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Il Pordenone

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Il Pordenone in un'incisione del XVII secolo

Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone (1483 o 1484 – 1539), pittore italiano.

Citazioni sul Pordenone[modifica]

Giovanni Morelli[modifica]

  • Contemporaneo del Lotto, per quanto più giovane di lui e per cosi dire suo antipode, è Gio. Antonio da Pordenone, natura mondana intus et in cute, non meno nel suo modo d'imaginare che in quello di rappresentare, artista di altiere, cavalleresche tendenze, nato nella città di Pordenone nel 1483, morto a Ferrara nel 1539. Ottone Mündler lo paragonò, e direi con ragione, con P. P. Rubens, in considerazione della vivace energia della sua natura, ed il suo amore per l'ampolloso e pel colossale.
  • Fatto piuttosto per la pittura murale che pei piccoli quadri da cavalletto, egli ci lasciò però anche un gran numero di pitture ad olio, alcune delle quali sono tra le più attraenti che l'arte veneziana abbia prodotto. Mi basti rammentare i quadri che possiede di lui la città di Pordenone, i due grandi quadri d'altare nell'Accademia di Venezia, la Madonna a San Giovanni Elemosinario, il San Martino a cavallo a San Rocco, la stupenda tavola d'altare nella chiesa parrocchiale di Susegana, l'Adorazione dei pastori a Santa Maria dei Miracoli alla Motta (presso Treviso), non che la Madonna splendida sul primo altare a destra del Duomo di Cremona.
  • Il Pordenone non diventò mai convenzionale. Questo artista geniale, fantasioso, e non di rado anche grandioso, il quale lungamente a Venezia, e per verità non senza successo, contese la palma a Tiziano, si chiamò ora Sacchiense, ora de Cuticellis ed anche Corticellis, altre volte poi Regillo, e ci fa conoscere anche, con questo perpetuo scambio di nomi, l'irrequietezza del suo carattere orgoglioso e ambizioso.

Opere[modifica]

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