Ian Kershaw

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Ian Kershaw (1943 – vivente), storico britannico.

Citazioni di Ian Kershaw[modifica]

  • Un cancellierato Hitler non fu in nessun momento una soluzione inevitabile finché non si verificò effettivamente.[1]

Hitler[modifica]

  • Il primo colpo di fortuna di Adolf Hitler avvenne tredici anni prima della sua nascita. Nel 1876 Alois Schicklgruber, suo futuro padre, cambiò il proprio nome in Alois Hitler. Si può credere ad Adolf quando dice che, di tutto quanto fece suo padre, niente lo rese felice quanto l'essersi sbarazzato di un nome tanto rozzo e grossolano. Non c'è dubbio che "Heil Schicklgruber" sarebbe suonato inverosimile come saluto per un eroe nazionale. (p. 1)
  • Il padre di Hitler fu il primo arrampicatore sociale della famiglia. Nel 1855, a diciannove anni, aveva ottenuto un impiego di modesto livello presso il ministero delle finanze austriaco. Per un giovane di quell'ambiente e di limitata istruzione, il suo avanzamento negli anni a venire fu impressionante. Dopo un periodo di praticantato, superati gli esami necessari, nel 1861 conseguì a un rango modesto il grado di supervisore e, nel 1864, un impiego nei servizi doganali. Divenne ufficiale di dogana nel 1870 prima di trasferirsi, l'anno dopo, a Braunau am Inn, e ottenendo il posto di ispettore nel 1875. L'anno successivo arrivò il cambio di nome. (p. 2)
  • Klara Pölzl, futura madre di Adolf Hitler, era la maggiore di tre sorelle, sopravvissute a una nidiata di undici figli [...]. La madre Johanna e la zia Walpurga furono cresciute nella casa di Nepomuk insieme ad Alois. Ufficialmente, dopo il cambio di nome e la legittimazione, nel 1876, Alois e Klara erano cugini di secondo grado. Sempre nel 1876, a sedici anni, quest'ultima lasciò la tenuta familiare e si trasferì a Braunau am Inn per lavorare in casa di Alois Hitler come cameriera. All'epoca, Alois era un rispettato funzionario doganale di Braunau. Le sue faccende private, per altro, erano meno ben regolate della sua carriera. Si sarebbe sposato in tutto tre volte: all'inizio con una donna molto più anziana di lui, Anna Glasserl, da cui si separò nel 1880, poi con altre due abbastanza giovani da poter essere sue figlie. (pp. 3-4)
  • In una delle poche tracce di umani affetti registrate nel Mein Kampf, sta scritto: "Avevo onorato mio padre, ma amavo mia madre." Hitler ne conservò la foto sino agli ultimi giorni nel bunker. Il ritratto di lei si trovava nelle camera di Monaco e di Berlino. E dell'Obersalzberg (la sua residenza alpina vicino a Berchtesgaden): In effetti, è probabile che la madre sia stata l'unica persona da lui veramente amata in tutta la vita. (p. 7)
  • Con tutta probabilità la violenza di Alois si volgeva anche contro la moglie. È senz'altro possibile che un passo del Mein Kampf, dove Hitler descrive le condizioni di una famiglia operaia i cui figli sono costretti ad assistere alle percosse inflitte alla mamma da un padre ubriaco, fosse ispirato ai suoi ricordi d'infanzia. Che influenza abbia avuto tutto ciò sullo sviluppo del carattere di Adolf può solo restare una congettura. Ma è difficile dubitare della sua profondità. Sotto la superficie, stava indiscutibilmente prendendo forma il futuro Hitler. (p. 8)
  • Adolf frequentava ormai la terza elementare. [...] Più o meno nello stesso periodo, l'attenzione di Adolf fu attratta dalle storie d'avventura di Karl May, i cui popolari racconti del selvaggio West e delle guerre indiane (benché l'autore non fosse mai stato in America), affascinarono migliaia di giovani. Una tappa letteraria che la maggior parte di loro superò con la crescita, insieme alle fantasie coltivate nell'infanzia. Per Adolf tuttavia il fascino di Karl May non venne mai meno. Ne leggeva ancora i racconti quando ormai era cancelliere del Reich, raccomandandoli perfino ai generali, da lui accusati di scarsa immaginazione. (p. 10)
  • Intanto Klara Hitler giaceva sul letto di morte. Il grave peggioramento delle sue condizioni fece accorrere Adolf a casa, dove verso la fine di ottobre venne a sapere dal dottor Bloch che lo stato di salute di sua madre era ormai disperato. Prostrato dalla notizia, moltiplicò le premure. Sia la sorella Paula che Bloch ne ricordarono in seguito le devore e “indefesse” attenzioni per la madre morente. Ma nonostante le assidue cure del medico di famiglia, la salute di Klara subì un rapido peggioramento durante l'autunno. Si spense serenamente il 21 dicembre 1907, all'età di quarantasette anni. Pur avendo assistito molti pazienti sul letto di morte, ricordava l'ebreo Bloch, "non avevo mai assistito nessuno così distrutto dal dolore come allora Adolf Hitler". (p. 22)

Note[modifica]

  1. Citato in Gustavo Corni, Introduzione alla storia della Germania contemporanea, Bruno Mondadori, 1995, p. 121.

Bibliografia[modifica]

Voce correlata[modifica]

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