Laurie Penny

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Laurie Penny nel 2013

Laurie Penny (1986 – vivente), giornalista e scrittrice britannica.

Citazioni di Laurie Penny[modifica]

  • [Sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America] Come reality televisivo questo format è ormai trito. La storia è infantile e semplicistica. Se devo sorbirmi un gruppo di uomini bianchi iperaggressivi e intercambiabili e una quota minima di minoranze etniche che dicono frasi agghiaccianti accompagnati da una colonna sonora rock, preferisco guardare un film di Tarantino.[1]
  • Gli Stati Uniti sono pieni di estremisti di destra armati fino ai denti e convinti che le leggi valgano solo per gli altri.[2]
  • L'informazione è potere, e c’è chi vuole tenerla tutta per sé.[3]
  • La femminilità è diventata un marchio.[4]
  • La parità dei sessi sta tornando indietro come una bigotta che scappa da una riunione di ragazze madri.[5]
  • Le donne sono alienate dal loro corpo sessuale e sono tenute ad acquistare i princìpi base del loro genere.[6]
  • Questa cultura preferisce sempre le donne che occupano meno spazio possibile.[7]
  • Se Facebook è un paese, allora il suo sistema di governo è la dittatura aziendale.[8]

Note[modifica]

  1. Da Il presidente degli Stati Uniti va eletto da tutto il mondo, internazionale.it, 24 febbraio 2016.
  2. Da I terroristi bianchi degli Stati Uniti, Internazionale, n. 1131, 4 dicembre 2015, p. 40.
  3. Da Aaron Swartz poteva cambiare il mondo, Internazionale, n. 1144, 11 marzo 2016, p. 38.
  4. Citato in AA.VV., Il libro del femminismo, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 300. ISBN 9788858022900
  5. Da Femministe non pentite, Internazionale, n. 993, 29 marzo 2013, p. 36.
  6. Citato in AA.VV., Il libro del femminismo, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2019, p. 301. ISBN 9788858022900
  7. Da La bellezza non conta, Internazionale, n. 1002, 31 maggio 2013, p. 32.
  8. Da Gli esperimenti totalitari di Facebook, Internazionale, n. 1059, 11 luglio 2014, p. 36.

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