Salerno

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Veduta di Salerno

Citazioni su Salerno.

Citazioni[modifica]

  • A guardar giù, al golfo di Salerno, a sud-est, in un giorno turchino, a veder la scura costa del tutto rocciosa, le chiare rocce montane, torna in mente Ulisse, ed è come ricuperare un perduto sé, mediterraneo, anteriore a noi. (David Herbert Lawrence)
  • Allora (Salerno) era così fiorente nell'arte medica che nessuna malattia poteva in essa trovar posto. (Alfano di Salerno)
  • È città di circa ventimila abitanti, posta anch'essa, come tutte quelle che abbiamo fin qui visitato, in amenissima posizione tra la marina e il monte, e fiancheggiata a oriente da pingui pianure. Vi si trovano tutte le agevolezze e i raffinamenti del vivere moderno, ma poche tracce della sua vita passata. La città s'è venuta allargando lungo la spiaggia in belle vie spaziose e regolari; la città antica invece s'arrampica stretta e irregolare sui fianchi del monte, sulla cui sommità si scorgono ancora gli avanzi di un vetusto castello proveniente dall'epoca longobarda. (Stieler C., Paulus E., Kaden W., Italia. Viaggio pittoresco dall Alpi all'Etna, 1876)
  • Fino a non molto tempo fa Salerno era una città disordinata e architettonicamente povera, ma grazie a un serio impegno dell'amministrazione cittadina sono stati chiamati grandi protagonisti dell'architettura e dell'urbanistica mondiale come Oriol Bohigas, David Chiepperfield e Tobia Scarpa e negli ultimi dieci anni la città ha conosciuto una straordinaria stagione di risanamento urbanistico, cambiando completamente volto. E così, paradossalmente Salerno oggi è una città più bella della stessa Napoli, le cui ingenti bellezze artistiche, purtroppo, sono contaminate dal tremendo problema de rifiuti. Questo è per me un chiaro esempio di utopia ben riuscita. (Gillo Dorfles)
  • Fonte della medicina, e di un nobilissimo ginnasio, dove facilmente emerge ogni disciplina delle lettere. (Francesco Petrarca)
  • Inondata dal sole del meriggio | chiusa tra i monti e la marina | giace Salerno splendida | nel golfo lucente incantato, | accarezzato dai venti del Tirreno. | Sulla collina i resti del Castello | longobardo, geloso guardiano della villa. | Fra le pietre corrose dal tempo | ancor risuona possente | il grido dei pirati saraceni assalitori | in cerca di schiavi e di bottino, | lo scalpitar dei destrier | i pria normanni poi svevi, | il latrato dei mastini della guerra, | il furore angioino e aragonese. | Senti nel centro antico l'età di mezzo | e il fervore di vita e di studi | che animò d'Ippocrate la Scuola, | retaggio di Atene e di Roma, | faro non spento di civiltà e di scienza. (Anonimo)[1]
  • La scuola di Salerno è stata giustamente famosa come la prima e più importante università dell'europa medioevale, come il primo e più importante fra tutti i luoghi della medicina. (Paul Oskar Kristeller)
  • Opulenta Salernum[2] (iscrizione sulla moneta Tarì d'oro)
  • Quei di Salerno il lor lunato golfo, | gli archi normanni, tutta bronzo e argento | la porta di Guïsa e di Landolfo | aveansi in cuore, e l'arte e l'ardimento | onde tolse lo scettro ad Alberada | Sigilgaita dal quadrato mento. (Gabriele D'Annunzio)
  • Salerno è diversa da Napoli, nell'apparenza e nello spirito. Qui veramente cadono molti luoghi comuni sull'Italia meridionale. L'aspetto è infatti quasi settentrionale, e la pulizia quasi svizzera. I discorsi sono secchi, brevi, propri di persone attive. [...] Coloro che conoscono la vita salernitana nell'intimo mi dicono ch'essa è un miscuglio, tipico dell'Italia meridionale in questa fase di passaggio, e nei luoghi di punta, di usanze ancora patriarcali e di modernismi talvolta anche strani ed eccessivi. [...] Osservando bene Salerno, si ha dunque l'impressione di un centro abbastanza tipico della fase di trasformazione dell'Italia meridionale. L'industrializzazione e il benessere sono in progresso, anche se le antiche passività gravino ancora fortemente. (Guido Piovene)
  • Salerno è una piacevole scoperta, c'è fermento, cultura, una cultura che viene da lontano, che si respira nel paesaggio, nei monumenti, tra la gente. Non a caso è la città dove è nata e si è sviluppata la Scuola Medica Salernitana. E poi c'è questo Teatro, un esempio unico in Italia perché è un teatro libero dalle ingerenze dello Stato. (Franco Zeffirelli)
  • Salerno sta diventando una realtá culturale proiettata a livello internazionale. Nel campo della comunicazione deve puntare sul concetto di durata e superare l'effimero della moda. Prendete la Cittadella giudiziaria di Chipperfield. Tra trecento anni sará ancora una grande testimonianza. (Massimo Vignelli)
  • Sono altre quattro le città preminenti, Parigi nelle scienze, Salerno nelle medicine, Bologna nella legge, Orleans nelle arti attoriali. (San Tommaso d'Aquino)
  • Un altro disegno nacque la sera dalle finestre di Salerno ed esso mi risparmierà ogni descrizione di una terra deliziosa e fertilissima. Chi non sarebbe stato disposto a studiare in questa cittadina nel tempo in cui vi fioriva una università? (Wolfgang Goethe)

Alfonso Gatto[modifica]

  • ... è la Salerno di sempre e di mai, riconoscibile nei toponimi delle sue strade, prima fra tutte la Via dei Mercanti, ma soprattutto nella prospettiva aerea di una mediterraneità, affacciata ai balconi dell'attesa e della sorpresa.
    La gente vive nelle strade il miracolo dell'esistere e si stringe insieme, come le sue case, nell'amore e nella rabbia della vita.
  • L'uomo è solo, d'argento in mezzo ai giunchi| dell'acqua immota, giocano in un bunker | i bambini zittiti da quest'ora | di sempre... Scenderà dalla controra | un ragazzo affannato senza voce | ... a far cenni di là che sulla foce | del Sele... Ascolta, appare il suo soldato | vestito da ramarro, s'è bagnato | il volto con la mano, con lo stecco | ha scritto il nome sopra il fango secco. | Un uomo, e s'è disteso in quel frinire | di cicale roventi per morire. | Scendeva il Mississipí dall'eterno | silenzio degli Alburni verso il mare | dei templi: era l'estate di Salerno | azzurra bianca, ventilava chiare | nuvole in cielo...
  • Salerno, rima d'inverno, | o dolcissimo inverno. | Salerno, rima d'eterno.

Luigi Guercio[modifica]

  • Salerno, con le sue più antiche memorie, è immersa nel mondo classico, che è poi, nel canto dell'epos, il mondo dei miti, mondo fantasioso della fanciullezza del gruppo etnico greco – latino. Ha una nobiltà epica lo stesso nome... Lievemente circonflessa lungo il litorale, come la nascente falce di Cintia, essa contempla, quasi intenta ad ascoltare, il suo golfo lunato, sul quale passa eterno I'epos di Omero e di Virgilio; mentre la richiamano alla religione delle memorie le meste ruine delle vicine città, Elea, Paestum, Pompei, un tempo fiorenti di studi e di ricchezza, e le antiche necropoli che d'ogni parte la circondano. Sentinella, nei secoli primigeni, del sacro nome d'Italia, quando questa aveva a confine settentrionale il Sele, il fiume, dicevano, che aveva la virtù di pietrificare le foglie, Salerno, nonostante che oggi appaia come una città del silenzio in confronto con i centri culturali della penisola, è forse la meglio indicata a gridare alla Patria, la quale, dal secolo scorso, a malgrado della sua unificazione, s'è andata sempre più snazionalizzando e snaturando per seguire mode letterarie e ideologiche straniere, esser tempo ormai di riprendere la tradizione classica che la fece maestra all'Europa, e che è il sostrato della sua stessa italianità.
  • Quando, sotto i dieci anni, arrivavo a Salerno qualche rara volta sulla solita barca da traffico, mi incantavo a guardare la lunga linea bianca dei palazzi, prospicienti al sole e al mare, con in mezzo la Prefettura, allora a due piani, dalla cui sommità arrivava il suon dell'ora, mentre la barca, ancora lontana, veniva lenta, afflosciata la vela, con lo stanco batter dei remi; e spalancavo gli occhi sulla statua bianca dei giardini, la prima che io vedessi, o sul treno che correva a mezza costa, anch'esso cosa nuova per me; soprattutto mi piaceva mirare questi monti, verdi di selve e bianchi di ville fin sotto le grigie cime; mi pareva avessero non so quale signorile nobiltà, in confronto con le squallide gobbe riarse di Tresino e Licosa. Più tardi, per oltre vent'anni, in sedi lontane, nelle isole, in Basilicata, a Lecce, a Piacenza, al Campobasso, a Pescara, per quanto mi dilettassi veder cose e costumanze nuove, Salerno mi appariva come uno di quei sogni i quali, perché troppo belli, son fatti per la rinuncia.

Detti e motti[modifica]

  • Si Salierno tenesse 'o puorto, Napule fosse muorto! (Detto popolare)
  • Napule pe' grandezza, Salierno pe' bellezza. (Detto popolare)

Note[modifica]

  1. Citato in Travel Italia.com, Salerno
  2. Vedi Salernoplus.it

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]