Harukichi Shimoi

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Harukichi Shimoi

Harukichi Shimoi, nato Harukichi Inoue (1883 – 1954), poeta e scrittore giapponese.

Citazioni di Harukichi Shimoi[modifica]

  • Anche gli haiku devono appartenere alla preistoria dell'umanità, probabilmente furono il primo moto espressivo di favelle limitatissime, che stentavano a dire, e perciò dovevano dire tutto con sforzo; da questo sforzo nasceva la lirica.[1]

Citazioni su Harukichi Shimoi[modifica]

  • Harukichi Shimoi è uno di quei giapponesi che gli altri giapponesi considerano di statura piccola. Tanto piccola che D'Annunzio, per abbracciarlo, dovette curvarsi (lui!) e, dopo essergli andato incontro gridando, con le braccia alzate: "Fratello!... Fratello mio!..." lo guardò, ci ripensò e aggiunse: "Sebbene non di sangue...". (Indro Montanelli)
  • Quanti anni avrà, ora, Harukichi Shimoi? Forse cinquanta, forse centocinquanta. Come per Guelfo Civinini, suo amico, anche per lui il problema dell'età non si pone. Quale che essa sia, egli la porta esattamente come deve averla portata mezzo secolo fa. Il suo corpo è stortignaccolo, ma diritto, e i suoi capelli son nerissimi. Ma il tratto che più lo caratterizza sono le sopracciglia, che madre natura gli ha piantato a mezza strada, come due ciuffi di foltissimo bosco, tra gli occhi e la chioma, in modo che, per quanto vasti i suoi occhiali, esse li sormontano e risucchiano come se fossero due monocoli. (Indro Montanelli)

Note[modifica]

  1. Citato in Giovanni Artieri, Napoli, punto e basta?, Divertimenti, avventure, biografie, fantasie per napoletani e non, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980, p. 314.

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