Christopher Paolini

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Inheritance)
Jump to navigation Jump to search
Christopher Paolini a Lucca Comics and Games 2012
L'autografo dello scrittore

Christopher Paolini (1983 – vivente), scrittore statunitense.

Eragon[modifica]

Incipit[modifica]

Il vento ululava nella notte, portando con sé un odore che avrebbe cambiato il mondo. Uno Spettro, alto e flessuoso, alzò la testa per fiutare l'aria; aveva sembianze umane, ma i suoi capelli erano cremisi e gli occhi rossi come braci incandescenti.

Citazioni[modifica]

  • Non permettete a nessuno di dominare la vostra mente o il vostro corpo. Badate che i vostri pensieri siano sempre liberi. Un uomo può essere libero, eppure vivere in ceppi peggiori di quelli che ha uno schiavo. Date agli altri la vostra attenzione, mai il vostro cuore. Mostrate rispetto per chi possiede il potere, ma non seguitelo ciecamente. (Garrow)
  • "Non posso vivere così"
    "E allora non farlo."
    "Come? Garrow se ne è andato per sempre! E quando arriverà il mio momento, anche io incontrerò lo stesso fato. Gli affetti, la famiglia, le conquiste... tutto ti viene strappato via, senza lasciarti niente. Quale è il valore di ciò che facciamo?"
    "Il valore di ciò che facciamo consiste nell'atto. Il tuo valore ha fine quando ti arrendi e non provi più il desiderio di cambiare, di vivere la vita. Ma hai parecchie strade davanti a te: scegline una e dedicati a essa anima e corpo. Saranno le azioni a darti una nuova speranza e un nuovo scopo." (Saphira-Eragon)
  • Niente è più pericoloso di un nemico che non ha nulla da perdere. (Eragon)
  • Nessun predatore del cieli dovrebbe finire i propri giorni da preda. Meglio morire in volo che inchiodati al suolo. (Saphira)
  • Il vero coraggio consiste nel vivere e soffrire per ciò in cui credi. (Brom)
  • I Varden e l'Impero non combattono per il controllo di questa terra o del suo popolo. Il loro obiettivo è controllare la prossima generazione di Cavalieri, di cui tu sei il primo. Chiunque controlli i nuovi Cavalieri, diventerà il padrone incontrastato di Alagaesia. (Brom)
  • Sono vecchio Eragon... tanto vecchio. Sebbene il mio drago sia morto, ho vissuto più a lungo del previsto. Tu non sai che cosa significa raggiungere la mia età, guardarsi indietro e rendersi conto di non ricordarsi quasi niente; e poi guardare avanti e sapere che ti aspettano ancora molti anni da vivere... Dopo tutto questo tempo, ancora piango la mia Saphira... e odio Galbatorix per quello che mi ha fatto! (Brom)
  • "Questo è tutto il nostro mondo" osservò Roran in tono cupo. Eragon rabbrividì impaziente e borbottò "Un bel mondo, però" (Eragon-Roran)
  • Il sangue conoscerà il sangue. Combatterò. I nostri Wyrda, i nostri destini ci legano, ma non mi sfidare. Ti porterò a casa perché sono in debito, ma sappi che voliamo verso la follia. (Saphira)
  • "Qui dimora il dolore", disse la dragonessa.
    "Questo non sarebbe successo se non fossimo fuggiti via!"
    "Tu non saresti vivo se fossimo rimasti!" (Eragon-Saphira)
  • Non riusciva ad accettare che Garrow non ci fosse più. Con la sua morte, in che cosa altro poteva credere? Solo in un mondo spietato ed indifferente, che spegneva la vita come una candela si spegne a un soffio di vento. (Eragon)
  • Si sentì crescere dentro una forza terribile, che raccolse tutte le sue emozioni trasformandole in una solida spranga di rabbia, con una sola parola stampata sopra: VENDETTA.
  • "Stiamo diventando più forti, Eragon, tutti e due. Ben presto nessuno potrà più sbarrarci la strada!"
    "Già, ma quale strada dobbiamo scegliere?"
    "Quella che ci pare" (Eragon-Saphira)
  • Sapere chi sei senza illusioni o compassione è un momento di rivelazione che nessuno sperimenta restando indenne. Alcuni impazziscono davanti alla pura verità. Quasi tutti cercano di dimenticarla. Ma per quanto il nome dia potere agli altri, anche tu acquisti potere su di te, se la verità non ti spezza. (Brom)
  • L'esistenza non dipende dalla conoscenza. Io non sapevo che tu esistessi finché non sei piombato in negozio a interrompere il mio sonnellino. Ma questo non significa che tu non fossi vero prima di svegliarmi. (Solembum)
  • "I Cavalieri di Una volta erano arbitri di giustizia al di sopra e al di la dei capi dei loro tempi. Non pretendo quella posizione, dubito che la gente accetterebbe una simile autorità quando da molto tempo ormai ne fa a meno, specie da uno giovane come me. Ma io Ho il Potere e lo userò come riterrò opportuno. Quello che voglio sapere è come Tu hai pensato di Usarmi. Poi deciderò se acconsentire."
    "Non puoi sfuggire ai disegni che ti riguardano... Tu verrai influenzato, in un modo o nell'altro. Ma devi difendere la tua libertà, perché in essa risiede il tuo vero potere" (Eragon-Ajihad)
  • "Ma se tutto è prestabilito, che senso hanno le nostre scelte? O dobbiamo soltanto imparare ad accettare il nostro fato?"
    "Ti è stata concessa un occasione per cui molti morirebbero. Sei infelice per questo? Sgombra la mente da simili pensieri. Non hanno risposta e non ti rendono più felice." (Eragon-Brom)
  • Az knurl deimi lanok. Attenzione, la roccia cambia. (Orik)
  • Possiedo la forza per aiutarli, quindi devo. (Eragon)
  • L'unico modo in cui il futuro può danneggiarci è dandoci dei pensieri.
  • Era stato testimone di troppe atrocità commesse in nome di Galbatorix, dall'omicidio alla schiavitù, per volgere le spalle all'Impero. Non era più soltanto una questione di vendetta per la morte di Garrow e di Brom: da Cavaliere, era suo dovere difendere coloro che non avevano la forza di resistere alla tirannia di Galbatorix. (Christopher Paolini)
  • La mia mente è l'unica cosa che non mi sia stata rubata. (Murtagh)
  • Il fardello dell'autorità comporta la responsabilità del benessere delle persone che ti sono affidate. (Ajihad)

[Christopher Paolini, Eragon, traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo Fabbri]

Eldest[modifica]

Incipit[modifica]

Il canto dei morti è il pianto dei vivi. Questo pensò Eragon nello scavalcare il cadavere mutilato di un Urgali, mentre si levavano le lamentazioni funebri delle donne che portavano via le salme dei loro cari dalla piana intrisa di sangue del Farthen Dûr. Alle sue spalle, Saphira aggirò la carcassa ondeggiando sinuosa; le sue squame blu zaffiro erano l'unica nota di colore nell'oscurità che dominava la montagna cava.

Citazioni[modifica]

  • È meglio giurare fedeltà a uno stolido onesto che a un saggio menzognero. (Eragon)
  • Troppa poca attenzione è stata dedicata di recente a cosa è buono e giusto, e troppa al potere individuale. È difficile assistere a tanta idiozia e non sentirsi adirati. (Re Rothgar)
  • Noi elfi viviamo tanti anni, e perciò consideriamo la cortesia come la suprema virtù sociale: non possiamo permetterci di offendere, quando il rancore rischia di sopravvivere per decenni, o secoli. La cortesia è l'unico modo per impedire all'ostilità di accumularsi. (Arya)
  • Ora conosco la vera natura dell'impero e di Galbatorix: essi sono il male. Galbatorix è una piaga purulenta sulla faccia della terra. ha distrutto i Cavalieri e cancellato la pace e la prosperità. I suoi servi sono demoni ripugnanti generati da chissà quale nero abisso. Ma Galbatorix si contenta di schiacciarci sotto il suo tallone? No! Lui vuole avvelenare tutta Alagaesia e soffocarci sotto una coltre di miseria. I nostri figli e i loro discendenti dovranno vivere all'ombra delle sue tenebre fino alla fine dei tempi, ridotti in schiavitù come vermi, come insetti da torturare a suo piacimento! (Roran)
  • Davanti a lui c'era uno dei guardiani del remoto passato, risorto dagli abissi del tempo per guidarlo, un simbolo vivente, l'incarnazione delle leggende con cui era cresciuto. Davanti a lui c'era il suo maestro. Davanti a lui c'era una leggenda!
  • Il potere senza rigore morale è la forza più pericolosa del mondo. (Oromis)
  • Coloro che amiamo spesso ci sono più estranei degli altri. (Oromis)
  • Può qualcuno essere davvero buono se non ha mai avuto l'opportunità di comportarsi male? (Eragon)
  • Un buon compromesso lascia tutti insoddisfatti. (Ajihad)
  • Troppi problemi a questo mondo sono causati da uomini di indole nobile e mente annebbiata. Nessuno ritiene di essere cattivo, e pochi prendono decisioni che ritengono sbagliate. Una persona può non apprezzare la propria scelta, ma la sosterrà anche nelle peggiori delle circostanze, perché crede che sia la migliore possibile in quel momento. (Oromis)
  • L'unica protezione che abbiamo contro i demagoghi, i mistificatori e la follia del popolo, e la nostra guida più sicura attraverso gli incerti della vita è il pensiero lucido e razionale. (Oromis)
  • Ciascuno di noi muore solo, Eragon. Che tu sia un re sul campo di battaglia, o un contadino nel suo letto, circondato dalla famiglia, nessuno può accompagnarti nel vuoto... (Glaedr)
  • Quando puoi ottenere tutto quello che vuoi pronunciando qualche parola, non ha più importanza la meta, ma il viaggio per raggiungerla. (Rhunon)
  • Il mondo si sta assottigliando, Eragon. Presto si spezzerà e la follia scoppierà. Quello che senti tu e ciò che sentono i draghi e gli Elfi: l'inesorabile avanzata di un destino oscuro, mentre la fine della nostra epoca si avvicina. Piangi per coloro che moriranno nel caos che consumerà Alagaesia. Spera che ci sia data la possibilità di conquistare un futuro più radioso con la forza della tua spada e del tuo scudo, e quella delle mie zanne e dei miei artigli. (Saphira)
  • Ogni coscienza proietta una sensazione diversa così come due voci non hanno mai lo stesso timbro. (Saphira)
  • No, non come mio padre. Io sono più forte di Morzan. Galbatorix mi ha insegnato cose sulla magia che tu non ti sogni neppure... Formule così potenti che gli elfi non osano nemmeno pensare, codardi come sono. Parole nell'antica lingua che erano andate perdute finché Galbatorix non le ha riscoperte. Modi per manipolare l'energia... Segreti, segreti terribili, che possono distruggere i nemici e realizzare i sogni. (Murtagh)

[Christopher Paolini, Eldest, traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo Fabbri]

Brisingr[modifica]

Incipit[modifica]

Eragon scrutava l'oscura torre di pietra, nascondiglio dei mostri che avevano ucciso suo zio Garrow.

Citazioni[modifica]

  • Quando uccidiamo, uccidiamo una parte di noi stessi. (Eragon)
  • I mostri della mente sono ben peggiori di quelli che esistono nella realtà. Paura, dubbio e odio fanno più danni di quanti ne faccia una bestia selvatica. (Arya)
  • L'unico antidoto al corrosivo veleno della violenza è trovare la pace dentro di noi. (Arya)
  • Un Re non regna a lungo se non sa apprezzare il valore del silenzio. (Re Orrin)
  • Colui che ha l'audacia di decidere chi deve vivere e chi morire non serve più la legge, ma detta legge! (Re Orrin)
  • La più grande ambizione del Re è averci tutti e quattro sotto il suo comando, non morti, perché a quel punto saremmo liberi. (Saphira)
  • Nei suoi occhi cremisi brillò un'immensa tristezza confusa, quasi sperasse che Saphira o Eragon potessero spiegargli come mai era venuto al mondo solo perché Galbatorix potesse renderlo suo schiavo, abusare di lui e costringerlo a distruggere la vita di altri esseri viventi. (Christopher Paolini)
  • Un vero guerriero non combatte perché vuole, ma perché deve! Un uomo che brama la guerra, che si diverte ad uccidere, è un bruto e un mostro. Per quanta gloria conquisti sul campo di battaglia, non sarebbe migliore di un lupo rabbioso, sempre pronto a scagliarsi contro i suoi amici e la sua famiglia quanto contro i nemici. (Katrina)
  • Gli Dei sono volubili e l'unica immortalità su cui possiamo contare è quella che ci conquistiamo grazie alle nostre gesta. Che sia per fama o per infamia, è comunque meglio che essere dimenticati una volta abbandonato questo mondo. (Orik)
  • [...] Saphira scrutò Eragon con sguardo penetrante. Nasuada mi ha raccontato dell'attentato dell'Az Sweldn rak Anhûin. Ti cacci sempre nei guai quando non sono con te.
    Questo lo dici tu. E quando gli Urgali ci tesero un'imboscata a Gil'ead e mi presero prigioniero?
    Un pennacchio di fumo si levò dalle fauci di Saphira.
    Quello non vale. All'epoca ero più piccola e non avevo esperienza. Ora non accadrebbe. E nemmeno tu sei più debole come una volta.
    Non sono mai stato debole! protestò Eragon. È solo che ho nemici potenti. (Saphira-Eragon, p. 612)
  • La negromanzia non è come le altre arti magiche, Eragon; con essa tu cerchi di costringere esseri incredibilmente potenti e ostili a obbedire ai tuoi comandi, esseri che dedicano ogni istante della loro prigionia a trovare una breccia nel vincolo che li lega per potersi ribellare e soggiogarti per vendetta. (Oromis)
  • Perfino gli dei non durano per sempre. (Oromis)
  • Rosso come un rubino immerso nel sangue, rosso come il ferro incandescente pronto per essere forgiato, rosso come un tizzone ardente di odio e rabbia, sopra le languide chiome apparve Castigo. E sul dorso dello scintillante drago sedeva Murtagh con la lucente armatura d'acciaio, brandendo Zar'roc sopra la testa.

[Christopher Paolini, Brisingr, traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo, Fabbri]

Inheritance[modifica]

Incipit[modifica]

La dragonessa Saphira ruggì e i soldati davanti a lei tremarono sgomenti.
«Seguitemi!» gridò Eragon. Levò Brisingr sopra la testa perché tutti la vedessero. La spada azzurra, stagliata contro il banco di nuvole nere che si addensavano a ovest, scintillò di un bagliore iridescente. «Per i Varden!»
Una freccia gli sibilò accanto; lui non se ne curò.
I guerrieri, radunati ai piedi del cumulo di macerie su cui si trovavano Eragon e Saphira, risposero all'unisono ringhiando feroci: «Per i Varden!» Brandirono le armi e partirono alla carica, inerpicandosi sui blocchi di pietra crollati.
Eragon si voltò. Nell'ampia corte sull'altro lato delle rovine si ammassavano circa duecento soldati imperiali. Alle loro spalle si ergeva un'imponente fortezza scura, con le pareti inframmezzate da feritoie e torri squadrate; negli appartamenti in cima alla più alta splendeva una lanterna. Eragon sapeva che da qualche parte, all'interno del maschio, sì trovava Lord Bradburn, il governatore di Belatona, la città che i Varden assediavano ormai da ore.

Citazioni[modifica]

  • Ti è mai passato per la mente, Nasuada, che il mondo sarebbe stato ben peggiore se non avessi distrutto i Cavalieri dei Draghi?»
    «I Cavalieri mantenevano la pace» osservò lei. «Proteggevano Alagaësia dalla guerra, dalle pestilenze... dalla minaccia degli Spettri. In tempi di carestia portavano cibo agli affamati. Come poteva essere migliore questa terra senza di loro?»
    «Perché c'era un prezzo da pagare per i loro servigi. Tu per prima dovresti aver imparato che a questo mondo tutto si paga, vuoi in oro, vuoi in tempo, oppure in sangue. Nessuno fa niente per niente, nemmeno i Cavalieri dei Draghi. Anzi, soprattutto loro».

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]