Gruppo del Laocoonte

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Gruppo del Laocoonte, copia marmorea nei Musei Vaticani

Citazioni sul gruppo scultoreo del Laocoonte.

  • Il Laocoonte è una di quelle opere d'arte che su tutti gli spettatori produce un'impressione subitanea e profonda, sia perché rappresenta un dolore non soltanto morale, ma anche ed essenzialmente fisico, sia pure perché tale dolore vi è espresso in tutte le sue manifestazioni esteriori. Sono coteste manifestazioni che colpiscono tutti, l'artista e lo scienziato, l'uomo colto e l'ignorante e spiegano il fenomeno, di cui molti sono stati al par di me testimoni, che mentre la maggior parte del pubblico percorre le sale del Vaticano, passando con indifferenza davanti ad opere fine e grandiose, tutti. giunti al Laocoonte si arrestano sorpresi e assaliti da subita commozione. (Edoardo Brizio)
  • Il torto principale del Laocoonte, non è, dunque, nel suo vistoso psicologismo e nelle sue acrobatiche contorsioni, bensì nei suoi difettosi elementi figurativi; per esempio nelle sue pretese plastiche di gruppo statuario, inopportune e ribelli a forme così slegate e a movimenti tanto vivaci, che invece si giustificherebbero assai meglio nella sobria unità di un rilievo. (Matteo Marangoni)
  • Nel Laocoonte al contrario [di altre sculture] si notano soltanto i segni chiari dello scalpello, senza ritocco né di raspa, né di lima, né di pomice, che avrebbero dato alla superficie una eguaglianza e levigatezza che per il maggiore effetto della rappresentazione si volea evitare.
    Per la scelta adunque del soggetto al più alto grado commovente, per il disegno soverchiamente sentito del nudo, per la tecnica speciale dell'esecuzione, il Laocoonte è riuscito l'opera più potentemente patetica che si conosca di tutta l'arte antica. Essa dovea godere di grande celebrità, di popolarità immensa già presso gli antichi ed esercitare sovr'essi la medesima impressione profonda che sopra i moderni. Così si spiega la lode esagerata data da Plinio al gruppo, chiamandolo opera superiore a tutte quelle conosciute tanto di pittura, quanto di scoltura: opus omnibus et picturae et statuariae artis praeferendum. (Edoardo Brizio)
  • Pare oggi impossibile che questo famigerato Laocoonte abbia per tanto tempo scroccato una fama così sproporzionata al suo valore. Sembra che Michelangelo stesso lo ammirasse quando nel 1506 fu scoperto in Roma; fatto che parrebbe poi smentito dal Prigione[1] ora veduto in cui tutti gli errori e i difetti dell'altra figura sono evitati. (Matteo Marangoni)

Note[modifica]

  1. Si riferisce allo Schiavo morente, scultura di Michelangelo del 1513 circa, conservata nel Museo del Louvre.

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