Luigi Guercio

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Luigi Guercio (1882 – 1962), sacerdote e latinista italiano.

Citazioni di Luigi Guercio[modifica]

  • Quando, sotto i dieci anni, arrivavo a Salerno qualche rara volta sulla solita barca da traffico, mi incantavo a guardare la lunga linea bianca dei palazzi, prospicienti al sole e al mare, con in mezzo la Prefettura, allora a due piani, dalla cui sommità arrivava il suon dell'ora, mentre la barca, ancora lontana, veniva lenta, afflosciata la vela, con lo stanco batter dei remi; e spalancavo gli occhi sulla statua bianca dei giardini, la prima che io vedessi, o sul treno che correva a mezza costa, anch'esso cosa nuova per me; soprattutto mi piaceva mirare questi monti, verdi di selve e bianchi di ville fin sotto le grigie cime; mi pareva avessero non so quale signorile nobiltà, in confronto con le squallide gobbe riarse di Tresino e Licosa. Più tardi, per oltre vent'anni, in sedi lontane, nelle isole, in Basilicata, a Lecce, a Piacenza, al Campobasso, a Pescara, per quanto mi dilettassi veder cose e costumanze nuove, Salerno mi appariva come uno di quei sogni i quali, perché troppo belli, son fatti per la rinuncia. (dal discorso al Palazzo di Città, Salerno, 17 febbraio 1951; citato in Scritti vari, Prefazione II)
  • Salerno, con le sue più antiche memorie, è immersa nel mondo classico, che è poi, nel canto dell'epos, il mondo dei miti, mondo fantasioso della fanciullezza del gruppo etnico greco – latino. Ha una nobiltà epica lo stesso nome... Lievemente circonflessa lungo il litorale, come la nascente falce di Cintia, essa contempla, quasi intenta ad ascoltare, il suo golfo lunato, sul quale passa eterno I'epos di Omero e di Virgilio; mentre la richiamano alla religione delle memorie le meste ruine delle vicine città, Elea, Paestum, Pompei, un tempo fiorenti di studi e di ricchezza, e le antiche necropoli che d'ogni parte la circondano. Sentinella, nei secoli primigeni, del sacro nome d'Italia, quando questa aveva a confine settentrionale il Sele, il fiume, dicevano, che aveva la virtù di pietrificare le foglie, Salerno, nonostante che oggi appaia come una città del silenzio in confronto con i centri culturali della penisola, è forse la meglio indicata a gridare alla Patria, la quale, dal secolo scorso, a malgrado della sua unificazione, s'è andata sempre più snazionalizzando e snaturando per seguire mode letterarie e ideologiche straniere, esser tempo ormai di riprendere la tradizione classica che la fece maestra all'Europa, e che è il sostrato della sua stessa italianità. (citato in Luigi Guercio umanista – Nel centenario della nascita)

Incipit di Orientamenti per lo studio della letteratura italiana[modifica]

La storia della letteratura va esaminata, io credo, dal punto di vista dei due soli motivi, il religioso e il patrio, capaci di trascendere l'angusto soggettivismo e il meschino personalismo, e di avere perciò una portata universale;
perché non può trovarsi se non qui, in questo valore universale, il comune denominatore di ogni vera grandezza, sia essa isolata in una coscienza o in un capolavoro artistico, o caratterizzi tutto un secolo o un periodo letterario.

[in Luigi Guercio, Scritti vari]

Bibliografia[modifica]

  • Riccardo Avallone, Luigi Guercio umanista – Nel centenario della nascita, Castellabate, 1982.
  • Luigi Guercio (nipote) e Nicola Acocella (a cura di), Scritti vari, Salerno, 1964.

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