Greg Bear

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Greg Bear

Greg Bear, pseudonimo di Gregory Dale Bear (1951 – vivente), scrittore statunitense.

La musica del sangue (racconto)[modifica]

Incipit[modifica]

Esiste un principio in natura che credo nessuno abbia messo in evidenza, fino a questo momento. Ogni ora, miliardi di piccolissimi esseri viventi, batteri, microbi, eccetera, nascono e muoiono, e non contano nulla, se non per la loro qualità e per l'accumularsi dei loro infinitesimi effetti. Non hanno percezioni profonde. Non soffrono molto. La morte di cento miliardi di queste creature non si avvicinerebbe neppure, per importanza, alla morte di un solo essere umano.

Explicit[modifica]

Allora giungeranno nuove creature. La loro capacità di pensiero sarà inconcepibile.
Tutto il mio odio e la mia paura sono spariti, ormai.
Li lascio… ci lascio, con una sola domanda.
Quante volte è già successo, in altri luoghi? Viaggiatori spaziali non sono mai giunti sulla Terra. Non ne hanno avuto bisogno.
Hanno scoperto universi in granelli di sabbia.

[Greg Bear, La musica del sangue (Blood Music, 1983), traduzione di Delio Zinoni, Urania SF 38 supplemento al n. 1541, Mondadori]

Incipit di alcune opere[modifica]

Egira[modifica]

Il generale Ibisiano, un uomo basso e corpulento, fece un cenno ai suoi collaboratori, che lo raggiunsero sul balcone.
— Osservate attentamente — disse loro quando furono al fianco del deputato mediwevano. — Questa è la vera barbarie.
Sotto il balcone, un'orda di penitenti riempiva le strade, rese scivolose dalla pioggia.

Halo: Cryptum[modifica]

SOL
> da EDOM verso ERDE-TYRENE

L'equipaggio della barca abbassò il fuoco, spense il motore a vapore e sollevò dall'acqua il corno a elica. Il canto gorgogliante del meccanismo si affievolì fino a cessare, con una serie di schiocchi e tristi gemiti; non aveva mai funzionato a dovere, fin dall'inizio.
A venti chilometri di distanza, il picco centrale del Cratere Djamonkin si sollevava attraverso una vaga nebbia blu-grigiastra, con la cima tratteggiata d'oro rosso dagli ultimi raggi del sole morente. Una singola luna brillante saliva lucente e fredda dietro alla nostra barca. Il lago interno al cratere si muoveva in piccole onde intorno allo scafo, in un modo in cui mai si era vista l'acqua muoversi a causa di maree o venti. Sotto rigonfiamenti e vortici, scintillanti dei riflessi del tramonto e della luna, le pallide forme dei merse ondeggiavano e galleggiavano come le ninfee nel laghetto di mia madre. Tuttavia, quelle ninfee non erano pacifici fiori, ma kraken dormienti che crescevano nelle cavità di spessi tronchi. Larghi una decina di metri, le loro estremità spesse e muscolose erano fitte di denti neri lunghi quanto il mio avambraccio.

Il serpente mago[modifica]

Le sagome pallide e trasparenti erano ancora una volta chine su Michael Perrin; se fosse stato sveglio, il giovane ne avrebbe riconosciute tre, ma stava dormendo profondamente, e senza sogni. Il sonno era un'abitudine che aveva riacquistato dopo il suo ritorno e che gli permetteva di interrompere, sia pur brevemente, le proprie riflessioni in merito al Regno.

L'enigma della protostella[modifica]

Da un orizzonte all'altro, il cielo era pervaso da un cupo bagliore color porpora, striato di lievi filamenti ora di un candore latteo ora di un verde luminoso. T'Prylla sentì lo scricchiolio dei ciottoli secolari sotto la suola degli stivali, l'unico suono esistente a parte quello del suo respiro e i rumori prodotti dalla strumentazione della tuta; aveva lasciato la stazione per poter rimanere sola per un po' e per contemplare il sorgere dei nuovi soli, che avevano appena un anno di vita.

L'ultima fase[modifica]

Ogni ora, miriadi di trilioni di minuscoli esseri viventi — microbi e batteri, i contadini della Natura — nascono e muoiono, del tutto irrilevanti se non fosse per l'enormità del loro numero e l'effetto cumulativo delle loro microscopiche esistenze. Essi non percepiscono vere sensazioni, non soffrono. La morte di cento miliardi di loro non conta neppure una frazione di quella di un singolo essere umano.
Considerate nella loro totalità queste creature, siano piccole come i microbi oppure grandi come gli uomini, si equivalgono nello «slancio vitale», proprio come le fronde di un albero possente riunite assieme equivalgono alla massa dei rami sottostanti, e come la massa dei rami equivale a quella del tronco.
Oggi ne siamo certi con la stessa fermezza con cui i Re di Francia erano certi del loro diritto alla discendenza ereditaria. Quale, fra le generazioni future, verrà a darci torto?

Bibliografia[modifica]

  • Greg Bear, La musica del sangue (Blood Music, 1983), traduzione di Delio Zinoni, Urania SF 38 supplemento al n. 1541, Mondadori, 2008.
  • Greg Bear, Egira, traduzione di Marco Pinna, Mondadori, 2002. ISSN 11204966
  • Greg Bear, Halo: Cryptum, traduzione di Francesca Noto, Multipleyer.it edizioni, 2011. ISBN 9788863551433
  • Greg Bear, Il serpente mago, Editrice Nord, 1990.
  • Greg Bear, L'enigma della protostella, traduzione di Annarita Guarnieri, Garden Ed., 1987.
  • Greg Bear, L'ultima fase, traduzione di Gianluigi Zuddas, Ed. Nord, 1987.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]