Vai al contenuto

Joseph Sheridan Le Fanu

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Joseph Sheridan Le Fanu

Joseph Sheridan Le Fanu (1814 – 1873), avvocato e scrittore irlandese.

Carmilla

[modifica]

Su un foglio allegato a questo racconto, il dottor Hesselius ha scritto una nota piuttosto elaborata, in cui fa riferimento a questo saggio che tratta ap­punto dello strano argomento del manoscritto.
Nel suo saggio egli parla di questo misterioso soggetto con il solito acume e la sua profonda cultura, in modo diretto e condensato. Questo sarà solo uno dei tanti volumi che costituiscono la collezione di studi di quell'uomo straordinario.

Citazioni

[modifica]
  • [Lettera] Ho perduto la mia adorata figliola; infatti l’amavo come se lo fosse. Durante gli ultimi giorni della malattia della mia cara Bertha, non sono stato in grado di scrivere. E prima ancora non avevo idea della gravità della situazione. Ora che l'ho persa so tutto, ma è troppo tardi! È morta nella pace degli innocenti e con la gloriosa speranza di un futuro beato. Il demonio che ha tradito la nostra infatuata ospitalità è la causa della nostra disgrazia. Credevo di aver accolto nella nostra casa un’innocente, allegra, incantevole compagna per la mia perduta Bertha. Cielo! Come sono stato cieco! Ringrazio Dio che la mia bambina sia morta senza nutrire il minimo sospetto sulla causa delle sue sofferenze. Se n’è andata senza capire la natura del suo male e quanto fosse maledetta la passione che nutriva nei confronti di chi ha causato tutte le sue miserie. Io dedicherò i giorni che mi rimangono a cercare questo mostro per ucciderlo. So di avere delle speranze per attuare questo mio proposito giusto e pietoso. Ma al momento non ho neppure un bagliore a guidarmi. Maledico la mia incredulità, la mia deprecabile affettazione di superiorità, la mia cecità, la mia ostinazione, tutto… ma troppo tardi. Ora non riesco a parlare e a scrivere in modo coerente. Sono fuori di me. Quando mi sarò un po’ ripreso, mi dedicherò alle ricerche che, credo, mi porteranno a Vienna. In autunno, tra un paio di mesi, forse anche prima, se sopravviverò, verrò a trovarvi, se me lo permetterete; allora potrò raccontarvi ciò che ora non oso mettere sulla carta. Addio. Pregate per me, cari amici. (p. 23-24)
  • Alla luce del sole non perdeva nulla della propria avvenenza; era senza dubbio la creatura più bella che avessi mai visto e la spiacevole somiglianza con il viso del mio sogno aveva perso l'effetto della prima, inaspettata scoperta. (p. 35)
  • Credo che nella vita di tutti ci siano dei momenti di particolare intensità durante i quali le passioni vengono scatenate con forza e violenza, e altri momenti che si ricordano con meno precisione. (p. 37)
  • Siamo nelle mani di Dio; nulla può accadere senza il Suo permesso e tutto si concluderà bene per coloro che Lo amano. Egli è il nostro amorevole creatore; Lui ci ha creato e Lui si prenderà cura di noi. (p. 43)

Trascorse molto tempo prima che io riuscissi a liberarmi dell'orrore che questa vicenda aveva portato nella mia esistenza, e tuttavia, anche ora, l'immagine di Carmilla ritorna alla mia memoria con ambigua alternanza; a volte è una gioiosa, languida, bellissima ragazza; altre volte è il terribile demonio che ho visto nella cappella in rovina. E spesso mi sono destata da questi ricordi, immaginando di sentire il passo leggero di Carmilla davanti alla porta del salotto.

Incipit di alcune opere

[modifica]

Il pittore Schalken

[modifica]
Poiché egli non è un uomo come lo sono io, dobbiamo riunirci; né esiste alcuno che possa levare le mani su di noi. Lascialo, quindi, portare la sua verga lungi da me, e non permettere che la sua paura mi spaventi.

Esiste, al momento attuale, un'opera notevole di Schalken in buono stato di conservazione. In essa la curiosa forma delle luci costituisce, come in tutte le opere dell'autore, il principale merito apparente del dipinto. Dico apparente perché il suo reale valore sta nell'oggetto rappresentato, più che nell'esecuzione, per quanto essa sia eccellente. Il dipinto raffigura l'interno di quella che potrebbe essere una camera di qualche antico edificio religioso; il primo piano è occupato da una figura femminile vestita da una sorta di tunica bianca, parte della quale è disposta in modo tale da costituire un velo.

Il signor giudice di giustizia Harbottle

[modifica]

Su questo caso, il dottor Hasselius non ha scritto altro che le parole Rapporto Harman e un semplice riferimento al proprio straordinario saggio su Senso interiore e conseguenti condizioni dell'apertura.
Il riferimento è al Volume I, sezione 317, nota Za. La nota alla quale viene fatto il riferimento dice semplicemente: «Ci sono due resoconti sul rimarchevole caso dell'Onorevole Signor Giudice di Giustizia Harbottle, uno fornitomi dalla signora Trimmer, di Tunbridge Wells (Giugno 1805); l'altro, parecchio tempo dopo, dall'egregio signor Anthony Harman.

Bibliografia

[modifica]
  • Joseph Sheridan Le Fanu, Carmilla (Carmilla), introduzione di Riccardo Reim, traduzione di Roberta Formenti, TEN, Roma 1993. ISBN 88-7983-157-7.
  • Joseph Sheridan Le Fanu, Carmilla, traduzione di Roberta Formenti, in "Storie di vampiri", a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton & Compton 1994. ISBN 8879834177
  • J. Sheridan Le Fanu, Il pittore Schalken, traduzione di Laura Pignatti, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • J. Sheridan Le Fanu, Il signor giudice di giustizia Harbottle, traduzione di Grazia Alineri, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068

Altri progetti

[modifica]

Opere

[modifica]