Horace Walpole

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Ritratto di Horace Walpole (J. Reynolds, 1757)

Horace Walpole (1717 – 1797), scrittore britannico.

Citazioni di Horace Walpole[modifica]

  • [Su Maria Antonietta] Tutto quello che posso dire è una parola, perché è impossibile guardare qualsiasi cosa che non sia la Regina! Le Ebe e Flora, le Elene e le Grazie apparirebbero solo come donne di strada al suo cospetto. A riposo, in piedi o seduta, è la statua della bellezza; se si muove, è la grazia stessa.
Tout ce que je pourrais dire se résume en un mot, car il est impossible de regarder autre chose que la Reine! Hébé et Flore, Hélène et les Grâces, ne sembleraient que des coureuses des rues auprès d'elle. Au repos, debout ou assise, c'est la statue de la beauté; si elle se meut, c'est la grâce même.[1]

Incipit de Il castello di Otranto[modifica]

Andrew Daventry[modifica]

Manfredi, principe di Otranto, aveva un figlio e una figlia; questa, splendida ragazza di diciotto anni, si chiamava Matilda. Corrado, l'altro figlio, più giovane di tre anni non godeva di buona salute né sembrava ornato dei doni che il destino aveva concesso a Matilda; eppure era il prediletto del principe, che mai invece sembrava mostrare segni d'affett per la figlia. Corrado era promesso sposo di Isabella, figlia del marchese di Vicenza; la giovane era già stata affidata alle cure di Manfredi, in maniera che le nozze potessero essere celebrate non appena le condizioni di salute del giovane lo avessero reso possibile.

Mario Prayer[modifica]

Manfredi, principe di Otranto, aveva un figlio e una figlia: quest'ultima, una vergine di rara bellezza, aveva diciotto anni e si chiamava Matilda. Corrado, il figlio di tre anni più giovane, era un fanciullo pallido e malaticcio, di natura tutt'altro che promettente; eppure era il prediletto del principe, che non aveva mai mostrato alcun segno d'affetto per Matilda. Manfredi aveva combinato per suo figlio un matrimonio con Isabella, figlia del marchese di Vicenza, la quale era già stata consegnata dai suoi tutori nelle mani di Manfredi, così che le nozze potessero venire celebrate non appena la salute cagionevole di Corrado lo avesse permesso.

Note[modifica]

  1. (FR) Citato in James de Chambrier, Marie-Antoinette, reine de France, L. Hachette, 1868, vol. 1, p. 61.

Bibliografia[modifica]

  • Horace Walpole, Il castello di Otranto, traduzione di Andrew Daventry, Edizioni Mirandae, 2014.
  • Horace Walpole, Il castello di Otranto, traduzione di Mario Prayer, Newton & Compton.

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