Herbert Kilpin

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Herbert Kilpin

Herbert Kilpin (1870 – 1916), calciatore e allenatore di calcio britannico.

Citazioni di Herbert Kilpin[modifica]

  • [Parlando del Milan] Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari![1]

Verso il venticinquennio del football[modifica]

  • Mi rimboccai i calzoni, deposi la giacca ed entrai in gara. Mi avvidi presto di due cose assai curiose. Prima di tutto, non c'era l'ombra dell'arbitro; in secondo luogo, col passar dei minuti, la squadra italiana avversaria andava sempre più ingrossandosi. Ogni tanto uno del pubblico, entusiasmato, entrava in giuoco, sicché ci trovammo presto a lottare contro una compagine formata da almeno venti giocatori. Ciò non ci impedì di vincere 5 a 0.
  • Il Genoa era assai forte e conseguiva spesso la vittoria. Ma nel 1899, alla fine di un banchetto dopo un match, mi provai ad intimorire l'amico Pasteur: — È l'ultima volta che vincete! — annunciai. — Fonderò una squadra a Milano che... vi batterà! I "genoani" mi presero in parola e si brindò alla fortuna del club milanese... che non era ancora nato!
  • Mi trasferisco a Milano per lavoro, e lì formerò una squadra di veri diavoli che vi darà parecchio filo da torcere.
  • Mi arriva a casa un telegramma che mi invita a far parte della rappresentativa italiana che a Genova deve giocare con il Grasshoppers di Zurigo. Mia moglie, naturalmente, non voleva lasciarmi partire. Ma le ricordai che se non mi permetteva di continuare a giuocare non mi sarei sposato. In quel match, presi sul naso un tremendo calcio... ritornai da mia moglie con il viso irriconoscibile...
  • Chi l'avrebbe mai detto, che avrei preso a calci un certo Renzo De Vecchi, che sarebbe poi diventato il "figlio di Dio"?
  • Il mio tempo è finito. Adesso è ora di lasciar spazio ai giovani.

Note[modifica]

  1. Citato in Matteo Chiamenti, Il papà del Milan, Milan News.it, 8 settembre 2010

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]