Adolf Hitler

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Adolf Hitler

Adolf Hitler (1889 – 1945), politico tedesco.

Citazioni di Adolf Hitler[modifica]

  • All'inizio era il Volk, e solo dopo venne il Reich. (1938[1])
  • C'è soltanto la ribellione e l'odio [Trotz und Hass], odio e ancora odio. (1921; Lukacs 2006, p. 187)
  • Applichiamo questo concetto (Non permettiamo che l’autorità del popolo tedesco,possa venire attaccata da chicchessia NDR) a tutte le chiese.Fintanto che esse si occupano dei loro problemi religiosi lo Stato non si occupa di loro. Ma quando esse con lettere,encicliche o altro tentano di attribuirsi dei diritti che competono esclusivamente allo Stato, noi le reprimeremo entro i confini dell’attività spirituale di cura d’anime che loro spetta. E non è neppure giusto che da tale parte si elevi la critica contro la morale di uno Stato, proprio quando esse avrebbero motivi più che sufficienti di occuparsi della propria moralità.(Discorso del 1°Maggio del 1937)
  • Ciò (il "Reichskonkordat") non mi impedirà di sradicare totalmente il cristianesimo dalla Germania, di eliminarlo in maniera completa, radicale e definitiva. È una questione decisiva: o il nostro popolo ha una fede ebraico-cristiana, con la sua morale molle e compassionevole, oppure una forte ed eroica fede nel dio della natura, nel dio del proprio popolo, nel dio del proprio destino, nel dio del proprio sangue [...] Non è possibile essere cristiani e tedeschi insieme.[2]
  • Dobbiamo essere crudeli, dobbiamo esserlo con la coscienza pulita, dobbiamo distruggere in maniera tecnico-scientifica.
Wir müssen grausam sein, wir müssen es mit ruhigem Gewissen sein, wir müssen auf technische, wissenschaftliche Weise zerstören.[3]
  • Finché l'Ebreo non sarà diventato padrone degli altri popoli dovrà, volente o nolente, parlare la loro lingua, ma appena essi fossero i suoi servi dovrebbero tutti imparare una lingua universale (ad esempio l'esperanto), così che anche con questo mezzo gli ebrei potrebbero governarli più facilmente. (da Mein Kampf)
  • Gli stranieri possono dire che siamo stati creati dallo Stato. No! Siamo noi "lo Stato". Noi non obbediamo agli ordini di nessuna potenza terrena, ma soltanto agli ordini di Dio, che ha creato il popolo tedesco. Noi siamo il fondamento dello Stato! (nel 1934 a Norimberga[1])
  • In una riunione di massa il pensiero è eliminato. E siccome è proprio questo lo stato mentale che io voglio, perché fa della folla una vera cassa armonica che vibra ai miei discorsi, io ordino a tutti di assistere alle riunioni... (citato in Furio Jesi,Sopravvivenze esoteriche, in Mito, Nino Aragno Editore, 2008, p. 191)
  • La propaganda efficace deve limitarsi a poche semplici necessità, e quindi esprimerle in poche formule stereotipate. [...] solo la ripetizione costante riuscirà alla fine a imprimere un concetto nella memoria di una folla.[4]
  • La speranza dell'Inghilterra sono la Russia e l'America. Se la speranza sulla Russia viene eliminata, si elimina anche l'America.[5]
  • Le opere d'arte che richiedono una quantità esagerata di spiegazioni non capiteranno più tra le mani dei cittadini tedeschi. (citato in Corriere della sera, 17 ottobre 2004)
  • Le religioni sono più stabili delle forme statuali. (1933[1])
  • L'inizio di ogni guerra è come aprire la porta su una stanza buia. Non si sa mai che cosa possa esserci nascosto nel buio. [6]
  • Lo Stato è soltanto una forma obbligata. (eine Zwangsform) (1944[1])
  • Nessuna delle due confessioni, protestante o cattolica (che per me sono la stessa cosa) ha speranza di un futuro, almeno fra i tedeschi. Il fascismo italiano può scendere a patti con la chiesa, in nome di Dio. Lo farò anch'io, perché no? Ma questo non mi fermerà dallo sradicare completamente, dalle radici fino ai rami, il cristianesimo in Germania. O si è cristiano o si è tedesco. Essere tutti e due contemporaneamente è impossibile. (da una conversazione con il sindaco di Danzica Hermann Rauschning; citato in John S. Conway, p. 15)
  • Per noi l'idea del Volk sta più in alto delle idee dello Stato. (1929[1])
  • Possa Dio onnipotente concedere la sua grazia al nostro lavoro, orientare la nostra volontà, benedire la nostra intelligenza e colmarci della fiducia del popolo!
    Perché vogliamo combattere non per noi stessi, ma per la Germania! (da un discorso di Hitler alla radio[7])
  • Quando avrò risolto tutti gli altri miei problemi, farò i conti con la Chiesa. Allora essa vedrà i sorci verdi.[8]
  • Una riforma sociale deve fare tre cose: innanzitutto abbattere i muri che separano fra loro i diversi ceti sociali, per aprire ad ognuno la strada dell'ascesa sociale; quindi creare un livello generale di vita tale da garantire un minimo di sopravvivenza anche ai più poveri; infine provvedere affinché tutti possano essere partecipi dei benefici della cultura. (26 febbraio 1942[9])
  • Una volta un tale m'ha detto: «E io le dico che, se lei fa questo, la Germania va a rotoli nel giro di 6 settimane». Ed io: «Che cosa intende dire?». «Dico che la Germania va a carte quarantotto». E io: «Vuol spiegarsi meglio?» «La Germania cessa di esistere». Io allora ho replicato: «Il popolo tedesco a suo tempo è sopravvissuto alle guerre con i romani. Il popolo tedesco è sopravvissuto all'emigrazione dei popoli. Poi, il popolo tedesco è sopravvissuto alle grandi lotte del primo e del tardo medioevo. Il popolo tedesco è sopravvissuto anche alle lotte religiose del periodo successivo. Il popolo tedesco è sopravvissuto quindi alla guerra dei trent'anni. E dopo, il popolo tedesco è sopravvissuto alle invasioni napoleoniche, alle guerre di liberazione, persino ad una guerra mondiale, persino ad una rivoluzione – e sopravvivrà anche a me».[10]
  • [Dopo essere uscito indenne nell'attentato del 20 luglio 1944] Vedo in questo una conferma del compito, affidatomi dalla Provvidenza, di proseguire l'obiettivo di tutta la mia vita, esattamente come ho fatto fino ad oggi...»[11]

Mein Kampf[modifica]

Mein Kampf
  • "Adempimento del dovere" significa: non agire per sé, ma servire alla comunità.
  • Chi non è di buona razza in questa terra, è loglio.
  • Cogli ebrei non c'è modo alcuno di patteggiare, ma solo un durissimo si o no. Così decisi di diventare "homo politicus".
  • Coll'inchiodare Ludendorff alla gogna, rendendolo responsabile della sconfitta in guerra, si volle eliminare il più pericoloso accusatore, l'unico che avrebbe saputo ergersi a difesa della Patria coll'arma del diritto e della morale.
  • Ero un nazionalista, ma non ero un patriota. [12]
  • Fedeltà, dedizione e silenzio devono essere alla base di una grande nazione.
  • Finché l'Ebreo non riuscirà a diventare padrone degli altri popoli dovrà, volente o nolente, parlare la loro lingua; se tuttavia fosse in grado di trasformarli in suoi servi, essi dovrebbero tutti quanti imparare, loro malgrado, una lingua universale, così da governarli con maggiore facilità.
  • Già negli anni 1913-1914 io cominciai ad esprimere in diversi circoli, oggi fedeli alla causa nazionalsocialista, il pensiero che la questione del futuro tedesco ruotava attorno alla distruzione del marxismo.
  • Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.
  • Gli stati attuali, che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza al primo venuto, senza tenerne in considerazione la razza. – Essere cittadino tedesco non è uguale all'avere nelle vene sangue tedesco.
  • I negri sono delle mezze scimmie.
  • Il cristianesimo è stata la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell'amore. Il suo segno è l'intolleranza
  • Il forte è più potente quando è solo
  • I partiti politici sono aperti al compromesso, le concezioni del mondo no.
  • Il segno più caratteristico del rapporto tra gli ebrei e la cultura umana sta nel fatto che una "cultura ebraica" non è mai esistita e che le due regine dell'arte, architettura e musica, non devono niente di originale all'ebraismo. Ciò che l'ebreo produce in campo artistico è o furto o paradosso. Gli mancano le qualità geniali delle razze dotate di valori.
  • In creature fornite di un forte istinto di razza, la parte rimasta pura tenderà sempre all'accoppiamento fra eguali, impedendo un'ulteriore mescolanza. E con ciò gli elementi imbastarditi passano in secondo piano, a meno che essi non si siano così tanto moltiplicati da impedire la riaffermazione della razza pura.
  • In un mondo imbastardito e "negrizzato" sarebbero persi i concetti dell'umanamente bello e sublime.
  • Io non sono uno di quegli uomini che oggi cominciano una cosa per finirla domani, e passare poi ad un'altra.
  • Karl Marx in realtà fu solo uno tra milioni che, nel pantano di un mondo in putrefazione, riconobbe i veleni essenziali e li concentrò, come un negromante, in una soluzione destinata ad annientare l'esistenza di libere nazioni sulla terra.
  • La degradazione della razza e del sangue è il peccato mortale di questo mondo e la fine dell'umanità che vi si abbandoni.
  • La forza non sta nella difesa ma nell'attacco.
  • La Francia, in misura sempre maggiore, integra il suo esercito con gli elementi di colore del suo gigantesco impero e, dal punto di vista della razza, si va così rapidamente "negrizzando", che in verità si può parlare della nascita di uno stato africano sul suolo europeo. Se questa mescolanza continuasse per altri trecento anni, sparirebbero gli ultimi resti di sangue franco e si formerebbe un compatto stato africano-europeo che va dal Reno al Congo, popolato da una razza inferiore, figlia di un costante imbastardimento.
  • La nazione, o meglio, la razza non consiste nella lingua, ma solo nel sangue.
  • La povertà e la spietata realtà mi forzarono a decidere prontamente.
  • La premessa dell'esistenza di un'umanità superiore non è lo Stato, ma la nazione.
  • La razza umana è diventata forte nella lotta perpetua, e non potrà che perire in una perpetua pace.
  • L'ariano rinunciò alla purezza del sangue: e così perse il proprio posto nel paradiso che si era creato.
  • L'attività della cosiddetta "stampa liberale" è l'opera dei becchini del popolo. E non è il caso di parlare dei bugiardi fogli marxisti: per essi la bugia è una necessità vitale, come per il gatto i topi.
  • Le basi granitiche sulle quali uno Stato può vivere non sono soltanto i meccanismi dell'interesse economico, ma il popolo concepito come un vero organismo: cioè uno Stato Germanico di Nazione tedesca.
  • L'educazione deve instillare nei giovani la coscienza dell'importanza del rafforzamento del proprio corpo.
  • Le grandi masse non sono fatte di diplomatici o di giuristi, e nemmeno di gente ragionevole, ma sono come i bimbi: ondeggianti e dubbiose.
  • L'individuo di razza mista diventa incerto e prende decisioni non completamente valide. Già la stessa Natura compie delle selezioni... le razze bastarde sono destinate alla sconfitta.
  • Lo Stato è soltanto un mezzo per un fine.[1]
  • Lo Stato nazionale non verrà mai creato dalla volontà di compromesso di una "Comunità di lavoro nazionale", ma dalla ferrea volontà di un unico movimento, che s'è imposto contro tutti gli altri.
  • Chi vuole vivere deve lottare. Chi si rifiuta di combattere in un mondo di eterno conflitto, non merita di vivere.
  • Nei partiti borghesi una sola preoccupazione spinge a costruire nuovi programmi o a "riformare" quelli che già esistono: la preoccupazione per l'esito delle prossime elezioni. Le commissioni si radunano e "rivedono" il vecchio programma come il soldato al fronte cambia la camicia: cioè quando è piena di pidocchi. Nel nuovo programma a ognuno è dato il suo; ma spesso ci si dimentica di una diffusa esigenza popolare. Allora in tutta fretta si inserisce nel programma ciò che ancora vi trova posto, sperando di aver soddisfatto l'esercito dei piccolo borghesi e delle rispettive mogli, e confidando nell'incrollabile stupidità degli elettori.
  • Nella debolezza fisica risiede quasi sempre la causa della vigliaccheria personale.
  • Noi abbiamo dimenticato che lo spirito sano, alla lunga, non può che sopravvivere in un corpo sano.
  • Può perfino capitare che una parte del popolo creda veramente che un ebreo possa essere tedesco o inglese, francese o italiano... ma questa è solo un'illusione.
  • Quaggiù, il successo è il solo metro di giudizio di ciò che è buono o cattivo.
  • Se gli ebrei fossero soli su questa terra, essi annegherebbero nella sporcizia e nel luridume, combattendosi ed eliminandosi in lotte gonfie d'odio; la mancanza di senso del sacrificio – resa evidente dalla vigliaccheria che li contraddistingue – fa della loro lotta una farsa.
  • Perciò io credo di agire nel senso del Creatore del mondo: in quanto mi difendo dagli ebrei, lotto per le opere del Signore.
  • Provai profonda ammirazione per il grande uomo a sud delle Alpi, che pieno di fervido amore per il suo popolo, non venne a patti con il nemico interno all'Italia, ma volle annientarlo con ogni mezzo. Ciò che farà annoverare Mussolini fra i grandi della Terra è la decisione di non spartirsi l'Italia con il Marxismo, ma di salvare la sua patria dal Marxismo distruggendolo.
  • Tra i maestri di storia, pochi comprendono che il loro scopo non consiste nel far recitare pappagallescamente agli allievi date e fatti; e che non si tratta di vedere se essi sanno con precisione quando è avvenuta questa o quella battaglia, o quando un certo monarca, quasi sempre insignificante, ha cinto la corona dei suoi antenati. Studiare la storia significa cercare quelle forze che hanno prodotto gli effetti che abbiamo davanti ai nostri occhi, come fatti storici contemporanei.
  • Tutto ciò che è grande in questo mondo è frutto di un solo vincitore. I successi riportati da coalizioni portano già in sé il germe di futuri sgretolamenti.
  • Un movimento che si propone di rinnovare il mondo, non serve all'attimo che passa, ma al futuro.
  • Verrà un giorno in cui sarà più grande onore avere il titolo di cittadino del Reich in qualità di spazzino che essere re in uno Stato straniero, e questo giorno verrà certamente, poiché, in un mondo come il nostro, che permette la mescolanza delle razze, uno Stato che dedica tutti i suoi sforzi allo sviluppo dei migliori elementi razziali deve fatalmente diventare il padrone del mondo.

Conversazioni a tavola[modifica]

  • Ho conquistato lo Stato a dispetto della maledizione gettata su di noi dalle due confessioni, quella cattolica e quella protestante. (13 dicembre 1941)
  • I preti oggi ci insultano e ci combattono, si pensi per esempio alla collusione tra la Chiesa e gli assassini di Heydrich. Mi è facile immaginare come il vescovo von Galen sappia perfettamente che a guerra finita regolerò fino al centesimo i miei conti con lui... (4 luglio 1942)
  • I preti sono aborti in sottana, un brulichio di cimici nere, dei rettili: la Chiesa cattolica stessa non ha che un desiderio: la nostra rovina.
  • Il colpo più duro che l'umanità abbia ricevuto è l'avvento del cristianesimo. Il bolscevismo è un figlio illegittimo del cristianesimo. L'uno e l'altro sono un'invenzione degli Ebrei.
  • Il cristianesimo costituisce il peggiore dei regressi che l'umanità abbia mai potuto subire, ed è stato l'Ebreo, grazie a questa invenzione diabolica, a ricacciarla quindici secoli indietro. (20 febbraio 1942)
  • Il cristianesimo è un'invenzione di cervelli malati, un insieme di mistificazioni ebraiche manipolate dai preti; è la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell'amore; è intollerante, inganna il popolo, contraddice la ragione e lo sviluppo scientifico.
  • Il cristianesimo proclama un egualitarismo iniquo, diffonde l'idea pericolosa e nociva dell'aldilà e di un Dio trascendente, in contrasto con la teoria dell'Evoluzione; venera il volto contorto di un crocifisso; separa l'uomo dalla materia, mentre non esiste alcuna frontiera tra l'organico e l'inorganico.
  • La dottrina nazionalsocialista è integralmente antiebraica, cioè anticomunista ed anticristiana. (notte tra il 29 e il 30 novembre 1944)
  • L'Ebreo che fraudolentemente introdusse il cristianesimo nel mondo antico, allo scopo di perderlo, ha oggi riaperto questa breccia prendendo, questa volta, il pretesto della questione sociale. È sempre lo stesso gioco dei bussolotti. Come Saul si è trasformato in San Paolo, così Mardocheo è diventato Karl Marx.
  • Oggi, chiunque abbia un po' di familiarità con le scienze naturali non può prendere sul serio la dottrina della Chiesa in quanto tale: ciò che è in contraddizione con le leggi della natura, non può essere di Dio. Io non so niente dell'aldilà e sono tanto onesto da confessarlo.
  • Schiaccerò la Chiesa come si fa con un rospo.
  • Un male che ci rode sono i nostri preti delle due confessioni. Attualmente non posso dar loro la risposta che si meritano, ma essi non perderanno nulla ad aspettare. Ogni cosa è trascritta nel mio registro. Verrà il momento in cui regolerò i miei conti con loro e non prenderò vie traverse. (8 febbraio 1942)
  • Quando il nazionalsocialismo avrà regnato per un periodo abbastanza lungo di tempo, non sarà più possibile concepire una forma di vita diversa dalla nostra. (notte tra l'11 e il 12 luglio 1941)
  • Al popolo tedesco bisognerebbe, per il suo bene, augurare una guerra ogni quindici o vent'anni. (notte tra il 19 e il 20 agosto 1941)
  • Se non rispettassimo le leggi naturali, imponendoci col diritto del più forte, verrebbe il giorno il cui le bestie feroci ci divorerebbero di nuovo – poi gli insetti mangerebbero le bestie feroci, e infine solo i microbi sopravviverebbero. (23 settembre 1941)
  • Uno stato di guerra permanente all'Est contribuirà a formare una razza solida e c'impedirà di ricadere nell'infiacchimento di un'Europa ripiegata su se stessa. (25 settembre 1941)
  • Il cristianesimo puro, quello delle catacombe, s'ingegna a tradurre in pratica la dottrina cristiana. Porta dritto dritto all'annientamento dell'umanità. Non è che il bolscevismo integrale, sotto orpelli metafisici. (14 dicembre 1941)
  • Non fondo molto sull'avvenire degli Americani. Ai miei occhi, è un Paese marcio. A ciò si aggiunge il problema delle razze e delle ineguaglianze sociali. È quel che ha causato la rovina di Roma, eppure si trattava di una costruzione solida e che rappresentava qualcosa. Inoltre, i Romani erano animati da grandi idee. Niente di simile nell'Inghilterra di oggi. Quanto agli Americani, inutile parlarne. (7 gennaio 1942)
  • Tutto, nel comportamento di questa società americana, attesta che si tratta di un mondo mezzo ebraico e mezzo negrificato. (7 gennaio 1942)
  • L'Ebreo deve levar le tende dall'Europa. Altrimenti nessun accordo sarà possibile fra Europei. È l'Ebreo che ostacola tutto. (25 gennaio 1942)
  • Se il popolo tedesco perdesse la fede, se il popolo tedesco non fosse più disposto a darsi anima e corpo per sopravvivere – allora il popolo tedesco non avrebbe più che da scomparire! (27 gennaio 1942)
  • Quando si tratta degli Ebrei, ignoro qualsiasi sentimento di pietà. Saranno sempre il fermento che anima i popoli gli uni contro gli altri. Seminano zizzania dappertutto, tanto fra gli individui quanto fra i popoli. (27 gennaio 1942)
  • Sono stato sempre del parere di non accogliere nel Partito che elementi veramente solidi, senza tener conto della quantità, e ad esclusione dei tiepidi. Allo stesso modo, per quanto concerne il nuovo Reich, in qualunque parte del mondo siano elementi germanici sani, tenteremo di ricuperarli. E quel Reich sarà di una tale solidità che nessuno potrà niente contro di esso. (4 febbraio 1942)
  • La pace non può risultare che da un ordine naturale. La condizione di quest'ordine è che fra le nazioni esista una gerarchia. Le nazioni più capaci devono necessariamente mettersi alla testa. In quest'ordine le nazioni subordinate traggono il massimo beneficio dalla protezione esercitata dalle più capaci. (17 febbraio 1942)
  • Se il bolscevismo trionfasse, l'umanità perderebbe il dono di ridere e di gioire. Non sarebbe più che una massa informe, condannata al grigiore e alla disperazione. (notte tra il 20 e il 21 febbraio 1942)
  • Non è l'ampiezza della libertà individuale a significare un alto grado di civiltà. È piuttosto, nell'ambito di un'organizzazione che riunisca la quasi unanimità degli uomini in una medesima razza, la limitazione di tale libertà. Se agli uomini si lascia tutta la loro libertà, eccoli comportarsi come scimmie. (11 aprile 1942)
  • In linea di massima, sono del parere che una pace, quando dura più di venticinque anni, danneggi un popolo. Credo che i popoli, al pari degli individui, provino il bisogno di rigenerarsi mediante una perdita di sangue. I nostri antenati avevano il duello. Poi ci furono i salassi praticati dal barbiere. Oggi abbiamo il rasoio! (26 agosto 1942)

Citazioni su Adolf Hitler[modifica]

  • A dispetto della durezza e spietatezza che pensai di aver scorto nei suoi tratti, ebbi l'impressione di aver di fronte un uomo, sul quale si può contare allorché ha dato la sua parola. (Neville Chamberlain)
  • Adolf Hitler, applicando sino alle estreme conseguenze i principi del nazionalismo wilsoniano, pianificò il trasferimento in Germania dei Tedeschi che non vivevano all'interno dei confini della madrepatria, come per esempio il Sudtirolo italiano e, com'è noto, avviò a soluzione finale l'eliminazione degli Ebrei. (Eric Hobsbawm)
  • Avete consegnato la nostra sacra madre terra Germania ad uno dei più grandi demagoghi di tutti i tempi. Profetizzo solennemente che quest'uomo dannato scaglierà il nostro Reich negli abissi e porterà un'inconcepibile miseria nella nostra nazione. Le generazioni future vi malediranno nella tomba per la vostra azione. (Erich Ludendorff)
  • Avevo visto il terribile effetto di un falso ideale. Milioni di tedeschi erano rimasti incantati dalla cialtroneria di Hitler, avevano cercato di imitarlo, diventando loro stessi dei piccoli Hitler. (Louis De Wohl)
  • Avrei preferito che avesse seguito la sua ambizione originaria e fosse diventato un architetto. (Paula Hitler)
  • Che significa l'avvento al potere di Hitler?
    Nessuno può saperlo, e, meno degli altri, Hitler stesso e il suo singolare assortimento di colleghi. Il presidente von Hindenburg e il suo «camerata» von Papen hanno messo Hitler in gabbia prima di torcergli il collo, oppure sono essi medesimi in gabbia? (Wickham Steed)
  • Forse vi domanderete come sia possibile che una nazione [la Germania] di sessantasei milioni di esseri intelligenti si voglia sottomettere ad uno straniero, un tappezziere austriaco [Adolf Hitler], e nemmeno molto in gamba a quanto mi dicono, e a pochi suoi simili come Göbbels e Göring che dettano ogni singolo gesto della vita del popolo germanico. (George William Mundelein)
  • Hitler annienta il padre e scatena in sé le forze della madre-cattiva, Lutero interiorizza il padre e stabilisce un compromesso col superego. Dall'altra parte si ha la folla, anch'essa definita edipicamente, da immagini parentali di second'ordine, collettive; l'incontro può dunque aver luogo, Lutero e i cristiani del XVI secolo, Hitler e il popolo tedesco, in corrispondenze che non implicano necessariamente l'identità (Hitler svolge il ruolo di padre per «trasfusione omosessuale», e rispetto alla folla femminile; Lutero svolge il ruolo di donna rispetto al Dio dei cristiani). (L'Anti-Edipo)
  • Hitler aveva creduto temporaneamente a confuse teorie economiche rivoluzionarie, ma le aveva rapidamente abbandonate quando notò che queste teorie gli nuocevano presso i ricchi industriali. In fondo, l'economia non interessava l'opportunista. Essa era una cosa secondaria e vi dovevano provvedere gli specialisti, gente che non sapeva fare altro. L'essenziale era la politica da cui dipendeva tutto il resto. L'essenziale era il potere. (Golo Mann)
  • Hitler è spiegabile in linea di principio, ma ciò non significa che sia stato spiegato. (Yehuda Bauer)
  • Hitler è un facile capro espiatorio per la storia ed è stato utilizzato troppo facilmente. Ma in realtà è il prodotto di una serie di azioni. È causa, ma è anche effetto... (Oliver Stone)
  • Hitler fu una delle più grandi personalità del ventesimo secolo. (Nikólaos Michaloliákos)
  • Il nazismo è stato un regime criminogeno e Hitler ha fatto azioni criminali. Ma in alcuni campi, come nell'ecologia ha fatto cose positive. (Mario Borghezio)
  • [Citando Alphonse de Châteaubriant] Il razzismo Hitleriano affonda dunque «le sue radici organiche nell'acqua generosa del profondo lago cristiano». (Denis Hollier)
  • In Hitler il popolo tedesco ha trovato riassunti, al di sopra di ogni schema tradizionale di divisioni classistiche, alcuni dei motivi essenziali da sempre ritornanti a definire il proprio carattere, la fisionomia del proprio ethos: il gusto della violenza, il misticismo «romantico», la fanatica dedizione a un ordine meccanico, disumano. Hitler sapeva trascinare il grande industriale con l'esca dell'interesse e col ricorso al mito prediletto della supremazia tedesca nel mondo; affascinava il piccolo borghese col suo estetismo pompier, con la sua oratoria accesa e volgare, pronta sempre ad offrire, di ogni problema, la soluzione più semplicistica; piaceva all'intellettuale decadente, permeato di femmineo postnicianesimo (l' intelligencija tedesca già nel 1914 era in istato fallimentare come nessun'altra in Europa), per la sua ostentata energia virile, per il suo dichiarato disprezzo di ogni indugio morale o sentimentale, per quel suo rozzo materialismo demagogico che, nonostante tutto, pretendeva considerazione «spirituale». Conquistava infine anche l'operaio, facendo leva non soltanto sul suo sciovinismo non perfettamente esorcizzato, ma porgendogli anche, delle sue rivendicazioni sociali, un'attuazione più concretamente immediata, meno utopica e intellettualistica di quanto non gliela prospettasse il programma della rivoluzione proletaria: e fosse pure nei limiti di una umiliante, paternalistica nota di concessioni padronali. [...] il nazismo non è certo la realizzazione di un genio. Hitler è effettivamente uno dei tanti [...]. Parlare di tirannide perciò non persuade. (Giorgio Bassani)
  • Io avevo troppo studiato e troppo scritto la storia per non sapere che la grande massa è sempre pronta a rotolare verso la parte ove al momento sta il peso del potere; sapevo che le stesse voci che gridavano oggi "Heil Schuschnigg!" avrebbero gridato domani "Heil Hitler!". (Stefan Zweig)
  • La grande intuizione di Hitler fu di usare la retorica del linguaggio e la potenza dei media. Del cinema nascente, con Leni Riefensthal regista del nazismo. Della radio e della tv. Ascoltando le registrazioni dei suoi comizi si ha la sensazione di assistere a rappresentazioni teatrali. Di un attore enfatico ma di carisma innegabile. (Filippo Del Corno)
  • La Repubblica di Weimar, con i suoi simboli ed incoraggiamenti progressisti, era vista come un'imposizione del nemico. Essa non poteva ottenere la lealtà e catturare l'immaginazione del popolo tedesco. Per un momento [il popolo tedesco] cercò di si aggrapparsi come per disperazione al vecchio Maresciallo Hindemburg. Dopo di che potenti forze andarono alla deriva, si aprì un vuoto e dopo breve tempo in questo vuoto avanzò a grandi passi un maniaco dalla genialità feroce, il deposito e l'espressione del più virulento odio che abbia mai corroso il petto umano — il caporale Hitler. (Winston Churchill)
  • Lo dicevamo in tanti che Hitler aveva un fascino straordinario, proprio qualcosa come l'ipnotismo, una forza alla quale non si resiste. (Lucie Rommel)
  • Naturalmente, non ci piace per la sua politica, che ci pare sbagliata. Ma per il fatto che è un uomo serio, retto, che non cerca nulla per se stesso, ma si preoccupa con tutto il cuore di costruire un nuovo governo. È profondamente sincero, spontaneo; ne ammiriamo la probità e la dedizione. (Karl Mannheim)
  • Né un alieno psicopatico né un'icona pop di perversa fascinazione. Solo un uomo, responsabile di una serie di crimini contro l'umanità. (Filippo Del Corno)
  • Nei giorni immediatamente successivi al fallito attentato, Hitler sterminò, facendoli impiccare a ganci di macelleria con corde da pianoforte (non ne mancavano certo, nella patria di Bach e di Beethoven) fucilandoli o inducendoli al suicidio (come nel caso di Rommel), tutti gli esponenti in uniforme di quegli Junkers prussiani che avevano costituito per secoli i depositari della tradizione militarista tedesca. Liquidò così alla sua sanguinaria e sbrigativa maniera l'opposizione nell'esercito. (Alberto Tagliati)
  • Nel cinturone dei soldati del Führer c'era scritto Gott mit uns, Dio è con noi. Hitler lo aveva arruolato; per fortuna disertò. (Enzo Biagi)
  • Non è per metafora, neanche per metafora paterna, che Hitler faceva arrapare i fascisti. Non è per metafora che un'operazione di banca o di borsa, un titolo, una cedola, un credito fanno arrapare persone che non sono solo semplicemente banchieri. (L'Anti-Edipo)
  • Non vi sarà mai una spiegazione adeguata... Nulla potrà mai spiegare Hitler. (Emil Fackenheim)
  • Più cose apprendo sul conto di Hitler, più mi è difficile spiegare. (Alan Bullock)
  • Privo di qualsiasi legame etico ed umanitario, il potere di Hitler era immorale. Le SS ubbidivano a ogni ordine del Führer – anche l'ordine di omicidio di massa – realizzandolo senza scrupoli. Il potere delle SS, per grazia di Hitler, era un potere senza morale. (Reimund Schnabel)
  • Probabilmente non conosceremo mai con esattezza il nome del nonno di Adolf Hitler. Ma si è avanzata persino l'ipotesi che fosse un ebreo, senza poterlo provare. (Alan Bullock)
  • Provate a spiegare Hitler ad un bambino. (George Carlin)
  • Questo genio diabolico emerso dagli abissi della miseria, infiammato dalla sconfitta, divorato da odio e spirito di vendetta ed ossessionato dal suo disegno di fare di quella tedesca la razza dominante dell'Europa e forse del mondo intero. (Winston Churchill)
  • Riassunto di baffi e visiera. (Filippo Tommaso Marinetti)
  • Se Hitler avesse avuto degli amici, io sarei stato suo amico. (Albert Speer)
  • Se Hitler vincerà, ci sarà un enorme schiavitù con il nome "l'Europa." (Friedrich Kellner)
  • So quanto la nazione tedesca ami il proprio Führer, pertanto è mio dovere brindare alla salute di questo grande uomo. (Stalin)
  • Un puro folle, infervorato ogni tanto per le sue idee fisse. (Galeazzo Ciano)
  • Vi attendono grandi compiti che dovete portare a compimento. La mia fede nel germanesimo non ha vacillato un solo istante, anche se le mie speranze – lo confesso – erano assai calate. Il fatto che nell'ora del massimo bisogno la Germania sia stata capace di generare un Hitler, è una prova della sua vitalità, proprio come la forza che egli irradia; giacché questi due elementi – la personalità e l'ascendente – vanno insieme... Dio vi protegga! (Houston Stewart Chamberlain)

Note[modifica]

  1. a b c d e f Citato in Lukacs 2006, p. 111.
  2. Citato in Hermann Raushning, cit. in Robert Royal," I martiri del ventesimo secolo. Il volto dimenticato della storia del mondo", Ancora, 2002, p. 161.
  3. Christian Eder, Zu den SS-Massakern in Marzabotto.
  4. Citato in Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo (Brave New World Revisited), traduzione di Luciano Bianciardi, Oscar Mondadori, Milano 2005.
  5. Citato in John Lukacs, L'attacco alla Russia, Edizioni Corbaccio, pag. 34.
  6. Frase pronunciata il 21 giugno 1941, il giorno precedente l'attacco militare all'Unione Sovietica. Citato in John Lukacs, L'attacco alla Russia, Edizioni Corbaccio, pag. 105
  7. Citato in Alfred Grosser, Hitler.
  8. Citato in "Memorie del III Reich" di A. Speer, cap.IX, p. 148 – Oscar Storia, Mondadori.
  9. Citato in Rainer Zitelmann, Hitler.
  10. Citato in Joachim Fest, Hitler, una biografia, Garzanti.
  11. Citato in Alberto Tagliati, Adolfo Hitler si mangia Carlo Marx, Historia, giugno 1978, n. 244, Cino del Duca.
  12. Citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 69.

Bibliografia[modifica]

  • Alfred Grosser, Hitler: nascita di una dittatura, traduzione di Eleonora Bortolon, SEI, Torino, 1959.
  • John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006.
  • John Lukacs, L'attacco alla Russia, traduzione di Marco Sartori, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008. ISBN 978-88-7972-873-7
  • Rainer Zitelmann, Hitler (Adolf Hitler), traduzione di Nicola Antonacci, Laterza, Roma-Bari, 1991. ISBN 88-420-3751-6
  • Conversazioni a tavola di Hitler 1941-1944, ordinate e annotate da Martin Bormann, traduzione di G. L. Weinberg e Hugh R. Trevor-Roper, Collana: "Novecento", n.° 2. Editrice Goriziana, febbraio 2010. ISBN 978-88-6102-060-3
  • John S. Conway, The Nazi persecution of the Churches 1933-45, Weidenfield & Nicolson, Londra, 1968. ISBN 978-0297763154

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