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Guido Ferrando

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Guido Ferrando

Guido Ferrando (1883 – 1969), docente, filosofo, teosofo, anglista, studioso di psicologia e antifascista italiano.

Citazioni di Guido Ferrando

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  • Come tutti gli spiriti riformatori e costruttori Emerson ha avuto la visione di una grande verità ed ha cercato di esprimerla: se fosse stato un filosofo l'avrebbe sviluppata e dimostrata in un sistema: ma egli è un mistico, un contemplatore, e la vuol comunicare direttamente coll'affermarla, col proclamarla col ripeterla, in tutti i modi e sotto tutti gli aspetti. E poiché si tratta di una verità che si sente e non si dimostra, che parla più all'anima che all'intelletto, egli poco si preoccupa della chiarezza e della coerenza delle sue parole, purché esse rendano in tutta la sua efficacia, in tutta la sua bellezza, la profonda visione del suo spirito contemplante.[1]

H. Thoreau e il trascendentalismo americano

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Henry David Thoreau, il solitario di Walden, il discepolo di Emerson, è la più singolare figura che la storia letteraria americana ci presenti, ed è una delle anime più semplici e più complesse al tempo stesso, che si siano mai rivelate al mondo in pensieri ed azioni di una sincerità e nobiltà insuperabili.

Citazioni

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  • Tentar di definire un uomo come Thoreau, è impresa vana. Egli disse di sé: io sono un mistico, un trascendentalista, un filosofo naturale; definizione questa che definisce ben poco, perché ognuno dei suoi termini richiede a sua volta di esser chiarito e spiegato. Sperar di poter delineare in modo abbastanza preciso, i contorni della sua figura morale e spirituale; col semplice studio dei fatti esteriori della sua esistenza, è ugualmente un'illusione. Gli avvenimenti esterni hanno esercitato una ben scarsa influenza sul suo carattere e sull'opera sua, che sono per la maggior parte un prodotto della sua attività interiore. (p. 7)
  • Thoreau, è bene ricordarlo, fu uno dei pochi uomini che non si lasciarono guidare dalle circostanze esteriori, che seppero foggiarsi il loro destino. E anche il credere che basti leggere attentamente i suoi scritti per formarsi un'idea adeguata di lui, è un'illusione; gli scritti, nei quali egli ha esposto tutte le sue esperienze, hanno bisogno di esser interpretati. Sono come il gran libro della natura, che per i più, purtroppo, è un libro chiuso. Esso è scritto a caratteri matematici, secondo la bella sentenza Galileiana; lo spirito vi ritrova tutto ciò che. vi ha posto, cioè le grandi leggi universali di cui l'uomo è, o dovrebbe esser cosciente; e vi ritrova inoltre tutte le immagini di bellezza e le misteriose armonie di suoni e di colori, che allietano la nostra vita terrena. Solo il savio e l'artista, solo colui che sotto l'infinito variar delle forme, sa scorgere l'unità di un principio che non cambia mai, e colui che sa intonare la sua anima alle voci delle cose, e renderla tersa e pura sì da riflettere tutte le luci e le ombre del creato, possono comprendere la natura; e ne viene di conseguenza che solo essi, il savio e l'artista, possono comprendere Thoreau. (pp. 7-8)
  • [Thoreau] [...] vi è un'altra chiave che ci permette di penetrare nella segreta e magnifica dimora di questa grande anima: l'amore. Basta amare la natura, amarla per sé stessa, per la sua bellezza, per il suo influsso purificatore, per comprendere Thoreau. Mai come in questo caso amare vuol dire comprendere; dobbiamo avvicinarci alle opere e alla vita di Thoreau con spirito di amore, cioè di unione e di adesione, non di critica, se vogliamo penetrarne il significato. E non dobbiamo fermarci alle apparenze; l'opera sua, simile anche in questo alla natura di cui egli fu amante devoto e fortunato, ha i suoi lati oscuri, insignificanti, contradditorî; ma per chi scende oltre la superficie, tali difetti scompaiono in un'armonia superiore. (p. 8)
  • Il trascendentalismo è stato diversamente giudicato: mentre alcuni ne esagerano l'importanza che pure fu grande e lo considerano come il fenomeno più interessante nella vita americana; altri, colpiti forse dagli eccessi, dalle stranezze e dalle puerili ingenuità di alcuni suoi rappresentanti, ne parlano come di un movimento pazzesco di cui possiamo sorridere e nulla più. (p. 13)
  • Per comprendere il valore del trascendentalismo, non bisogna fermarsi alle apparenze, né considerarlo solo come un movimento letterario o come espressione di un misticismo vago ed incoerente. Il significato vero di questo notevole fenomeno sta nel suo contenuto morale ed ideale, nella sua sincerità, nel calore di fede con cui venivano predicate certe verità spirituali che divennero poi patrimonio comune delle migliori coscienze e servirono a temprare il carattere della nazione. Mistici sì, i trascendentalisti, ma non vaneggiatori; letterati nel senso buono della parola, e non ciarlatani. (p. 13)

Note

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  1. Dalla prefazione a Ralph Waldo Emerson, Energia morale: saggi scelti, Sandron, Palermo, 1913. Citato in Maria Teresa de Majo, La fortuna di Ralph Waldo Emerson in Italia: (1847-1963), in Studi americani, II, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 1966, [1] p. 62.

Bibliografia

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Altri progetti

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