Ludwig von Benedek

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Ludwig von Benedek

Ludwig August von Benedek (1804 – 1881), militare ungherese, al servizio della Casa d'Austria.

Citazioni di Ludwig von Benedek[modifica]

  • [a chiusura del suo testamento] Ho sopportato nel silenzio anche quest'ultima ignominia, e oggi sono sette anni che subisco filosoficamente il mio triste destino. Non ne porto rancore a nessuno e me ne andrò da questo mondo senza rimpianto, lo spirito tranquillo, portando meco una sola tristezza, quella di aver perduto le mie illusioni di soldato [...].[1]

Citazioni su Ludwig von Benedek[modifica]

  • I quindici anni che Benedek sorvisse[2] alla sconfitta di Königgrätz[3], furono un lento suicidio, ch'egli volle, con sovrumano eroismo imporre a se stesso. Avrebbe potuto vittoriosamente scolparsi, svergognare i veri responsabili del disastro, che invelenivano sul caduto, fatti più audaci dal suo magnanimo silenzio; ma aveva promesso che «né vivente, né d'oltretomba» leverebbe mai la voce a sua difesa, e Benedek tenne scrupolosamente la sua parola con lealtà di soldato, senza mai considerarsi svincolato per l'altrui malafede. Tutti i documenti, tutte le prove che potevano giovare alla sua rivendicazione furono da lui consegnati alle fiamme; nella furia del distruggere bruciò persino, senz'avvedersene, una somma di denaro che aveva, con pietoso pensiero, messa in serbo fra le sue carte per un vecchio domestico. (Alessandro Luzio)
  • Insigne esempio di questa riservatezza stoica, ce lo diede il Maresciallo Von Benedek, quegli che aveva preparato la pappa all'Arciduca Alberto a Custoza[4] e andò, capro espiatorio, convinto, al macello di Sadowa! Davanti alla Commissione d'inchiesta egli non si difese, anzi coprì tutti perché lo aveva promesso all'Imperatore; dopo, quando l'Arciduca Alberto il 4 novembre 1866 si recò da lui e lo assicurò della simpatia e della viva riconoscenza di Francesco Giuseppe pel suo silenzio, e lo pregò di dargli parola che non avrebbe mai rivelato cosa alcuna fino alla morte, il Maresciallo promise... ma tanta sua nobiltà non gli risparmiò gli attacchi de' suoi nemici: l'Arciduca Alberto stesso uccise la sua fama di soldato; egli sofferse e tacque ancora. E alla moglie, che lo invitava a difendersi, rispondeva:
    «Verrà giorno che mi sarà resa giustizia, e se questo giorno non venisse, a me basterà di essere in pace con me stesso, con la mia coscienza e col mio Dio.» (Gian Giacomo Felissent)

Note[modifica]

  1. Citato in Gian Giacomo Felissent, Il generale Pianell e il suo tempo, Fratelli Drucker, Verona-Padova, 1902, cap. 1, p. 8.
  2. Sopravvisse.
  3. Battaglia di Königgrätz o di Sadowa, evento conclusivo della guerra austro-prussiana del 1866.
  4. A Custoza, il 24 giugno 1866, nella terza guerra d'indipendenza italiana, le truppe austriache al comando dell'arciduca Alberto d'Asburgo avevano sconfitto l'esercito italiano.

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