Otto von Bismarck

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Otto von Bismarck

Otto Eduard Leopold von Bismarck (1815 – 1898), politico tedesco.

Citazioni di Otto von Bismarck[modifica]

  • Il solo sano fondamento di un grande stato – e in ciò questo si distingue essenzialmente da un piccolo stato – è l'egoismo statale, non il romanticismo; e non è degno di un grande stato contendere per una questione che non rientra nel suo particolare interesse.[1]
  • La maggioranza ha molti cuori, ma manca di un cuore.[2]
  • La politica è l'arte del possibile, la scienza del relativo.[3]
  • [A chi gli chiedeva come si sarebbe comportato nel caso di uno sbarco degli inglesi nello Schleswig-Holstein] Li farò arrestare![4]
  • Nemmeno il re ha diritto di subordinare l'interesse dello stato alle sue simpatie o antipatie personali.[3]
  • [Guglielmo II di Germania] Non ha nessun senso nelle proporzioni![5]
  • Per amor del cielo, nessuna alleanza sentimentale in cui la consapevolezza della buona azione sia l'unico compenso per il nostro sacrificio.[3]
  • Quando si dice d'essere d'accordo su una certa cosa in linea di principio, significa che non si ha la minima intenzione di metterla in pratica.[6]
  • [...] una politica sentimentale non conosce reciprocità; è una particolarità esclusivamente prussiana.[7]

Citato in Franz Herre, Bismarck[modifica]

  • L'uomo di stato non è mai in grado di creare qualcosa da sé; egli può solo aspettare e tendere l'orecchio finché non ode il passo di Dio risuonare negli eventi; a questo punto egli può balzare in avanti e afferrare un lembo del suo mantello – questo è tutto. (p. 116)
  • Possiamo sì spostare in avanti le lancette dell'orologio, ma non per questo il tempo scorre più velocemente; la capacità di sapere attendere l'evolversi degli avvenimenti rappresenta una condizione preliminare per una politica concreta. (p. 240)
  • Lo statista deve vedere per tempo che cosa sta per arrivare e regolarsi di conseguenza. Qualora manchi di farlo le sue misure giungeranno per lo più troppo tardi. Quando il treno è stato istradato su un binario sbagliato e incomincia a scendere la china, se le viti dei freni sono allentate nessuna forza lo preserverà dallo schianto. (p. 419)
  • Ciò che su questa terra impressiona e commuove, ciò che solitamente può essere rappresentato con mezzi umani possiede sempre una parentela con l'angelo caduto, che è bello ma non conosce requie, che è grande nei suoi piani e nei suoi sforzi, ma che non ha successo, che è fiero e triste. (da uno scritto del 1847 alla moglie Johanna von Puttkamer) (p. 424)

Attribuite[modifica]

Zeitungsschreiber ein Mensch, der seinen Beruf verfehlt hat.
Macht geht vor Recht

Discorsi[modifica]

  • Accetto con gratitudine la più aspra critica, se soltanto rimane imparziale. (30 novembre 1874)
  • Gli stupidi dicono che imparano dall'esperienza, io preferisco imparare dall'esperienza degli altri.
  • Mai fidarsi di un russo, perché un russo non crede neanche a se stesso.
  • Nei conflitti europei, per i quali non c'è un tribunale competente, il diritto si fa valere solo con le baionette. (22 gennaio 1864[10])
  • Non si mente mai così tanto prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia.
  • Quanto più forti siamo, tanto meno probabile è la guerra. (11 gennaio 1887)
  • Un vero statista, quando gli viene a mancare il nemico, se lo deve inventare.

Citazioni su Otto von Bismarck[modifica]

  • Col suo connubio contro natura tra federicianesimo e bonapartismo Bismark raggiunse se non altro uno scopo – non certo per il bene della Germania e dei tedeschi: separò alleati naturali quali il nazionalismo e la liberal-democrazia. Il primo egli l'usò a guisa di una scopa di cui non si sarebbe mai più liberato. La seconda la ricacciò in un angolo dal quale non sarebbe più uscita allo scoperto per un lungo tempo. (Franz Herre)
  • E ghigno già oggi al pensiero di quando dirò «Bismarck» e tu dovrai ricordarti chi fosse: non hai idea di quanto sia fiera della sua immortalità la gente che mi circonda. (Kurt Tucholsky)
  • Ho sempre ammirato Bismarck non tanto per il suo genio quanto per la forza colossale della sua volontà che il mondo vide agire costantemente, ordinatamente, inesorabilmente come una energia della natura. In questo egli mi pare quasi sovrumano. Nella lucidità meravigliosa del pensiero e della parola, nello sdegno delle idealità vaghe, delle astrazioni metafisiche mi pare quasi sovratedesco; e osservo che la Provvidenza per fare una e grande la nazione germanica ha suscitato in mezzo a lei un uomo disforme in molte parti da lei, come per fare una e grande la nazione italiana ha suscitato un uomo che non aveva intelletto d'arte. (Antonio Fogazzaro)
  • L'Eracle prussiano, quale Bismark era già considerato dai pochi amici ancora rimastigli, era costretto a compiere una fatica erculea via l'altra. Evocando il diritto di autodeterminazione, confinò il britannico leone di Nemea nella caverna insulare. Catturò col cappio polacco il russo cinghiale d'Erimanto. Allettò con compensazioni il francese toro di Creta spingendolo dove gli tornava utile. L'Eracle-Bismarck era inoltre sul punto di domare il Cerbero austriaco e di rispedirlo nell'Ade, ripulendo le stalle d'Augia del particolarismo tedesco e riportando nella sua riserva prussiana i buoi di Gerione, vale a dire principi e principini tedeschi.
    Egli convinse infine il proprio re di essere l'unica persona in grado di cogliere per lui i pomo d'oro delle Esperidi rappresentati da vittoria fama e grandezza. A rimanere incerta era ancora la lotta con l'idra di Lerna, il parlamento, che da ogni testa mozzata ne generava altre due, nonché con gli uccelli del lago Stinfalo, vale a dire i nazionalisti tedeschi che il sonaglio di ferro dell'Eracle prussiano non era ancora riuscito a cacciare dal querceto. (Franz Herre)
  • Otto von Bismarck-Shonhausen per l'unità germanica | si annette mezza Europa. (Rino Gaetano)
  • Tu sei la Forza. Avanti dunque o conte, | principe, duca, esci dal tuo maniero, | galoppa sulla cupa eco del ponte, || corri pel mondo, ancora tuo!... Guerriero | dalla lunga ombra, ferma il tuo cavallo | nel campo, sotto quello stormo nero! (Giovanni Pascoli)

Note[modifica]

  1. Citato in Fumagalli, pp. 607-608.
  2. Citato in Focus n. 62, p. 181.
  3. a b c Citato in Kissinger, p. 92.
  4. Citato in Fumagalli, p. 680.
  5. Citato in Cesare Marchi, in Le ultime monarchie, p. 33, 1973, Istituto Geografico De Agostini.
  6. Citato in Focus n. 117, p. 183.
  7. Citato in Kissinger, p. 91.
  8. Citato in Fumagalli, p. 267.
  9. Bismarck smentì sempre di aver pronunciato questa frase attribuitagli. Cfr. Fumagalli, p. 165.
  10. Citato in Focus n. 85, p. 180.

Bibliografia[modifica]

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