Venezia

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Citazioni su Venezia.

Citazioni[modifica]

  • A Venezia per i vostri bisogni servitevi delle toilette pubbliche. Ce ne sono ben due: una a Mestre e una sull'autostrada per Padova, dove, tra l'altro, potrete ammirare il fenomeno dell'acqua alta in pieno autogrill. (Michele Serra)
  • Chi non ha visto Venezia in aprile, non può immaginare tutta la bellezza inesprimibile di questa città d'incanto. La dolcezza della morbida primavera si addice a Venezia, come il sole abbacinante d'estate si addice alla splendida Genova, e l'oro e la porpora dell'autunno a Roma, grande e antica. La bellezza di Venezia commuove e fa nascere desideri, come la primavera; stanca e lusinga come la promessa di una vicina, misteriosa felicità. Tutto è luminoso e comprensibile, e tutto è avvolto nel fumo sonnolento di un silenzio incantanto. Tutto tace ed è tutto gradevole; tutto è femminile, dallo stesso nome: non per niente l'hanno chiamata «la Bella». Le sagome dei palazzi e delle chiese si alzano lievi e stupende, come il sogno di un giovane Iddio; c'è qualcosa di fiabesco, qualcosa di strano, che affascina, nel luccicare verdastro e nelle sfumature di seta dell'acqua tranquilla dei canali, nella silenziosa corsa delle gondole, nella mancanza di quell'irritante frastuono della città, di suoni e rumori. «Venezia muore, si è spopolata» dicono i suoi abitanti; le mancava forse quest'ultima grazia, la grazia di appassire in fiore, nel trionfo della bellezza. Chi non l'ha vista, non sa: nè Canaletto nè Guardi (per non parlare degli ultimi pittori), hanno potuto cogliere quel lieve clima d'argento, l'orizzonte vago e vicino, la divina armonia delle linee più delicate e dei colori più languidi. Chi ha già vissuto e sofferto non venga a Venezia. Gli verrebbe l'amarezza dei sogni giovanili non realizzati. Ma sarà dolce a chi ha ancora se si sente teso alla gioia; allora porterà la sua gioia sotto i cieli incantati, e per quanto sia luminosa, la indorerà con la loro luce smagliante. (Ivan Sergeevič Turgenev‎)
  • Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un'immagine umana. (Marcel Proust)
  • Di corpo esile e minuto, sparuto ed emaciato anche nel viso, con un cappello sordido piazzato sulla nuca in modo da lasciar sfuggire un ciuffo di capelli rossicci da sotto la testa, se ne stava un po' discosto dai suoi, sulla ghiaia, in una posa di impertinente spavalderia, e lanciava, percuotendo le corde in un irruente canto declamativi, i suoi frizzi verso la terrazza, facendo un tale sforzo che le vene gli si gonfiavano sulla fronte. Non sembrava di stampo veneziano, piuttosto della razza dei comici napoletani, mezzo ruffiani, mezzo commedianti, brutali e protervi, pericolosi e spassosi. (Thomas Mann)
  • Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D'accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c'è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: "Voi siete qui". Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All'Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona. (Tiziano Scarpa)
  • [L'arte veneziana] È una ghirlanda di fiori olezzanti; è una collana di pietre preziose. È una cosa lasciva e imponente. È una fata col sole per nimbo, che attrae, che ammalia ma che, a lungo fa venir le traveggole. (Camillo Boito)
  • Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. (Pitigrilli, alias Dino Segre)
  • E dunque: perché ci si gingilla, tuttora, con l'invio sul posto di comitati o comitatoni ministeriali? Non sartà soltanto perché passi dell'altro tempo, giusto il tempo necessario perché anche i bambini si rassegnino all'idea di una Venezia chiusa da ogni parte dentro un anello di superbe dighe cementizie, più o meno olandesi o longanoriane: di una Venezia in bagnarola? (Giorgio Bassani)
  • È il posto più romantico del mondo ma ancora meglio quando non c'è nessuno. (Woody Allen)
  • È una città che dà una sensazione incredibile e strana allo stesso tempo, non so davvero perché. Ma mi piace moltissimo. (Shannyn Sossamon)
  • Fui invitato a sedermi in mezzo a due ambasciatori, e furono questi che mi condussero per la grande strada, che essi chiamano il canale grande e che è davvero molto larga. Le galee ci passano attraverso, e ho visto anche navi di 400 tonnellate e più vicino alle case. È davvero la strada più bella che ci possa essere, io credo, nel mondo [...]. Le case sono molto alte e grandi, quelle vecchie sono costruite con buona pietra e sono tutte dipinte [...] le altre risalgono a cento anni fa [...] tutte hanno la facciata di marmo che viene dall'Istria, a 100 miglia di là, e grandi pezzi di porfido e di serpentino. (Philippe de Commynes)
  • Il Comune di Venezia non aveva più nulla di veneziano, salvo la sede. A dominarlo erano gli elettori di Mestre e Marghera, che con quelli di Venezia si trovavano nella proporzione di tre a uno, e dalla loro avevano tutto: i soldi delle industrie, i sindacati e quindi anche i partiti. Decidendo di restare amministrativamente unita, Venezia ha preferito mettersi al rimorchio delle ciminiere e petroliere di Marghera, alle quali ha sacrificato il suo delicatissimo sistema idraulico. Fu allora che, con grande amarezza, feci atto di rinunzia a Venezia, convinto come ero, e come son rimasto, che una città si può salvare solo se sono i suoi abitanti a volerlo. (Indro Montanelli)
  • In nessun'altra città come a Venezia, ho trovato una tale unità della vita odierna con la vita che ci parla dalle opere d'arte della sua età aurea e nella quale sole e mare sono più essenziali di tutta la storia. (Hermann Hesse)
  • Io non ti so dire tante cose e non voglio contastare più teco, ché se' uomo senza alcuna ragione. Solo una cosa ti voglio dire: a Milano si sanno fare molte mercerie e armadure, e a Firenze buoni drappi, a Bologna i salsicciotti, a Siena i marzapani e i berricuocoli, e così ogni paese ha qualche dota; e li Viniziani si sanno fare signori di Lombardia, e parmi la monarchia d'Italia. (Pievano Arlotto)
  • Lo ripeto: Venezia soffre soprattutto delle conseguenze di una cultura che tende ad estrapolarla, a farne qualcosa che non appartiene più alla vita, ma soltanto ai sogni dei poeti (dei cattivi poeti, tuttavia, giacché i poeti veri hanno, e come!, il senso del rapporto tra l'arte e la vita). (Giorgio Bassani)
  • Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. Noli me tangere dice. (Bruno Barilli)
  • Ma quando siamo usciti, stanchi e intontiti, dalla stazione di Venezia e abbiamo visto il Canal Grande e i palazzi marmorei che sfioravano l'acqua melmosa, quel gioiello di cultura che si dondolava sui canali fetidi e muffosi, abbiamo improvvisamente compreso quanto forte e tenace è l'uomo e quanto meraviglioso è il suo spirito, e si è destato in noi un tale amore per l'umanità, l'umanità con le sue pene e le sue epidemie; e siamo penetrati ad occhi aperti dentro un sogno, perché Venezia è il sogno di ogni città… (Abraham Yehoshua)
  • Mi piace assai riandare con la mente a Venezia, a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. (Johann Wolfgang von Goethe)
  • Non vorrei scrivere molto su Venezia; penso che tutti la conoscano. È realmente simile, fino al fastidio, ai vari souvenirs de Venice; quando mi sono fermato per la prima volta a piazza San Marco, sono rimasto confuso e a lungo non ho potuto liberarmi dalla opprimente sensazione che non fosse un luogo reale, ma il Lunapark dove deve svolgersi la notte veneziana. Aspettavo soltanto che cominciassero a gemere le chitarre e che il gondoliere cantasse come il signor Schütz. Por fortuna il gondoliere ha misteriosamente taciuto, ma alla fine mi ha derubato in modo poco cristiano, agitandomi davanti agli occhi un qualche tariffario. (Karel Čapek)
  • Oggi l'unica attività economica a Venezia, se si esclude un po' di pesca, è il turismo. Invece di aprire nuove rotte commerciali e sperimentare nuove istituzioni, i veneziani vendono pizze, gelati e vetro soffiato colorato a orde di visitatori stranieri. I turisti accorrono per vedere le meraviglie create da Venezia nel periodo precedente la serrata, come il palazzo dei dogi e i leoni della basilica di San Marco, provenienti dal saccheggio di Bisanzio, quando i veneziani dominavano il Mediterraneo. Da potenza economica qual era, Venezia è diventata un museo. (Daron Acemoğlu)
  • Ora sono a Venezia, mio caro Usbek. Si può aver visto tutte le città del mondo e restare sorpresi arrivando a Venezia: si sarà sempre stupiti di vedere una città, delle torri e delle moschee emergere dall'acqua, e trovare una quantità enorme di persone in un luogo dove dovrebbero stare soltanto dei pesci. Ma questa città profana manca del tesoro più prezioso che ci sia al mondo, l'acqua sorgiva: è impossibile compiere una sola abluzione rituale. Il nostro santo Profeta ne ha orrore: dall'alto del cielo la guarda sempre in collera. (Montesquieu)
  • Per quasi mezzo millennio la Repubblica di Venezia fu considerata il simbolo del dominio sui mari e di una prosperità fondata sul commercio marittimo, un capolavoro di alta politica e nel contempo «la creazione più singolare della storia economica di ogni tempo» […] Questa favolosa regina del mare brillò con crescente splendore dal 1000 al 1500 […] Se però ci chiediamo se siamo qui di fronte a un caso di esistenza puramente marittima e di effettiva decisione per l'elemento del mare, ci accorgiamo subito di come appaia esigua una potenza marittima ristretta all'Adriatico e al bacino del Mediterraneo non appena si spalancano gli spazi sconfinati degli oceani del mondo. (Carl Schmitt)
  • Quando arriviamo a Venezia, stammi vicina. Il sindaco dice che a guardare le pitture uno casca in acqua come niente. (Nantas Salvalaggio)
  • Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola,, nella cui atmosfera corrotta l' arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi. (Thomas Mann)
  • Se dovessi cercare una parola che sostituisce "musica" potrei pensare soltanto a Venezia. (Friedrich Nietzsche)
  • Se fossi nato in Olanda che sta sotto il livello del mare e stupidamente lo deride, non avrei mai scritto una poesia su questa Venezia idiota che tutti salvano a parole e a colpi di interpellante mano. (Gaio Fratini)
  • Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. (Peggy Guggenheim)
  • Situata nel punto più interno dell'Adriatico, a metà strada fra Oriente e Occidente, sull'unico grande itinerario marittimo del commercio medievale; porto mediterraneo, eppure così a nord da trovarsi quasi nel cuore dell'Europa; Venezia era il punto su cui convergevano tutte le vie di traffico terrestri e marittime che potessero essere percorse da bestie da soma o solcate da navi. [...] Ma se la geografia aveva dato a Venezia una posizione senza pari, i Veneziani fecero il resto. Per tutti i primi anni della loro storia sfidarono Costantinopoli a oriente, e il Papa e il Sacro Romano Imperatore a occidente: a volte rivolgendosi a uno, a volte all'altro, ma sempre ostinatamente attaccati alla loro indipendenza... [...] Capaci, se minacciati, di ritirarsi nelle loro isole [...] Consapevoli sempre che, per essi, l'avvenire si trovava sul mare e in quelle terre orientali il cui calore si era insinuato nella loro civiltà e aveva scaldato il loro sangue. Erano occidentali e orientali insieme, questi veneziani: cuori caldi nell'amare e nel conquistare, teste fredde nel progettare e nel governare. (Eileen Power)
  • Una delle cose che più amo di Venezia è che ci si cammina con sicurezza. [...] I suoni cambiano ogni volta che ci si avvicina a un canale e i muri rimandano eco distintissimi. Mia sorella le detesta. [...] Dice che è come una città in gelatina, un avanzo di un grosso banchetto i cui ospiti siano morti o spariti... Lei si spaventa. Troppe ombre. (A Venezia... un dicembre rosso shocking)
  • Venezia, malgrado le inaudite sventure che stanno per annientarla, è una città francamente allegra. (Stendhal)
  • Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico. (Jean Cocteau)
  • Venezia non era più che una città e voleva essere un popolo. (Ippolito Nievo)
  • Venezia: terribile! Tutta piena di canali! Ce ne ha più di Berlusconi! (Rimini Rimini)
  • Venezia è come mangiare un'intera scatola di cioccolata al liquore in una sola volta. (Truman Capote)
  • Venezia è il posto dove navigano i violini. (Ramón Gómez de la Serna)
  • Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità. (Francesco Guccini)

Iosif Aleksandrovič Brodskij[modifica]

  • Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. [...] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l'unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l'acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell'Adriatico.
  • In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, la lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza.
  • Perché questa è la città dell'occhio: le altre facoltà vengono in seconda linea, e molto distanziate.

Charles Dickens[modifica]

  • Giuro (con assoluta convinzione) che Venezia è il prodigio, la nuova meraviglia del mondo. Se tu potessi esservi trasportato, senza averne mai sentito parlare, sarebbe la stessa cosa. Calpestarne le pietre, averne davanti gli scorci e nella mente la storia è qualcosa che supera tutto ciò che di essa si scrive, si dice, si pensa. Non potresti parlarmi in questa stanza, né io a te, senza stringermi le mani e dire: «Buon Dio, mio caro amico, abbiamo vissuto per vedere tutto questo!»
  • Mio caro amico, qualunque cosa al mondo tu abbia udito su Venezia, nessuna uguaglia la magnificenza e lo splendore della realtà. Le più sfrenate visioni delle Mille e Una Notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e della prima impressione dell'interno della chiesa. La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là delle fantasie del più audace sognatore. Nemmeno l'oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. [...] Da oggi, Venezia è parte della mia mente.
  • Non mi è mai successo prima di aver paura di descrivere quanto mi è capitato di vedere. Ma nel dirti che cos'è Venezia, ebbene, sento che mi è impossibile.
  • Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come Venezia. È la meraviglia del mondo. Un dannato antico posto da sogno, stupendo, immateriale, impossibile, perverso, irreale. Vi sono arrivato di sera, e la sensazione di quella sera e della luminosa mattina successiva è ormai parte di me per il resto della mia esistenza.
  • Venezia è stata un tale splendido sogno che non riesco mai a parlarne, sentendomi del tutto incapace di descriverne l'impatto sulla mia mente.

Proverbi italiani[modifica]

  • A Venezia chi vi nasce mal si pasce, chi ci viene ci sta bene.
  • Milano la grande, Venezia la ricca, Genova la superba, Bologna la grassa.
  • Non ha Venezia tanti gondolieri quanti Vicenza conti e cavalieri.
  • Non sono in Arno tanti pesciolini, quanti in Venezia gondole e camini.
  • Pane padovano, vino vicentino, carne furlana, trippe trevigiane, donne veneziane.
  • Venezia bella, fabbricata sul mare; chi non la vede non la può stimare.
  • Venezia la bella, e Padova sua sorella.

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