Luca D'Andrea

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Luca D'Andrea (1979 – vivente), scrittore italiano.

Citazioni Luca D'Andrea[modifica]

  • Al compimento del diciottesimo anno d'età l'altoatesino compie una triplice scelta su carta intestata. Apporre la crocetta: madrelingua tedesca, italiana, ladina. La divisione, quindi, è fra gruppi linguistici. Ed è una divisione permeabile. Tecnicamente se il sottoscritto volesse, potrebbe andare in tribunale e cambiare la propria certificazione di appartenenza linguistica. Da italiano a tedesco con un tratto di penna.[1] 
  • E così, senza che nessuno se ne accorgesse, l’Hockey Club Bolzano divenne la squadra di tutti. La bomba era stata disinnescata da un tizio con i baffoni [Gino Pasqualotto] che, chiusa la carriera sportiva, divenne l’unico ausiliario del traffico al mondo a non aver mai ricevuto un insulto: chi si beccava la contravvenzione la teneva, felice di avere il suo autografo. Pochi mesi fa la sua maglia, la 33, è stata ritirata. Il 20 giugno, a soli 63 anni, anche Crazy Horse se ne è andato.[2]
  • Ogni cittadino (madrelingua italiano, tedesco o ladino) altoatesino ha la responsabilità di mostrare al mondo che la convivenza pacifica e collaborativa non solo è possibile, ma è anche lucrosa. Ricordate? Là dove c'erano povertà e fame, oggi ci sono alberghi a cinque stelle, là dove veniva rifiutato un piatto di minestra a un "madrelingua italiano" oggi ci sono chef stellati ben felici di preparare ogni ben di Dio a chiunque.[1]

Note[modifica]

  1. a b Da Il passaporto dei surfisti d'Alto Adige, Rep.repubblica.it, 20 dicembre 2017.
  2. Da Il campione Gino che cancellò l’odio giocando a hockey, la Repubblica, 22 giugno 2019, p. 19.

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