Le mani sulla città

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Le mani sulla città

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Rod Steiger in una scena del film

Titolo originale

Le mani sulla città

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1963
Genere drammatico
Regia Francesco Rosi
Soggetto Francesco Rosi, Raffaele La Capria
Sceneggiatura Enzo Forcella, Raffaele La Capria, Enzo Provenzale, Francesco Rosi
Produttore Lionello Santi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Le mani sulla città, film italiano del 1963, regia di Francesco Rosi.

Incipit[modifica]

Nottola: Lo so che la città sta là e da quella parte sta andando perché il piano regolatore così ha stabilito. Ma è proprio per questo, che noi da là, la dobbiamo fare arrivare qua.
Primo collaboratore: E ti pare una cosa facile?
Secondo collaboratore: E cambiamo il piano regolatore?
Terzo collaboratore: Che cosa?
Secondo collaboratore: Eh, mo' cambiamo il piano regolatore...
Nottola: Non c'è bisogno. La città va in là, e questa è zona agricola, e quanto la puoi pagare oggi, trecento, cinquecento, mille lire al metro quadrato? Ma domani, questa terra, questo stesso metro quadrato ne può valere sessanta, settantamila e pure di più. Tutto dipende da noi. Il cinquemila percento di profitto. Eccolo là, quello è l'oro oggi.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Questo non è un fatto isolato! I morti di ieri e quelli che li hanno preceduti sono le vittime della vergognosa speculazione privata che ha cambiato la faccia della nostra città e che dilaga sempre di più perché trova consenso e complicità perfino tra gli uomini seduti in quest'aula, su questi banchi! (De Vita, al consiglio comunale)
  • Napoli sono due città, una è esterna alla luce del sole, l'altra, sotterranea. Insomma il suolo su cui si costruisce è come la forma di una groviera piena di buchi. (Ingegnere del Comune)
  • Maglione, il denaro non è un'automobile che la tieni ferma in un garage, è come un cavallo, deve mangiare tutti i giorni. (Nottola)
  • Caro Balsamo, in politica l'indignazione morale non serve a niente, l'unico grave peccato sa qual è? Quello di essere sconfitti. (De Angelis)

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