Jacques Crétineau-Joly

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Jacques Crétineau-Joly

Jacques Augustine Marie Crétineau-Joly (1803 – 1875), giornalista e storico francese.

Storia religiosa politica e letteraria della Compagnia di Gesù[modifica]

  • Le relazioni della Santa Sede con le potenze hanno sempre avuto alcun che di misterioso. La Corte pontificia si copre di riservatezza come di un manto. Essa comprende che prescindendo dagl'interessi umani i quali cercano di conquistare la sua approvazione tacita o palese; ha una forza divina il cui prestigio debbe custodire togliendolo agli sguardi altrui. (vol. VI, Introduzione, p. 7)
  • Nei tempi difficili in cui la Compagnia di Gesù si è trovata e si trova, la santa Sede non le venne mai meno, perché s'avvedeva che le imprecazioni contro i Gesuiti non erano in Germania, e in Francia, nella Svizzera e nella Spagna che un grido di guerra, un segnale di riunione dato dalle buffonesche ipocrisie dell'empietà rivoluzionaria collegata con ogni sorta di fanatismo. (vol. VI, Introduzione, p. 7)
  • L'Europa tende ad un dissolvimento cristiano, o ad una riconstituzione cattolica. Tutto ben presto sarà maturo per questo supremo sforzo dell'umano pensiero. Ciascuno lo prepara coi mezzi che gli sono proprii. Quando sarà venuto il giorno, ciascuno marcerà sotto il vessillo de' suoi convincimenti o de' suoi sogni ambiziosi: ciascuno darà sé stesso per la sua fede minacciata o combatterà per l'ateismo legale. Di già s'inaugura il suo regno invocando esilio o la morte sul capo dei Gesuiti. (vol. VI, Introduzione, p. 9)
  • Il Conte di Maistre era più veramente un grande scrittore, un ardito pensatore che un diplomatico. Vi aveva nel suo spirito e nel suo cuore tale una soprabbondanza di vita, una sì perfetta tenacità dell'idea che parevagli essere la verità rivelata o dimostrata del raziocinio, ch'egli portavala in trionfo così alto quanto all'umana debolezza è permesso. I mezzani provvedimenti dello spirito di parte, gl'indugi dell'intelletto, le difficoltà di tempo e di luogo, niente faceva ostacolo a questa vigoria del genio che si stendeva sopra tutti i subbietti che trattava, e che in ciascuno di essi lasciava una profonda impressione. (vol. VI, cap. I, p. 19)

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