Marc Bloch

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Targa commemorativa al Palais Universitaire, Strasburgo: «Dilexit veritatem» («Amò la verità»)

Marc Léopold Benjamin Bloch (1886 – 1944), storico francese.

Citazioni di Marc Bloch[modifica]

  • Le notizie false della storia nascono certamente spesso da osservazioni individuali inesatte o da testimonianze imperfette, ma questo infortunio iniziale non è tutto e in realtà in se stesso non spiega nulla. L'errore si propaga, si amplifica e vive solo a una condizione: trovare nella società in cui si diffonde un brodo di cultura favorevole. In quell'errore, gli uomini esprimono inconsciamente i propri pregiudizi, odi e timori, cioè tutte le loro forti emozioni. Soltanto [...] dei grandi stati d'animo collettivi hanno poi la capacità di trasformare una cattiva percezione in una leggenda. (da (FR) Réflexions d'un histiruen sur les fausses nouvelles de guerre, Revue de synthèse historique, Parigi, agosto 1921, volume XXXIII, pp. 13-35; citato in Cesare Bermani, Il bambino è servito: leggende metropolitane in Italia, p. 15, Dedalo, 1991, ISBN 9788822045317)
  • Uomini mossi da una collera cieca e brutale, ma autentica, avevano incendiato e fucilato; ciò che premeva loro era ormai conservare una fede assolutamente certa sull'esistenza di "atrocità", che, sole, potevano dare al loro furore un'apparenza di equità; si può supporre che la maggior parte di loro sarebbe inorridita, se avesse dovuto riconoscere la profonda assurdità del terrore panico che li aveva spinti a commettere tante azioni orrende; ma essi non riconobbero mai nulla di simile. Ancora oggi i tedeschi sono in massa probabilmente convinti che moltissimi loro soldati sono caduti vittime degli agguati belgi: convinzione tanto più incrollabile in quanto si sottrae ad ogni esame. Si crede facilmente a ciò a cui si ha bisogno di credere. Una leggenda che ha ispirato azioni clamorose, e soprattutto azioni crudeli, è sul punto di diventare indistruttibile. (da La guerra e le false notizie, p. 99)

Apologia della storia o mestiere di storico[modifica]

  • "Papà, spiegami allora a cosa serve la storia". Così un giovinetto, che mi è molto caro, interrogava, qualche anno fa, uno storico. Del libro che si leggerà, vorrei poter dire che è la mia risposta. (1998)
  • La diversità delle testimonianze storiche è quasi infinita. Tutto ciò che l'uomo dice o scrive, tutto ciò che costruisce e che tocca, può e deve fornire informazioni su di lui. (1998)
  • Se i fisici non fossero stati intrepidi, a qual punto sarebbe la fisica? (1969; p. 33)
  • Vive la France! (ultime parole di fronte al plotone di esecuzione; citato in Carole Fink, March Bloch: A Life in History, Cambridge University Press, 1989, p. 321)
  • L'incomprensione del presente cresce fatalmente dall'ignoranza del passato.

Bibliografia[modifica]

  • Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, Einaudi, 1969.
  • Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, Einaudi, Torino, 1998.
  • Marc Bloch, La guerra e le false notizie, Donzelli, 1994.

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