Louise Glück

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Louise Glück (1977)
Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (2020)

Louise Elisabeth Glück (1943 – vivente) poetessa, saggista e accademica statunitense.

  • Era caduta neve. Ricordo | della musica da una finestra aperta. || Vieni da me, disse il mondo. | Non voglio dire | che parlasse in frasi distinte | ma che percepivo la bellezza così. || Alba. Una pellicola di umidità | su ogni cosa viva. Pozze di luce fredda | raccolte nei fossi.[1]
  • Questa sera, per la prima volta in tanti anni, | mi è apparsa di nuovo | una visione dello splendore della terra: || nel cielo del crepuscolo | la prima stella sembrava | crescere in luminosità | mentre la terra andava oscurandosi || finché in ultimo non poté divenire più scura. | E la luce, che era la luce della morte, | sembrava restituire alla terra || il suo potere di consolare. Non c'erano | altre stelle. Solo quella | di cui sapevo il nome || poiché nella mia altra vita le ho fatto | torto: Venere, | stella del crepuscolo, | a te dedico | la mia visione, poiché su questa superficie vuota | hai gettato luce sufficiente | a rendere il mio pensiero | nuovamente visibile.[2]

Note[modifica]

  1. Da Ottobre, 3, in Averno, traduzione di Massimo Bacigalupo, il Saggiatore, 2020.
  2. La stella della sera, in Averno, traduzione di Massimo Bacigalupo, Libreria Dante & Descartes - Editorial Parténope, 2019. Citato in Alessandro Rivali, La «terapia» della Natura nell'opera del neo Premio Nobel Luise Glück Un cuore in inverno, osservatoreromano.va, 13 novembre 2020.

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