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Giovanni Schiaparelli

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Giovanni Schiaparelli

Giovanni Virginio Schiaparelli (1835 – 1910), astronomo e storico della scienza italiano.

Scritti sulla storia della astronomia antica[modifica]

Incipit[modifica]

In ogni suo periodo sinodico Venere diventa due volte visibile all'occhio nudo, una volta a levante come stella del mattino, un'altra volta a ponente come stella della sera. Il principio e la fine di questi due intervalli di visibilità danno luogo dunque a quattro fenomeni che si ripetono periodicamente, sebbene con periodi non interamente uniformi. La determinazione di queste quattro epoche nelle quali Venere appare o scompare in Oriente od in Occidente è stata oggetto di lunghe serie di osservazioni fatte dagli astronomi babilonesi già in tempi relativamente antichi; e una parte di tali osservazioni è venuta fuori negli scavi di Ninive.

Citazioni[modifica]

  • Ma pochi anni dopo Copernico venne Tycho Brahe coi suoi grandi ed accurati istrumenti a preparare quel materiale di osservazioni copiose ed esatte, quale appunto il momento richiedeva; e fortuna volle, che questo materiale al mancar di Ticone fosse affidato alle mani di quel raro geometra e raro calcolatore, che fu Giovanni Keplero; [...]. (cap. XVIII, A proposito di una storia dei sistemi planetari da Talete a Keplero, pp 334-335)

Incipit di alcune opere[modifica]

La vita sul pianeta Marte[modifica]

Nelle belle sere dell'autunno passato una grande stella rossa fu veduta per più mesi brillare sull'orizzonte meridionale del cielo; era il pianeta Marte, che si accostava per qualche tempo alla Terra in una delle sue apparizioni, solite a ripetersi ad intervalli di 780 giorni. Nella schiera degli otto pianeti principali Marte occupa, per volume, il penultimo luogo; il solo Mercurio è più piccolo di lui. Ma in certe posizioni, in cui egli ritorna ad intervalli di sedici anni, Marte può avvicinarsi alla Terra più dell'usato, brillando più di ogni altro pianeta, Venere sola eccettuata; ed in tali contingenze tanto arde di luce rossa, da meritare il nome, che i Greci gli diedero, di Pyrois (infocato).

Le stelle cadenti: tre letture[modifica]

Eccomi quest'oggi da voi, o signori, coll'intento di soddisfare alla promessa, da me data nell'antecedente adunanza dell'Istituto, di dare qualche dichiarazione sui recenti progressi che si sono fatti nello studio delle stelle cadenti. Io cercherò di far comprendere la ragione del grande interesse, che negli ultimi tempi la considerazione di questi fenomeni ha destato in tutti quelli che si occupano dei grandi avvenimenti dell'Universo, e di indicare per qual serie di singolari vicende codesti piccolissimi corpi, il cui apparire è poco meno rapido di quello del lampo, sono caduti sotto il dominio dell'Astronomia, cioè di una scienza, che a buon diritto si può chiamare la scienza dell'infinito e dell'eternità. Dirò qual è il significato, che all'ultima grande pioggia meteorica del 27 novembre passato si deve attribuire, quali previsioni essa ha confermato e quali speranze essa ha destato nei cultori di questo studio.

Notizie sull'osservatorio di Brera in Milano[modifica]

L'Osservatorio (o Specola astronomica) di Milano, collocato nell'angolo Sud-Est del Palazzo di Brera, ebbe origine nel 1760 per opera e per impulso dei PP. Pasquale Bovio e Domenico Gerra, lettori nel Collegio dei Gesuiti: e fino al 1773 fece parte di tal Collegio e fu considerato come proprietà di esso. La fabbrica dell'Osservatorio data dal 1764, e fu eseguita sotto la direzione e in parte anche con elargizioni del P. Boscovich.

Topografia e clima di Milano[modifica]

La città, di Milano è collocata quasi nel centro della pianura del Po. Il suo orizzonte domina tutte le Alpi occidentali e settentrionali fino ai monti del Trentino e di Verona, e tutto l'Appennino fino al monte Cimone, che sovrasta a Pistoja. Fra il monte Cimone e il monte Baldo di Verona la veduta si estende liberamente a levante verso l'Adriatico e non è limitata che dalla curvità della superficie terrestre.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]