Giuseppe Papaleoni

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Giuseppe Papaleoni (1863 – 1943), storico italiano.

  • Quanto al conte di Lodrone il Bandello che doveva bene avere conoscenza di quella famiglia e che probabilmente preparò o anche scrisse la sua novella a Verona quando vi si trovava nel 1531, gli diede il nome di Paride, il nome cioè usuale e caratteristico della casa, portato durante il secolo XV e anche dopo da parecchi individui di quella e illustrato specialmente da Paride detto Il Grande e dal suo nipote di Castel Romano, condottieri notissimi il primo nella prima metà di quel secolo nelle guerre tra Venezia e Milano, il secondo a' servizi di Venezia talvolta, e talvolta dei tedeschi, più tardi e fino al 1509... Veggansi i punti nei quali si tratta del Lodrone: "In questo tempo fu messo perle mani a messer Antonio il conte Paris di Lodrone, giovane di ventiquattro in venticinque anni, molto bello e ricco, e praticamente questo partito con non poca speranza di buon fine, messer Antonio lo disse alla moglie ed ella, parendole cosa buona e molto onorata, lo disse alla figliola." A questa lo ripeté poco dopo il padre: "t'ho ritrovato uno sposo molto nobile ricco e bello il quale è signore e conte di Lodrone". E a lei riluttante egli, indignato per questo e quasi vicino a percuoterla, impose che "volesse o no, fra tre o quattro giorni ella deliberasse andare con la madre e altri parenti a Villafranca, perciocché quivi doveva venir il conte Paris con la sua compagnia a vederla". Colà si provò poi il conte "il quale nella messa la vide, e, benché fosse pallida e melanconica, gli piacque e vene a Verona, dove con messer Antonio stabilì il parentado." Giulietta allora corse dal confesore e gli disse: "io non veggio via da svilupparmi da questo Lodrone, che ladrone e assassino mi pare volendo le cose altrui rubare. E qui cessa, anche nel Bandello la parte del promesso sposo di lei".» (da Il promesso sposo di Giulietta Cappelletti, in Tutte le opere, vol. 3)
  • La novella del Bandello, attraverso versioni e elaborazioni straniere, o direttamente, come taluno dubita, giunse come noto allo Shakespeare, e diede materia ad una delle maggiori manifestazioni dell'arte sua. Questi, abbandonatone il cognome, ammise Paride nella sua tragedia, facendone anzi un parente del principe di Verona, e lo costituì come uno dei principali attori dell'opera, creandogli una personalità quale veramente non apparisce nelle novelle italiane.» (da Il promesso sposo di Giulietta Cappelletti, in Tutte le opere, vol. 3)

Bibliografia[modifica]

  • Giuseppe Papaleoni, Tutte le opere, vol. 3, I Lodron, Cooperativa Il Chiese, Storo, 1994.

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