Joanna Russ

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Joanna Russ (1937 — vivente), scrittrice statunitense

Incipit di alcune opere[modifica]

Anime[modifica]

Questa è la storia della badessa Radegunde e di ciò che accadde quando vennero i norvegesi. Non la racconto come mi fu raccontata, ma come la vidi io, perché allora ero un bambino e la badessa mi teneva come fattorino prediletto, anche se la vecchia e severa madre guardiana, Cunigunt, che era sopravvissuta alla precedente badessa, diceva che io stavo più nell'abbazia che fuori, e che era uno scandalo. Ma la badessa si limitava a rispondere con fare mite: — Cara Cunigunt, uno scandalo a sette anni? — e così la buttava in scherzo, perché sapeva com'era odiosa la mia nuova matrigna, e mio padre non si curava di me, e io non avevo fratelli né sorelle. Dovete capire che scherzare e chiamare gli altri «caro» e «cara» era un suo modo di fare: sotto ogni punto di vista era una donna eccezionale. La precedente badessa, Herrade, aveva scoperto che Radegunde, che le era stata affidata perché l'allevasse, aveva grandi doti, e perciò l'aveva mandata nel meridione per farla studiare, e questo non era mai successo prima da noi. Si racconta che la badessa Herrade aveva trovato Radegunde nel suo studio, intenta a leggere, sembrava, un grande volume miniato; la bambina l'aveva tirato giù dal leggio e sedeva sul pavimento tenendolo sulle ginocchia; si succhiava il pollice e con l'altra mano girava le pagine come se leggesse davvero.

Cara Emily[modifica]

San Francisco, 188...

sono impaziente di vedere finalmente la mia cara Emily ora che è cresciuta, è una donna, anche se sono sicura che stenterò a riconoscerla. Non ne sarà fiera (e come potrebbe!) ma ricorderà i suoi amici, lo so, e avrà pazienza con la cara Will che non può fare a meno di ricordare la ragazza che era e la dolce influenza che ha avuto nella sua vecchia casa. Parlo di te a tuo padre ogni giorno, cara, e lui desidera vederti quanto me. Pensa! Una signora erudita nel nostro circolo! Ma io so che non sei cambiata...

Female man[modifica]

Sono nata in una fattoria su Whileaway.[1] A cinque anni venni mandata, come chiunque, a scuola nel Continente del Sud e, appena compiuti i dodici anni, mi riunii alla famiglia. Il nome di mia madre era Eva, il nome dell'altra mia madre Alicia; io sono Janet Evason. A tredici anni mi sono avvicinata furtivamente a un lupo e l'ho ucciso, da sola, nel Continente del Nord, al di sopra del 48° parallelo, servendomi soltanto di un fucile. Infilai dentro una sacca la testa e le zampe, poi abbandonai la testa, e alla fine tornai a casa con una zampa, che era una prova sufficiente (pensavo). Ho lavorato nelle miniere, alla radio, in una fattoria per la produzione del latte, in una azienda ortofrutticola e, dopo che mi ruppi una gamba, per sei settimane come bibliotecaria.

I viaggi straordinari di Amélie Bertrand[modifica]

Nell'estate del 192... mi capitò la cosa più straordinaria della mia vita.
Stavo viaggiando per affari e mi trovavo nella campagna francese, non lontano da Lione: aspettavo il mio treno sul marciapiedi della stazioncina di periferia di una città che chiamerò Beaulieu-sur-le-Pont. (Ma non è il suo vero nome.) Faceva fresco, benché fossimo già in giugno, e sul marciapiedi c'era solo un altro passeggero: una donna grassottella di almeno quarant'anni, per niente bella ma vestita piuttosto bene, il classico tipo della bonne bourgeoise di provincia. Sedeva sulla panchina e nell'attesa lavorava a maglia.

Picnic su Paradiso[modifica]

Era una donna dalla voce morbida, coi capelli scuri e le ossa minute, e non arrivava nemmeno alle loro spalle, come una specie di nana o di miniatura; ma questo era abbastanza normale per una greca di quasi quattro millenni addietro, prima che le super-diete e le ibridazioni fra settanta pianeti colonizzati trasformassero l'intera umanità (così le avevano raccontato) in una razza di giganti scandinavi. Il giovane tenente, che era alto due metri e un terzo, ovvero tre teste più di lei, molto bello e con la carnagione color ebano, disse: — Mi spiace, signora, ma non posso credere che siate il vero agente trans-temporale; penso... — e concluse il pensiero a terra, con la testa sotto una delle caviglie e questa ragazza esile e giovane (oppure non era giovane? A volte la Trans-Temp faceva cose tanto strane!) che in qualche modo lo teneva giù, in una posizione da cui lui non poteva rialzarsi senza farsi un male terribile. Poi lo lasciò andare.

Note[modifica]

  1. Il nome della Terra del futuro scelto dalla Russ e che si è ritenuto di conservare nella traduzione, può significare sia «passare piacevolmente il tempo» nell'espressione «to while away the time», sia «mentre (while) via» (away). (N.d.T.).

Bibliografia[modifica]

  • Joanna Russ, Anime, traduzione di Roberta Rambelli, in "I Premi Hugo 1976-1983", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1991.
  • Joanna Russ, Cara Emily, traduzione di Grazia Alineri, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • Joanna Russ, Female man, traduzione di Oriana Palusci, Ed. Nord, 1989.
  • Joanna Russ, I viaggi straordinari di Amélie Bertrand, traduzione di Laura Serra, Mondadori, 1980.
  • Joanna Russ, Picnic su Paradiso, traduzione di Vittorio Curtoni, Mondadori, 1986.

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