Henri de Saint-Simon

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Ritratto di Henri de Saint-Simon

Claude-Henri de Rouvroy conte di Saint-Simon (1760 – 1825), filosofo francese.

Citazioni di Henri de Saint-Simon[modifica]

  • [...] L'Europa avrebbe la migliore organizzazione possibile se tutte le nazioni che comprende, governata ciascuna da un proprio Parlamento, riconoscessero la supremazia di un Parlamento generale [...]. Il Governo europeo, come i governi nazionali, non può agire senza una volontà comune a tutti i suoi membri. (da H. Saint Simon, De la réorganisation de la société européenne, Paris, 1814, p. 39 e ss., citato in Le relazioni esterne dell'Unione europea nel nuovo millennio, a cura di Luigi Simone, p. 218.)

Citazioni su Henri de Saint-Simon[modifica]

  • A diciassette anni, aveva ordinato al proprio domestico di svegliarlo ogni mattina con la seguente esortazione: «Alzatevi, signor conte! Ricordatevi che avete grandi cose da fare!»; e dopo essere stato in carcere durante il Terrore, si era messo in testa che il suo antenato Carlomagno gli fosse apparso per annunciargli che soltanto alla famiglia Saint-Simon spettava il compito di dare al mondo un grande eroe e un grande filosofo. Lui stesso aveva il dovere di eguagliare nel campo intellettuale le gesta compiute da Carlomagno nel campo militare. (Edmund Wilson)
  • Dallo studio della storia, Saint-Simon giunse alla conclusione che la società aveva periodi alterni di equilibrio e di squilibrio. Il Medioevo, egli pensava, era stato un periodo di equilibrio; la Riforma e la Rivoluzione avevano costituito un periodo di squilibrio. Ora la società era matura per il consolidamento di un nuovo periodo di equilibrio. Il mondo intero sarebbe dovuto essere organizzato su basi scientifiche e questo era evidentemente un problema industriale e non, come si era creduto nel diciottesimo secolo, un problema metafisico. (Edmund Wilson)
  • [...] il maggior contributo alla dichiarazione del concetto di unità europea fu portato da Henri de Saint-Simon, che nel 1814 pubblicò con la collaboraione di Augustin Thierry un volume De la réorganisation de la Société européenne; egli elogiava anzitutto Carlo Magno come «il primo e vero organizzatore della società europea», dissolta poi da Lutero e dai trattati di Westfalia, ma ormai, senza tornare al Medio Evo, erano maturi i tempi per rassembler les peuples d'Europe en un seul corps politique en conservant à chacun son indépendance nationale. Dichiarando di scrivere per suscitare una nuova idea e un nuovo sentimento di patria, «il patriottismo europeo», sosteneva doversi sostituire al concetto di alleanza politica tra due o più Stati, la nozione di «Società degli stati europei»; proponeva l'adozione di un parlamento europeo, al quale assegnava compiti politico-economici; caldeggiava una società internazionale europea organizzata sul lavoro, dato che la suprématie du travail era la sua idea-madre che, se attuata, avrebbe condotto al miglioramento della classe più diseredata e numerosa; soltanto così si sarebbe riusciti a far sortir le patriotisme hors des bornes de la patrie ed a considérer les intérétts de l'Europe. (Paolo Brezzi)

Altri progetti[modifica]