Josephine Skriver

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Josephine Skriver nel 2013

Josephine Skriver (1993 – vivente), supermodella danese.

L'intervista a Josephine Skriver

vogue.it, 7 aprile 2017.

  • Mamma mise un annuncio su un magazine danese di cultura omosessuale, Panbladet. Cercava l'uomo giusto per condividere un progetto di genitorialità: rispose mio padre ed eccomi qui, con i suoi occhi. Ai tempi in Danimarca la fecondazione in vitro era vietata, e tecnicamente quindi sono stata concepita fuorilegge. Ai miei occhi, sono dei pionieri.
  • [C’è stata qualche forma di magia nell’incontro tra i suoi genitori?] Credo di sì. All'inserzione risposero sette uomini, ma la lettera di mio padre fu la prima. Andarono a cena, e dopo nove mesi c'ero io, concepita al primo tentativo. È stata una connessione immediata, tanto che mia madre decise di non aprire le altre lettere. Dice sempre che se fosse stata etero, come compagno avrebbe scelto lui.
  • [Skriver è il nome di suo padre?] No, entrambi i miei cognomi, Skriver Karlsen, sono di mamma.
  • [È stato difficile decidere con chi dovesse vivere?] Si sono messi d'accordo subito. Sarei stata principalmente da mia mamma e poi, un weekend ogni due, da lui. Nulla di strano, visto che tutti i miei compagni venivano da famiglie di divorziati. Con papà andavo a teatro e a vedere musical. È un biologo marino che sa tutto sulla natura e parla cinque lingue. È stato il mio Google.
  • [Avete mai affrontato il tema del "come" sia stata concepita?] In parte. Avere figli in vitro è divenuto legale quattro anni dopo la mia nascita, quindi gli ospedali si rifiutarono di assisterli. Allora comprarono in farmacia una sorta di kit per la fecondazione, e così accadde. Sono arrivata fin qui, e non ho mai voluto saperne di più.
  • [Il fatto di provenire da un luogo artificiale, freddo, nella sua psiche ha pesato?] Non l'ho mai vista così. Mi sono sentita sempre "made from love", immaginata e concepita nel sentimento più profondo. La prima cosa che mia nonna disse, quando mamma fece coming out, fu "ecco, non avrò mai dei nipoti", e lei ci soffrì. Per mia madre è sempre stato il desiderio più grande.
  • [Anche solo per capire, per empatia, ha mai provato un’esperienza gay?] Ho dato un bacio alla mia migliore amica, da ubriache, perché lei voleva insegnarmi come si facesse. Però non sono mai stata interessata alle ragazze, e per questo quasi mi sentivo in colpa. Da adolescente dicevo a mamma, "Hey, per te va bene lo stesso se le donne non m'attraggono?"
  • [E lei cosa rispondeva?] Rideva. Ama e cerca sempre il meglio dentro ciascuno, mi diceva. E diventa ciò che sei.

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