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Israel Zangwill

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Israel Zangwill

Israel Zangwill (1864 – 1926), commediografo britannico.

Citazioni di Israel Zangwill

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  • Gratta il cristiano e troverai il pagano – rovinato.
Scratch the Christian and you find the pagan — spoiled. (da Children of the Ghetto, libro 2, cap. 6)
  • Nessun ebreo fu mai abbastanza stupido da diventare cristiano senza essere un uomo intelligente.
No Jew was ever fool enough to turn Christian unless he was a clever man. (da Children of the Ghetto, libro 1, cap. 7)
  • Se il vostro occhio destro vi offende, strappatevelo; se il vostro braccio destro vi offende, tagliatevelo. E se la vostra ragione vi offende, diventate cattolico. (citato in Giuseppe Rensi, Le aporie della religione. Studio sul problema religioso, Casa editrice Etna, Catania, 1932, p. 245)
If your right eye offends you, pluck it out; if your right arm offends you, cut it off. And if your reason offends you, become a Catholic. (da From a Mattress Grave, in Dreamers of the Ghetto, cap. 9)

Citazioni su Israel Zangwill

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  • La sua forza consiste nel rappresentare gli ebrei con un realismo così poco sentimentale da rasentare il cinismo e nel raggiungere ciò non pertanto effetti di commozione cui nessun antisemita, se gli rimane traccia di umanità, resiste. (Giuseppe Antonio Borgese)
  • Leggendo lo shakespeariano Mercante di Venezia, egli non ha certo alcunché da obbiettare alla veridicità del carattere di Shylock, e accetta quella mistura di sacro e profano, di ortodossia dottrinaria e di brama crudele, collauda con la sua personale esperienza del ghetto la fermezza dello strozzino nel pretendere la libbra di carne e il duplice, dissono sospiro del padre: «Mia figlia! I miei ducati!» In genere, egli accetta senza mormorazioni l'aneddotica proverbiale che i cristiani hanno accumulata sul conto del popolo senza re né regno, della quale d'altronde conosce le fonti ebraiche e bibliche, nulla essendo, da certi punti di vista, meno lusinghiero per gli ebrei che la storia di Esaù o quella di Giuseppe. Ma l'arte e il sentimento di Zangwill cominciano proprio qui: dove finisce il racconto dell'ironista cristiano, o dell'autoironista giudeo che gode umiliandosi innanzi a se stesso e innanzi ai suoi nemici. Zangwill non discute le accuse ai suoi correligionari, non fa apologetica nazionalista; ammette senz'altro la verità materiale delle accuse e ne interpreta, esaltandolo, il senso. (Giuseppe Antonio Borgese)

Citazioni in ordine temporale.

  • Israele Zangwill, scrittore inglese celebrato in patria, non ignoto in Francia, [...]; è affatto sconosciuto in Italia, dove soltanto ora appare la traduzione d'uno dei migliori suoi libri: I Sognatori del Ghetto, e dove non ha trovato ancora il suo critico. Spero che il successo, che coronerà indubbiamente questa prima fatica, paziente ed amorosa, del traduttore Gian Dàuli, incoraggerà l'Editore a tentare la traduzione di altri scritti dello Zangwill: ché veramente in tanta penuria d'opere spirituali, che elevino l'anima alla meditazione de' suoi più profondi problemi, la lettura di esso può fare assai bene.
  • Egli è ebreo, e ama la sua razza. L'ama perché ha vissuta la parte migliore della sua vita nei limiti angusti e profondi del culto dei padri; perché ne conosce tutta la storia, da Mosè al Congresso sionistico di Basilea, per tutti i paesi, ove fu un Ghetto: da Smirne ad Amsterdam, da Roma al Cairo, da Gerusalemme a Londra e Nuova York...; perché infine il suo spirito artistico trova soddisfazione soltanto nel descrivere il mondo ebraico, nel rivivere la sua storia, nel ritrarre gli stati d'animo per cui passarono gli ebrei nei momenti più diversi della loro civiltà. La sua tavolozza ha infatti colori orientali: il grigio, l'oro, il violaceo, l'indaco..., e le sue linee, sfumate, e le proporzioni, bizzarre. La sua musica è lenta, solenne, malinconica, quasi disperata, come una nenia ebraica. Ma, vinta la prima ripugnanza e incertezza, appare una pallida e soave luce, tremolante all'orizzonte tenebroso, e s'ode una dolce melodia incrinare il rombo dominante.. È la luce della speranza; la melodia dell'amore... Qui è forse l'originalità di Israele Zangwill.
  • Zangwill sogna l'affratellamento delle religioni, riconosciute tutte egualmente vere, rispetto al popolo e al tempo, che le videro nascere e prosperare; e crede che lo spirito, che informò il Giudaismo e il Cristianesimo, e mosse il Maomettismo e il Protestantesimo, si ravviverà ancora, e ispirerà la nuova Conoscenza, che ancora giace morta e sconosciuta fuori dell'Umanità...

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