Karl Krause

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Karl Krause

Karl Christian Friedrich Krause (1781 – 1832), filosofo tedesco.

Citazioni su Karl Krause[modifica]

  • Afferrare il movimento speculativo di Kant, di Fichte, di Schelling e di Hegel per dominarlo e ravviarlo incentrandolo sopra un nuovo principio, fu questo il lodevole ed ardito tentativo di Krause. Ma il tentativo fu duramente contrastato: le menti germaniche quasi invasate dallo spirito dominatore del secolo non vedevan più nulla al di là del puro idealismo; esse giravano con moto necessario dentro all'orbita fatale del trascendentalismo, e mal sentivano il richiamo di un nuovo centro speculativo, che tentava spostare quei quattro soli del mondo germanico. Federico Krause moriva un anno dopo di Hegel; ma il suo sistema rivive tuttora nella scuola da lui fondata. (Giuseppe Allievo)
  • Cartesio e Kant cercarono entrambi nella coscienza la prima verità immediata, da cui pigli le mosse la scienza. Ma qual è poi il fatto primitivo della coscienza, e quindi la verità che si presenta la prima di ogni altra nell'ordine logico dello sviluppo del pensiero umano? Pel filosofo francese [Cartesio] il primo atto posto dall'anima nostra è un ragionamento entimematico[1], mercé cui lo spirito umano apprende sé stesso come esistenza pensante: io penso, dunque sono. Per il critico di Koënisberg [Kant] il pensiero primordiale da cui iniziasi la cognizione è un giudizio. Federico Krause sostiene in contrario, che il fatto primitivo della coscienza, il punctum saliens del sapere è la nozione del me umano pura, semplice, indeterminatissima: in sua sentenza, il soggetto nostro prima di determinare sé stesso col mezzo di un giudizio o di un ragionamento, prima di affermare di sé la tale o talaltra proprietà particolare, afferma ed intuisce in modo confuso tutto sé stesso senza né escludere né designare veruno de' suoi attributi, od atti, o modi di essere; ed in questa indeterminala intuizione, che noi abbiamo della nostra essenza una ed intiera al di sopra di ogni distinzione, risiede a suo avviso il punto da cui ha da muover la scienza. Così Krause si avvisava di aver innovata e compiuta la teoria di Cartesio e di Kant su questo momentoso[2] argomento. (Giuseppe Allievo)
  • Quanto poi al panteismo, [...] Krause si tenne sicuro di averlo scansato col pronunciare che Dio è personalità ed intelligenza infinita, che egli non è né lo spirito, né la natura, né l'umanità in particolare, ma la loro unità superiore e quindi distinta, l'essenza eminente, in cui sono contenute le essenze finite non come parti integrali di un tutto, ma come i colori si contengono nella luce che permane distinta da essi. L'universo tutto è in Dio, ma non è Dio: l'essenza divina è l'identità di essenza di tutte le cose mondiali, ma non è né ciascuna di esse in particolare né il loro aggregato: epperò questa immanenza od inesistenza di tutte cose in Dio non è, agli occhi di Krause, panteismo, ma teismo, o meglio pan-en-teismo (tutto in Dio). (Giuseppe Allievo)

Note[modifica]

  1. Cfr. voce su Wikipedia.
  2. Importante.

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