Herbert Gintis

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Da sinistra: Ernst Mandel, Herbert Gintis, Bob Rowthorn, Elmar Altvater e Theo van de Klundert

Herbert Gintis (1940 – vivente), economista statunitense.

Citazioni di Herbert Gintis[modifica]

  • Gli austriaci non danno valore alla democrazia, riconoscendo che gli elettori possono fare scelte che minano la loro nozione di "ragione" e pertanto una repubblica liberale non dovrebbe consentire alla sovranità popolare di ignorare la santità della proprietà privata e dei principi dello stato minimo. Mi ricordo vivamente Hayek (che era un grande economista ma un scarso analista politico) che commentava il ribaltamento di Pinochet del governo democratico in Cile (Pinochet ha portato in città una banda di economisti di Chicago per attuare i principi dei mercati del laissez-faire, torturando e uccidendo migliaia che avevano idee diverse) commentando che avrebbe preferito una dittatura liberale [laissez-faire] a una democrazia illiberale.
The Austrians place no value on democracy, recognizing that voters can make choices that undermine their notion of "reason," and therefore a liberal republic should not permit popular sovereignty to override the sanctity of private property and the principles of the minimal state. I recall vividly Hayek (who was a great economist but a poor policy analyst) commenting on the Pinochet overthrow of democratic government in Chile (Pinochet brought a gang of Chicago economists into town to implement the principles of laissez-faire markets, torturing and murdering thousands who had different ideas) commenting that he would prefer a [laissez-faire style] liberal dictatorship to an illiberal democracy.[1]

Note[modifica]

  1. (EN) Da Lots of History of Economic Thought, Presented Nicely, Customer Review, 8 ottobre 2009; recensione di Vienna & Chicago, Friends or Foes? di Mark Skousen (2009).

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