Le ali di Honneamise

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Le ali di Honneamise

Titolo originale

王立宇宙軍 オネアミスの翼
Ōritsu uchūgun - Oneamisu no tsubasa

Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno 1987
Genere fantascienza
Regia Hiroyuki Yamaga
Sceneggiatura Hiroyuki Yamaga
Produttore Hiroaki Inoue, Hirohiko Sueyoshi
Doppiatori italiani

Le ali di Honneamise, film d'animazione giapponese del 1987, regia di Hiroyuki Yamaga. È il primo film di animazione prodotto dallo studio giapponese Gainax.

Incipit[modifica]

  • Chi può mai dire se fu una fortuna o una sfortuna. Ero un ragazzo come tanti: ceto medio, cresciuto in campagna. C'erano alberi, ruscelli... Appartenendo alla classe media non soffrii mai le privazioni dei poveri, né conobbi le frustrazioni dei ricchi. Probabilmente fu un vantaggio. Ma quando ero piccolo sapevo quello che volevo: solo la marina aveva i jet. Jet velocissimi. Volavano molto in alto e molto veloci. Io volevo sentire quelle ali. Sarei diventato un pilota e avrei toccato il vento. La marina non mi volle, beh... non potè accettarmi. Mi diplomai alla mia scuola ma con una votazione non proprio entusiasmante. Volevo raggiungere altezze inimagginabili. Ma fallii... e riatterai nel bel mezzo, proprio nel bel mezzo, del corpo spaziale. (Shirotsugh Lhadatt)

Dialoghi[modifica]

  • Generale Khaidenn: Non è stata la civiltà a creare la guerra. Diciamo piuttosto che è stata la guerra a creare la civiltà.
    Shirotsugh Lhadatt: Di chi è questa frase? Non la conosco.
    Generale Khaidenn: Mia naturalmente. Dall'oscurità dell'era primitiva l'umanità ha impiegato migliaia di anni per arrivare a questo punto di evoluzione e che cosa abiamo ottenuto? Abbiamo risolto i problemi fondamentali che affligevano i nostri antenati? Quand'ero giovane avrei tanto voluto fare lo storico...
    Shirotsugh Lhadatt: E allora perché non l'ha fatto?
    Generale Khaidenn: Perché scoppiò la guerra. E io mi arruolai nell'esercito. Risposi alla chiamata della patria e combattei per difendere il paese dall'invasore. Ma ben presto mi resi conto che senza un minimo di senso morale eravamo tutti condannati a ripetere il nostro sanguinoso passato tribale. Provai una gran rabbia... Non ero un soldato, capisci? A me interessava solo la storia. E la storia in fondo non è che un gioco senza fine... termina unicamente quando l'ultimo giocatore perde tutto. L'orgoglio ci impedisce di accettare il fatto che non siamo così diversi dalle scimmie: ripeteremo i nostri errori o possiamo cambiare. Il consiglio più importante che posso darti è questo: sii consapevole della tua situazione e di quella di chi ti circonda e chiediti sempre "Che cosa devo fare? Che cosa non devo fare?" Fidati solo degli occhi che hai sopra il naso. Cosa vedi quando osservi la realtà con essi?
    Shirotsugh Lhadatt: Le gambe di quella ragazza.
    Generale Khaidenn: Eh... Tu vedi gli alberi e non la foresta...

Frasi[modifica]

  • Dio è tutto. È il fuoco vivente. Gli esseri umani vennero creati nell'oscurità, senza alcuna conoscenza della potenza del fuoco. Le nostre sofforenze cominciarono con Dao. Egli rubò una torcia a Dio e fuggì veloce come il vento. Ma a sua insaputa, nel fuoco divino ardeva una maledizione segreta. Dopo qualche tempo, Dao tornò da Dio con la torcia rubata che bruciava fiammeggiante, alimentata dai suoi sette figlioli morti. Dio allora parlò a Dao e gli disse: "Tutti i figli che nasceranno da te subiranno il destino che tu hai scelto per loro. E così d'ora in poi, essi si uccideranno l'un l'altro finché l'umanità non avrà fine." (passo tratto dal libro sacro di Riquinni Nonderaiko)
  • Qualcuno mi sente? Sono il primo uomo nello spazio. Se guardate in cielo forse riuscirete a vedermi, sennò... ascoltatemi, vi prego. Siamo usciti dagli oceani e abbiamo scalato le montagne. Io... io sto volando! Abbiamo scoperto il regno incontaminato di Dio. Dovete guardare ora, è la vostra unica possibilità. Qui non c'è ancora niente: non c'è né aria né acqua da avvelenare. Presto un altro uomo mi seguirà in questa impresa e poi un altro e nella furia di scoprire forse distruggeremo di nuovo tutto. Forse il bisogno di uccidere nasce dall'angoscia di essere confinati. Vi prego, ascoltatemi, non c'è più ragione di uccidere perché ora non abbiamo più confini. Qualcuno di voi riesce a sentirmi?! Se mi avete ascoltato pregate con me... La più umile di tutte le cose e la più nobie. Pregate per ogni singolo passo che muovete. Imboccate una via, sicura, così che coloro che vi seguiranno non inciampino mai. Mio Signore, ti prego, concedi la tua clemenza a noi che ci siamo smarriti. Perdona tutti gli irresponsabili, tutti i peccatori che ti pregano dall'oscurità e invocano la grazia della tua luce. (Shirotsugh Lhadatt)

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