lo stile romanico.
Lo spiega la sua storia, dolorosa per alcune conseguenze, ma pur gloriosa perché nella sua secolare umiltà sembra consapevole di una grandezza futura. I reggitori della città, fin dai tempi feudali, avevano inteso che Venezia dominatrice di Trieste avrebbe assorbito tutti i vantaggi che a questa offriva la sua posizione fortunata allo sbocco dei valichi delle Alpi Giulie; perciò Trieste osò piuttosto esser rivale che soggetta di Venezia, e quando le sue sole forze non le bastarono, ricorse a chiunque, pur di non aver distrutte le sue speranze. Triste condizione, se si vuole, ma necessaria per chi senta la ferrea necessità delle leggi economiche della storia! (p. 58)
- [Castello di Miramare] Continuiamo a costeggiare: due strade per terra ci accompagnano: quella napoleonica in alto, tagliata fra le roccie, e quella che segue la riva, la strada di Miramar. E Miramar è vicino; quel promontorio grigio che dalle rive del porto ci sembrava cosi lontano, ora avanzandosi risolutamente, ci costringe a volgere al largo; il suo castello bianco, più bianco sullo sfondo verde cupo del parco che la mano dell'uomo ha fatto sorgere sovra la rupe infeconda, si disegna colle sue torrette.
E il castello imperiale di Massimiliano d'Austria; ma la terra su cui sorge triste e silenzioso, e il canto del poeta italiano, che ne ha espresso la tragica storia, lo han fatto caro ai nostri cuori; non l'anima dell'architetto che lo costruì, ma quella del poeta che lo glorificò, lo ha consacrato all'arte italiana.
Qui non si deve giungere desiderosi di pura bellezza architettonica, che sarebbe deluso chi credesse trovarvi meglio di una composta armonia di linee all'esterno, e di un fasto comune all'interno; bisogna essere un po' romantici per sentire la commozione che emana dal luogo. Non a caso, ho detto il luogo, poiché se nelle sue linee il castello rammenta molti altri castelli veduti in terra germanica, la genialità del principe che qui lo volle edificato si palesa appunto nella scelta della posizione. Sembra che nella costruzione di Miramar, più che un desiderio di bellezza, abbia influito un presentimento del cupo destino. (pp. 116-119)
Carlo Goldoni
[modifica]- Voltaire, imperatore plebiscitario della letteratura Europea nel secolo XVIII, per esaltare l'opera del suo minore contemporaneo Carlo Goldoni, ha invocato Sua Eternità la Natura e le ha fatto dire con cortesia tutta FranceseSe in questo elogio non vi fosse una esagerazione, per intendere a pieno l'opera del comico veneziano basterebbe richiamarci alla nozione generica dei sentimenti, senza preoccuparci troppo dei tempi e dei luoghi in cui il Goldoni osservò e riprodusse la natura umana. Ma la natura umana non si mantiene cosi unica e invariabile come poteva sembrare al Voltaire, imbevuto dell'astratto razionalismo caro al suo secolo; e per di più il Goldoni non fu di quei poeti che dalla rappresentazione di un tipo contingente ed individuale assurgano a significare qualcuno di quegli atteggiamenti essenziali dell'anima umana, che si possono chiamare assoluti e generali.
Egli fu anzi tutto un pittore del particolare, e studiò e rese la verità dello spirito umano, quale il suo secolo e più specialmente la sua città gliela presentavano.
Gli animali alla guerra
[modifica]Se ci sono animali alla guerra? E mica soltanto quelli che ci vanno con i soldati, soldati essi stessi: i cavalli delle armi a cavallo, i muli delle batterie da montagna e someggiate. Ce ne sono anche tanti altri, grossi e piccini, che ci si trovano senza volerlo, povere bestie. E ci rimangono.
I nostri soldati ispirano anche a loro fiducia. Giurerei che qualunque gallina dei paesi irredenti preferisce esser mangiata da un nostro bersagliere invece che dover far le uova per un ufficiale dei gendarmi—peuh!—austriaci.
Ho sentito una volta due maiali che si litigavano un fondo di marmitta trovato in un campo dov'erano passate le cucine di un reggimento. Il maiale, che pretendeva mangiarseli tutti da solo quei ghiotti rimasugli, grugniva a quell'altro:
—Screanzato.
E l'altro di rimando:
—Austriaco.
—Prepotente.
—Austriaco.
—Ladro.
—Austriaco.
—Porco.
Note
[modifica]- ↑ Corriere della Sera, Milano 11-2-26, citato in AA.VV., La critica italiana e straniera sull'opera di Italo Svevo, in appendice a Italo Svevo, "La coscienza di Zeno", Morreale, 1930.
- ↑ Ogni autore ha i suoi difetti, ma questo Goldoni mi ha dipinto.
- ↑ Le tre strofette del Voltaire sono in una sua lettera al marchese Albergati-Capacelli, 19 giugno, 1760. (Euvres, ediz. Beuchot. Paris, 1838, t. VIII, p. 49. [N.d.A.]
Bibliografia
[modifica]- Giulio Caprin, Carlo Goldoni : la sua vita, le sue opere, Fratelli Treves editori, Milano, 1907.
- Giulio Caprin, Gli animali alla guerra, Treves, 1916.
- Giulio Caprin, Trieste, Istituto italiano d'arti grafiche editore, Bergamo, 1906.
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