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Macedonia del Nord

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Bandiera della Macedonia del Nord

Citazioni sulla Macedonia del Nord e i macedoni.

  • Ai macedoni slavi non sono simpatici gli albanesi. Sono cordialmente contraccambiati. Malvisti i turchi e cacciati via gli zingari se si avvicinano troppo ai tavoli dei caffè. Per il resto tutto bene.
  • La Macedonia, come tante altre realtà non solo dei Balcani, starebbe meglio in un piccolo o medio impero multinazionale, ma ormai è troppo tardi. Una creazione artificiale? La sua invenzione fa parte della politica nazionale comunista. Tito, non desiderando una Serbia troppo estesa inventò la nazione macedone, la cui lingua, almeno questo è un dato incontrovertibile, rassomiglia a quella che si parla nei sobborghi di Sofia.
    Esisteva tuttavia un'identità, una specificità macedone. Tito fece codificare ai suoi linguisti l'idioma scritto, forgiato sul dialetto locale e invitò i macedoni a cercarsi anche un passato. Dal grande magazzino della storia presero ciò che più faceva loro comodo, anche Alessandro Magno e suo padre Filippo, entrando così in rotta di collisione con la Grecia.
  • Negli anni Venti, un geografo positivista, camminò per le vallate chiedendo alla gente se si considerasse serba, bulgara, greca, albanese. Nella maggior parte dei casi ricevette la risposta: siamo macedoni.
    Qualche vecchio prete dalla barba bianca, in uno degli innumerevoli monasteri, avrà nostalgie bulgare. Un giovane di Skopje, specie se di ceppo slavo, non avrà difficoltà a definirsi macedone. Che l'invenzione comunista di creare una nazione separata, dove prima esistevano soltanto serbi e bulgari, non sia artificiale è dimostrato da un caso analogo sui confini con la Russia.
    Per sottrarre la Bessarabia ai romeni, Stalin inventò una repubblica moldava. Promosse, come fece Tito con la Macedonia, il dialetto locale a lingua scritta, esaltò la diversità fra Bucarest e Kišinev diventata capitale.
    La differenza sta in questo: scomparsa l'Urss naturalmente si ricompongono i legami con Bucarest e l'unificazione è solo una questione di tempo. Scomparsa la Jugoslavia nessuno in Macedonia sogna un futuro bulgaro.
  • Quando Tito non sapeva a chi affidare un posto delicato, tra un serbo e un croato spesso sceglieva un macedone e non sbagliava quasi mai.
  • Se si parla di uno Stato provvisorio, sospeso tra una possibile guerra con i vicini e una guerra civile, un Paese a lungo senza un nome, definito spesso dai giornali polveriera europea, è subito chiaro per tutti che ci si riferisce alla Macedonia.

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