Luigi Gaetti

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Luigi Gaetti (1959 – vivente), medico e politico italiano.

Citazioni di Luigi Gaetti[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il mais OGM deriva dalla modificazione del DNA di una pianta di mais, in cui è stato inserito un gene di un batterio (il bacillus thuringiensis, che codifica la proteina CrylA) che la rende resistente all'attacco di una larva della piralide. La piralide è il principale insetto fitofago del mais. Le erosioni delle cariossidi compiute dalle larve favoriscono lo sviluppo di funghi tossigeni. Il controllo della piralide in campo riduce quindi il rischio di sviluppo di questi funghi, con conseguenti minori livelli di micotossine, in particolare di fumonisine. Queste tossine possono essere dannose, causando nell'uomo difetti di sviluppo del tubo neurale e, da alcuni autori sono state messe in relazione con il cancro all'esofago.[1]
  • Anche l'importanza che taluni danno agli OGM per l'incremento della produttività, al fine di ridurre la fame nel mondo, non risponde al vero: dal 1996, anno in cui sono state seminati i primi OGM per la commercializzazione, nonostante la superficie agricola totale sia aumentata di circa il 6 per cento, non c'è stata una riduzione della fame del mondo.[1]
  • Gli OGM non sono indispensabili per aumentare la produzione, non hanno ridotto la fame nel mondo, riducono la biodiversità, impoveriscono l'agricoltura italiana, riducono ulteriormente la sovranità e la sicurezza alimentare del nostro Paese, rendono i contadini dipendenti dalle multinazionali e sono potenzialmente dannosi per la nostra salute. Allora, perché autorizzarli? Come al solito, in Italia si socializzano le perdite e qualcuno capitalizza gli utili.[1]
  • Signor Presidente, illustro gli emendamenti 1.14 e 1.23. Il primo emendamento prevede che al comma 1, capoverso "Art. 416-ter", primo comma, dopo le parole: "altra utilità" siano inserite le seguenti: ", ancorché di carattere non patrimoniale,". Abbiamo visto l'importanza dei beni non economici, e fino ad ora si è sempre parlato dell'aspetto patrimoniale o di altra utilità ritenendo che tutto possa essere quantificato. In realtà, il diritto dimostra come ci siano beni estremamente importanti che non hanno una quantificazione di tipo patrimoniale. Fra questi, vogliamo ricordare, ad esempio, i diritti della persona, il diritto alla vita ed alla integrità fisica, all'onore e i diritti di famiglia. È proprio per questo che voglio evidenziare come oggi la politica si renda serva della mafia in cambio di beni non patrimoniali. Prendiamo, ad esempio, il politico che allontana un carabiniere o un poliziotto, qualcuno che fa il suo dovere ed indaga sulla mafia: questa intercessione non ha un corrispettivo economico, ma in realtà al mafioso è molto utile.[2]
  • Tutti gli studiosi dei fenomeni mafiosi sono concordi nell'affermare che solamente cambiando l'etica civile ed il comune sentire potremo cambiare questa società. Finché non verranno ribaltate le prospettive per cui chi delinque e chi ruba è un delinquente e non un furbo, non saremo in grado di fare passi in avanti.[2]
  • Vorrei poi sottolineare il fatto che giovedì scorso si è detto di fare in fretta, che dobbiamo fare in fretta ad approvare questo provvedimento. Ma vorrei ricordare che giovedì scorso per due volte è mancato il numero legale, quindi la grande fretta non era poi invece fattiva. Vorrei concludere con le affermazioni che ha fatto ieri il procuratore Gratteri in Commissione antimafia, il quale ha detto che bisogna rendere rischioso l'essere mafioso e che non deve convenire delinquere. Bene, se gli esperti ci dicono queste cose, è veramente stupefacente che voi qui dentro facciate esattamente il contrario.[2]
  • Appare evidente che investire nella prevenzione primaria non rende in termini elettorali. I risultati si percepiscono nel lungo periodo e non sono spendibili subito, mentre al politico interessano proposte di immediata attuazione. Inoltre, la prevenzione è globale e non genera interessi economici focalizzati ai pochi gruppi di potere.[3]
  • Studi scientifici pubblicati sulle più importanti riviste mondiali evidenziano come gli stili di vita, in particolare i buoni comportamenti relazionali - si ottengono con un aumento del livello di istruzione, con un miglioramento delle condizioni delle attività lavorative manuali e con una buona promozione dei rapporti sociali - e una corretta alimentazione possono ridurre il numero dei malati, ritardarne l'insorgenza e rallentare la progressione della malattia.[3]
  • Seguiamo la nostra dieta mediterranea, con il nostro olio extravergine di oliva, e non il lampante spagnolo; con i nostri frumenti, come la timilia e il senatore cappelli, e non quelli con marchio registrato di cui paghiamo le royalty come il kamut; con i nostri pomodori, e non quelli che arrivano da Paesi sconosciuti che permettono l'uso incontrollato di pesticidi di cui non conosciamo neanche l'esistenza. Ricordo che ormai è stato dimostrato che molti di quei pesticidi sono causa di malattie come il Parkinson, malattie che in Francia sono state dichiarate professionali. Tutto questo evidenzia che dobbiamo prestare una certa attenzione nei confronti del nostro ambiente: attenzione che con altre mozioni, come quella relativa all'utilizzo del CSS nei cementifici, non abbiamo in questa sede prestato.[3]
  • Rivolgo quindi un invito pressante ai ricercatori perché non diffondano false speranze, che creano dolorose illusioni in chi è colpito dalla malattia e nei suoi familiari. La vera scienza non ha bisogno di campagne pubblicitarie, perché si autopromuove attraverso i vantaggi che produce nel tempo.[3]

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Senato della Repubblica Italiana – Legislatura XVII – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 022 del 15 maggio 2013. Roma, 15 maggio 2013.
  2. a b c Citato in Senato della Repubblica Italiana - Legislatura XVII - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 230 del 15 aprile 2014". Roma, 15 aprile 2014.
  3. a b c d Citato in Senato della Repubblica Italiana – Legislatura XVII – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 235 del 23 aprile 2014. Roma, 23 aprile 2014.

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