L'uomo delle stelle

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L'uomo delle stelle

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Titolo originale

L'uomo delle stelle

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1995
Genere drammatico
Regia Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura Giuseppe Tornatore, Fabio Rinaudo
Produttore Vittorio Cecchi Gori, Rita Rusic, Cecchi Gori Group
Interpreti e personaggi

L'uomo delle stelle, film italiano del 1995 con Sergio Castellitto, Tiziana Lodato e Leo Gullotta, regia di Giuseppe Tornatore.

Frasi[modifica]

  • El quinto, el quinto, el Quinto Regimiento de mi vida, el quinto regimiento de mi muerte. El dieciocho de julio en el patio de un convento el pueblo madrileño fundó el Quinto Regimiento. Con Líster y Campesino, con Galán y con Modesto, con el comandante Carlos no hay miliciano, con miedo. Anda jaleo, jaleo suena la ametralladora y Franco se va a paseo. Con los cuatro batallones que Madrid ván defendiendo se va lo mejor de España, la flor más roja del pueblo. Con el quinto, quinto, quinto, con el Quinto Regimiento madre yo me voy al frente para las líneas de fuego. Anda jaleo, jaleo suena la ametralladora y Franco se va a paseo. (muto del paese)

Dialoghi[modifica]

  • Pastore: Io faccio il pastore, questo ci posso dire.
    Giuseppe Romolo Morelli: Perfetto, parla da' pastorizia.
    Pastore: La cosa bella di essere pastore è che con le stelle ci ragiona. I paesani non li talíano mai alle stelle, invece il pastore, in campagna, di notte, è diverso. Io dalle volte guardo le stelle e parlo: "Ma vero c'è il mondo?", non ci credo che c'è il mondo, sono farfanterie. Lo penso pure quando talío un coniglio ammazzato. L'occhio pare sempre vivo e mi talía, come quando si talía un quadro. Io una volta l'ho visto un quadro, e pure che mi muovevo di una parte e dall'altra talíava sempre a me.
  • Dottor Mistretta [in automobile]: Missionaria pure lei [parlando della prostituta Caterina]. La guardi, la guardi. Arriva da Palermo tutti i martedì. Scapoli, braccianti, zolfatari, aspettano tutti la settimana. Lei arriva e in una notte li fa tutti! La mattina riparte e la sera si comincia in un altro paese.
    Giuseppe Romolo Morelli: Poracci.
    Dottor Mistretta: Eh sì, poveri e ingannati. Ingannati da tutti: da Dio, dallo Stato, dagli uomini, e se mi permette ingannati anche da lei, dottor Morelli.
    Giuseppe Romolo Morelli: Ma come si pe... Che intende dire, dottore, scusi? Io sono un professionista serio!
    Dottor Mistretta: Lo so che lei è un professionista del cinema. Io non volevo offenderla, ma mettiamo sul piano sociale e morale: le pare giusto promettere ricchezza, gloria, a questa povera gente che ha bisogno lavoro, pane, tranquillità, progresso, giustizia? [passa mafioso appena arrestato dai carabinieri]
    Giuseppe Romolo Morelli: Saranno pure tutti poveri e ingannati dottore mio, ma io da quando sto qui ho visto solo pazzi come quello, e banditi e fanatici e poliziotti e criminali e spie e rivoluzionari, e che è! E nun stanno mai fermi! No! C'hanno sempre 'na cosa da fare e ne vorrebbero fare n'altra! Ma che cazzo sono venuto a...Scusi se mi esprimo così. Ma che è sta Sicilia?! Ma che è?! Un pentolone che bolle e bolle! E nun se capisce perchè, scusi! Me lo dica lei perchè!
    Dottor Mistretta: Caro amico, la storia la si capisce solo quando è troppo tardi. Io non so cosa bolle nel pentolone, però non vorrei che pochi uomini, venditori di sogno come lei, stessero preparando una gran bella festa per pochi invitati. [prendono una buca]
    Dottor Mistretta: Che fa, ci vogliamo ammazzare?
    Giuseppe Romolo Morelli: Ma non era grave il suo ammalato?
    Dottor Mistretta: Vada piano, tanto quel disgraziato muore lo stesso.

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