Francesco Serantini

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Francesco Serantini (1889 – 1978), scrittore italiano.

  • A quei tempi la vita nei paesi [piccoli centri pontifici] era molto monotona... quando suonava l'ora di notte la gente sprangava le porte, cenava e andava a letto; il paese diventava deserto, immerso nel buio e nel silenzio, scanditi dal suono delle ore. Tutte le case avevano porte saldissime, poche finestre e di notte nessuno apriva. (citato in note a Il Passatore e il sacco di Forlimpopoli, Narratori di Emilia e Romagnap. 129, Mursia, 1968)

Il Passatore e il sacco di Forlimpopoli[modifica]

  • Era la sera di sabato 25 gennaio 1851. Dai colli scendevano sulla pianura romagnola folate di vento freddo, cadeva una pioggiarella sottile e uggiosa. Al suono dell'ora di notte, nella cittadina di Forlimpopoli i custodi delle porte si accinsero come di consueto a chiuderle. (p. 130)
  • I buoni cittadini [di Forlimpopoli] protetti dalla cerchia delle mura e dalle porte serrate, potevano dunque tranquillamente coricarsi e dormire quei saporiti sonni che rendevano i nostri vecchi placidi e longevi. (p. 130)
  • ... pretesero da lui un duro servizio, cioè di essere condotti in casa di Agostino Artusi in fama di danaroso. Il dottore fu costretto a dire che veniva con un suo amico di Rimini per un affare urgente, sicché l'Artusi gli aprì. All'irrompere dei malandrini, il vecchio riuscì a fuggire, mentre le sue tre figlie dileguarono per la via dei tetti. Nella pesca ci rimase il figlio Pellegrino, il futuro scrittore di cucina, che aveva trent'anni e si portò con dignitoso coraggio pur non riuscendo a impedire che facessero un grosso bottino. (p. 134)

[Francesco Serantini, Il Passatore e il sacco di Forlimpopoli, da Il fucile di Papa della Genga, Edizioni Garzanti, Milano 1948; citato in Narratori di Emilia e Romagna, a cura di Giuseppe Raimondi e Renato Bertacchini, Mursia, Milano 1968]

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