Kurt Tucholsky

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Kurt Tucholsky a Parigi nel 1928

Kurt Tucholsky (1890 – 1935), giornalista e scrttore tedesco.

Berlino! Berlino![modifica]

Incipit[modifica]

Quamquam ridentem dicere verum | Quid vietat?
Su questa città non c'è cielo. Che vi brilli il sole è cosa opinabile; in ogni caso il sole lo si vede solo quando abbaglia chi vuole attraversare il Damm. Del clima si dice male, ma in realtà a Berlino non esiste clima.
Il berlinese non ha tempo. Il berlinese per lo più viene da Poznań o da Breslavia e non ha tempo. Ha sempre qualcosa in programma: telefona, prende appuntamenti, a cui poi di regola arriva esausto e con un po' di ritardo, e ha sempre moltissimo daffare.

Citazioni[modifica]

  • In questa città non si lavora, si sgobba. Il berlinese non è laborioso, però è sempre in movimento. Purtroppo ha dimenticato completamente perché mai si stia al mondo.
  • Il berlinese non sa conversare. Talora si vedono due persone che parlano insieme, ma non è che conversano, si recitano l'un l'altro il proprio monologo.
  • La berlinese è obiettiva e chiara. Anche nell'amore. Segreti non ne ha. È una brava, cara ragazza che il galante autore di canzonette locali celebra molto e di buon grado.
  • Il berlinese non ha molto dalla vita, salvo il fare quattrini.
  • Il berlinese sbrodola giù la sua giornata tutta d'un fiato e quando è finita è stata fatica e lavoro.
  • I berlinesi non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro [...]. Non vogliono saperne di nessuno e ognuno vive per proprio conto.
  • Ogni anno in villeggiatura il berlinese vede che anche su questa terra è possibile vivere.

Salute al futuro[modifica]

Incipit[modifica]

Caro lettore del 1975!
Stai rovistando nella biblioteca, trovi per caso la «Monna Lisa», ti fermi e leggi. Buon giorno!
Sono molto confuso: la moda del vestito che indossi è molto diversa da quella mia di allora ed anche il cervello lo porti in un'altra maniera...
Attacco tre volte di seguito: ogni volta con un altro argomento, bisognerà pure entrare in contatto... Ed ogni volta debbo rinunciarci: non ci capiamo affatto.

Citazioni[modifica]

  • Sorridi, la mia voce dal passato suona impotente e tu sai tutto meglio di me. Debbo raccontarti quello che tiene occupata la mente in questo mio paesello temporale? Ginevra?, La prima di Shaw? Thomas Mann? La televisione? Un'isola d'acciaio nell'oceano come area di sosta per gli aerei?
  • Naturalmente non avete risolto il dilemma «lega dei popoli o Paneuropa?»; l'umanità i dilemmi non li risolve, ma li pianta lì.
  • E ghigno già oggi al pensiero di quando dirò «Bismarck» e tu dovrai ricordarti chi fosse: non hai idea di quanto sia fiera della sua immortalità la gente che mi circonda.

Procreazione[modifica]

Incipit[modifica]

I processi biochimici sono noti.
Esternamente si vide la finestra spoglia, senza tende, dapprima grigio-chiara e poi grigio-azzurra, mentre il cielo si faceva biancastro. La prima a destarsi fu la donna. Con indosso una camicia sporca e i capelli scarmigliati che le pendevano in faccia, si guardò intorno avvilita. Considerò il ciarpame disordinato della stanza.

Citazioni[modifica]

  • Meno possiede la gente e più sono piene le stanze.
  • La stanza sembrava uscita da un verbale di polizia, quasi la fotografia del luogo del delitto.

Bibliografia[modifica]

  • Kurt Tucholsky, Prose e poesie, Guanda Editore, 1977; citato in La Lettura, a cura di Luigi Brioschi, Rizzoli Editore, dicembre 1977.

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