Letteratura apocalittica

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Citazioni sulla letteratura apocalittica.

  • I profeti [...] avevano annunciato le grandi promesse di Dio al popolo d'Israele in dipendenza dell'atteggiamento futuro di costui. L'Apocalittica al contrario non conosce tali condizioni; ciò che fu profetato, deve avverarsi infallibilmente; essa tratta gli avvenimenti umani quasi fossero avulsi dal mondo attuale, o fossero semplicemente oggetto di assoluti decreti divini. Inoltre i profeti avevano discusso soprattutto la vita d'Israele che si svolgeva sotto i loro occhi, e per lo più non oltrepassando i singoli episodî; molto più raramente, nei passi di maggior levatura, essi spingono lo sguardo in un lontano avvenire del loro popolo, considerato ad ogni modo come in relazione col momento presente (basterebbe ciò a mostrare che i profeti erano uomini che avevano fiducia nella storia, e che miravano a dominarla). L'Apocalittica invece si allontana in un doppio senso dal presente: primo, perché si spinge avanti in un remoto futuro, e anche quando tratta del presente vuol quasi dissimularlo sotto simboli; in secondo luogo perché si ritira in un remoto passato, attribuendo immancabilmente le sue produzioni a personaggi antichissimi (basterebbe ciò a mostrare che gli scrittori apocalittici avevano sfiducia nei loro tempi, e non riuscivano a dominarli). (Giuseppe Ricciotti)
  • Mentre le profezie antiche erano soprattutto indirizzi morali riguardanti il presente, cui si aggiungeva qua o là la prospettiva di un avvenire migliore, di solito l'apocalisse è uno scritto o un discorso di consolazione, in cui un profeta racconta le visioni di cui è stato testimone. Queste visioni svelano un avvenire che farà dimenticare le sofferenze presenti. Spesso manifestano il trionfo del giudizio e aprono prospettive escatologiche, mentre rivelano anche i misteri dell'aldilà. (La Bibbia di Gerusalemme)

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