Luigi Valentino Brugnatelli
Aspetto

Luigi Valentino Brugnatelli (1761 – 1818), farmacista, chimico e fisico italiano.
Farmacopea generale
[modifica]- Lo Sciroppo non è che una soluzione acquosa di zucchero depurata colla chiara d'uova, e svaporata alla consistenza di mele: questo è lo sciroppo semplice, di cui dev'essere abbondantemente provveduto uno Speziale. Esso si aggiunge alle misture per renderle meno disgustose al palato, o per raddolcirle. Lo zucchero essendo divenuto oltremodo costoso ne' tempi presenti, si è cercato di avere degli sciroppi più economici, massime per uso degli stabilimenti di carità, degli spedali, de poveri ec. Lo sciroppo d'uva è opportuno, lo sciroppo di pomi o di pera è pure conveniente. (vol. II, p. 88)
- Si ottiene il termossido bianco d'arsenico in grande nella Sassonia, e nella Boemia dalle miniere di cobalto, nelle quali trovasi in quantità notabile. Esso si raccoglie colla sublimazione entro canali di legno orizzontali lunghi, tortuosi, de' quali sono coperti i fornelli ove si torrefanno le miniere di cobalto arsenifere. Mescolato ad un poco di potassa, questo termossido si sottopone ad una seconda sublimazione a un fuoco forte con cui si riunisce in una massa dura, vetrosa, che gradatamente rendesi opaca all'aria. In questo stato trovasi nel commercio sotto al nome di arsenico bianco. (vol. II, p. 144)
- La corteccia di china più comune e ricercata è quella di Loxa: essa ha una linea circa di spessore, esternamente è scabra, di un colore verde bruno, coperta di una specie di lichene; internamente ha il colore del cinnamomo. Ha un odore particolare aromatico, un sapore amaro stringente; è pesante, secca. Alla sua rottura è eguale, e splendente. La corteccia di china di Guanaco corrisponde a quella di Loxa, ma essa è più spessa, ruida, e appianata. Si deve rigettare la corteccia di china, che avesse la superficie esterna liscia, un color nero, o giallo pallido, o rosso, e internamente un color grigio; quella che fosse dura o spugnosa, che alla spezzatura fosse legnosa, fibrosa, o polverosa, o che fosse ammuffita. Talvolta si adultera la vera corteccia di china con corteccie di altre piante; oppure si mette in commercio della corteccia di china, dalla quale si è estratta una gran parte della sua sostanza attiva colla decozione. Ci accorgeremo di questa frode dai caratteri fisici e chimici. Essa sarà pressoché inodora, di un leggier sapore amaro. La decozione non avrà un color rosso mentre è calda, e raffreddandosi darà pochissimo precipitato. (vol. III, pp. 112-113)
Osservazioni sull'identità di alcuni nuovi caratteri del carbone con quelli de' metalli
[modifica]- Nelle mie Osservazioni Chimico-galvaniche che ho avuto l'onore di comunicare l'anno passato all'Istituto, ho annunziato un nuovo carattere del carbone, quello di associarsi per mezzo del galvanismo al flogogene, base estesissima delle sostanze organiche, e di formare con esso un composto particolare distinto dal carbone comune, che ho chiamato carbone flogogenato. (p. 291)
- Per ottenere il carbone flogogenato in brevissimo tempo, senza ricorrere al galvanismo, sono riuscito col tuffare il carbone ardente nell'acqua finchè si sprigiona gas flogogene. Porzione del flogogene nascente si combina col carbone, e lo converte in carbone flogogenato, mentre che un'altra porzione si gasifica associandosi con parte del carbonio, con cui costituisce del gas flogogene carburato. (p. 292)
- Nelle mie sperienze chimico-galvaniche io fatto aveva il progetto d'innalzare una pila vegetabile, solida con dischi di carbone flogogenato accoppiandoli ad altri dischi di carbon vegetale, e interponendo a ciascuna coppia i dischi di cartone bagnato, come si costuma nella pila Voltiana. (p. 296)
Trattato elementare di chimica generale
[modifica]La Chimica è quella Scienza, il cui oggetto è di scoprire l'intima natura, e l'attrazione scambievole delle parti integrali e componenti di tutti i corpi.
Parleremo prima di tutto delle forze, mediante le quali si ottengono tutte le combinazioni.
Citazioni
[modifica]- Brandt Svedese ha estratto il cobalto dalle sue miniere, e lo distinse nel 1732 dagli altri metalli fino allora conosciuti. Gli antichi o nol conoscevano o lo confondevano con altre sostanze. Bergman (De attract. electiv.) diede i caratteri, che distinguono questo metallo dal niccolo, e dal manganese, ai quali più s'accosta per alcuni caratteri.
Le miniere di cobalto si trovano in Isvezia, in Germania, in Francia, ed in altri luoghi ancora.
Non si è mai scoperto il cobalto nella Natura in istato metallico assolutamente puro: esso si trova unito a diversi metalli, come all'arsenico, al niccolo, al ferro, al bismuto; si trova pure in istato di termossido, o di sale. (vol. III, p. 178) - Il Bismuto fu confuso da alcuni chimici antichi col piombo, collo stagno, e coll'antimonio. Nel commercio da lungo tempo è conosciuto sotto al nome di marchesetta.
Le miniere di Bismuto non sono sì frequenti: esse si scontrano in Germania.
Il bismuto esiste nella Natura in istato di metallo, di solfuro, e di termossido.
Non è raro ritrovare il bismuto dotato di tutte le sue proprietà metalliche anche nella Natura: per lo più esso è incrostato di una matrice quarzosa, e si trova mescolato al cobalto. Si scontra a Scala nella Nerizia, nella Delecarlia, a Scheeberg in Germania. Mongez osserva che alle volte il bismuto nativo di Scheeberg, massime quello, che si trova in una matrice di diaspro rosso, sparge un odore d'aglio, quando si batte il diaspro coll'acciarino, e che scintilla, lo che indica la presenza dell'arsenico. (vol. III, p. 191) - Il niccolo si trova nella Natura unito all'arsenico, e al solfo, e in istato di termossido. La miniera di niccolo arsenico-sulfurata, è conosciuta dai Tedeschi col nome di Kupfernickel, da Hauy con quello di niccolo arsenicale. Essa si trova in Germania, in Andreasberg, in Schneeberg, in alcuni luoghi dell'Inghilterra, e della Francia. Si presenta con un colore giallo-rossigno, è fragilissimo, poco splendente alla rottura, vi si trovano combinati ora il ferro, ora il cobalto, ed altri metalli ancora, miscugli che hanno dato luogo ad alcuni Mineraloghi di moltiplicare le specie di miniere di questo metallo. (vol. III, p. 201)
Bibliografia
[modifica]- Luigi Valentino Brugnatelli, Farmacopea generale ossia Dizionario delle preparazioni farmaceutico-mediche più usitate ai nostri tempi, e conformi alle dominanti teorie, volume II, Tipografia Bolzani, Pavia, 1814.
- Luigi Valentino Brugnatelli, Farmacopea generale ossia Dizionario delle preparazioni farmaceutico-mediche più usitate ai nostri tempi, e conformi alle dominanti teorie, volume III, Tipografia Bolzani, Pavia, 1814.
- Luigi Valentino Brugnatelli, Osservazioni sull'identità di alcuni nuovi caratteri del carbone con quelli de' metalli, in Memorie dell'Istituto nazionale italiano. Classe di fisica e matematica, tomo I, parte II, Istituto nazionale italiano, Bologna, 1806.
- Luigi Valentino Brugnatelli, Trattato elementare di chimica generale, volume I, Bolzani, Pavia, 1810.
- Luigi Valentino Brugnatelli, Trattato elementare di chimica generale, volume III, Bolzani, Pavia, 1810.
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Luigi Valentino Brugnatelli
Wikisource contiene una pagina dedicata a Luigi Valentino Brugnatelli
Commons contiene immagini o altri file su Luigi Valentino Brugnatelli