Jean Baptiste Le Rond d'Alembert

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Jean Baptiste Le Rond d'Alembert

Jean Baptiste Le Rond d'Alembert (1717 – 1783), fisico, matematico, astronomo e filosofo francese.

  • Dai principi delle scienze profane sino ai fondamenti delle rivelazione, dalla metafisica sino alle materie di gusto, dalla musica sino alla morale, dalle dispute scolastiche dei teologi sino agli oggetti del commercio, dai diritti dei principi sino a quello dei popoli, dalle legge naturale sino alle leggi arbitrarie delle nazioni, in una parola dalle questioni che ci toccano di più a quelle che ci interessano di meno, tutto è stato discusso e analizzato o almeno agitato. Una nuova luce su alcuni oggetti, una nuova oscurità su molti altri, sono stati il frutto o la conseguenza di questa effervescenza generale degli spiriti... (dalle Oeuvres, ed. Condorcet, p. 218)
  • L'opera che iniziamo [...] ha due scopi: in quanto enciclopedia, deve esporre quanto più è possibile l'ordine e la connessione delle conoscenze umane; in quanto Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, deve spiegare i principi generali su cui si fonda ogni scienza e arte, liberale o meccanica, e i più notevoli particolari che ne costituiscono il corpo e l'essenza. (citato in D'Alembert – Diderot (a cura di P. Casini), La filosofia dell'Encyclopédie, Bari, 1966, p. 44)
  • Niente è più indiscutibile dell'esistenza dei nostri sensi. (da Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, 1re éd., Jean le Rond D'Alembert, éd. Denis Diderot et Jean le Rond D'Alembert, 1751, vol. Tome 1, Discours préliminaire des éditeurs, p. ii)
Rien n'est plus incontestable que l'existence de nos sensations.
  • Ogni musica che non dipinge nulla è un rumore. (dal Discorso preliminare dell'«Encyclopédie»)
Toute musique qui ne peint rien n'est que du bruit.

Incipit di Discorso preliminare dell'«Encyclopédie»[modifica]

L'Enciclopedia che presentiamo al pubblico è, come dice il frontespizio, l'opera di una società di letterati: dei quali, se non fossimo del numero, crederemmo di poter assicurare che sono tutti noti o degni di esserlo.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

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