Marcelo Ríos

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Marcelo Ríos

Marcelo Andrés Ríos Mayorga (1975 – vivente), ex-tennista cileno.

Citazioni di Marcelo Ríos[modifica]

  • Affrontare Nadal per me sarebbe stata una passeggiata . Abbiamo due stili di gioco differenti, mi piacerebbe molto giocare contro di lui.[1]
  • Chi mi conosce sa bene che parlare di tennis è l'ultima cosa che m'interessa. Il tennis fa parte del mio passato, ora mi sto concentrando su altre cose.[2]
  • Ero molto diretto e dicevo quello che pensavo, facevo quello che volevo. Ora ho capito che nella vita non si può sempre fare così: non si può spendere tutto il tempo a pensare a sé stessi, senza considerare gli altri. Prima c'ero solo io, io, io, io. Il lato positivo di tutto questo è l'aver raggiunto la prima posizione mondiale; senza questo atteggiamento, probabilmente non l'avrei mai raggiunta.[2]
  • [Su Nicolas Massu e Fernando González] Nicolas, per il suo grande passato, non appartiene al livello challenger. Fernando deve cercare di recuperare bene e tornare a giocare i grandi tornei e, dovesse sentire che non funziona, allora meglio smettere. Io, prima di ritirarmi, provai a giocare i tornei minori e fu un errore. Non è la fine per qualcuno che è stato numero uno o, nel loro caso, top 10.[2]
  • Non mi pento di nulla. Potrei essere stato un po' più accorto, ma non mi pento. Ora sono una persona più matura.[2]
  • Penso che a 18 anni fossi un idiota immaturo. Questo è un paese in cui non ti insegnano a gestire la fama, così ho preso la strada che mi sembrava migliore. Oggi si può provare a trovare una spiegazione a quello che mi è successo, il perché di molte mie azioni.[2]
  • Se vedo una foto di una partita ecco che i ricordi affiorano. Ma da lì a dire e mostrare alle gente quello che ho fatto, no. Non vivrò mai di ricordi.[2]
  • Veder nascere le mie figlie mi ha dato emozioni uniche, che non avevo mai sentito prima. Ma è difficile sentire sensazioni paragonabili a quelle di giocare una finale Slam o avere match point in un torneo importante. Quando sei stato il numero 1 del mondo in qualcosa, dovresti diventarlo in qualcos'altro per sentire le stesse emozioni.[2]

Citazioni su Marcelo Ríos[modifica]

Marcelo Ríos
  • Ci ho parlato un paio di volte. Non che parli molto. Forte personalità, comunque. È come essere di fronte a un leone, non gli vai a dare un dolcetto, al leone, no? Tutti sapevano che era così. Alcuni sono così, devi lasciargli il loro spazio... Giocava bene ma non è riuscito a vincere qualcosa di veramente importante. Ne aveva le qualità ma lo ha tradito il fisico. Ma ha lasciato la sua immagine agli altri giocatori, quella di un giocatore che giocava in modo diverso e che aveva il portamento di un ribelle. Era molto interessante e conferiva colore al gioco del tennis. Se non avesse avuto tutti quegli infortuni avrebbe lasciato un segno più profondo. Ma è triste questo fatto, che il suo corpo l'abbia lasciato a piedi. Era un grande giocatore ma poteva essere il più grande di tutti, era equipaggiato per esserlo, ma il fisico non gliel'ha permesso. Un po' come accadde a Muster quando stava per diventare numero uno e fu investito da un ubriaco. Ma Muster ci riuscì lo stesso, tre anni dopo. Rios non ha avuto una seconda chance. Puoi dire che Rios è stato uno dei più talentuosi di sempre. Ma non uno dei piú grandi di sempre. Perché devi aver vinto qualcosa, devi fare qualcosa di piú. (Guillermo Vilas)
  • Come puoi essere il numero 1 senza nemmeno aver vinto uno Slam? (Pete Sampras)
  • Con Rios più che un coach spesso serve uno psicologo! (Peter Lundgren)
  • È la piú colossale testa di cazzo che io abbia mai incontrato. I giocatori che l'hanno conosciuto la pensano come me, chiedete in giro. Quando uno si rifiuta di firmare autografi per i bambini, ai miei occhi è una colossale testa di cazzo. Come era il suo gioco? Non me ne frega un cazzo. Non lo vado nemmeno a vedere. Per me è un idiota. Non so cosa altro dire di lui e guardate che è la prima volta che io parlo così di qualcuno. È stato quanto di peggio potesse capitare per il tennis e non meritava di essere Nº1 nemmeno uno o due giorni. Relazionarsi come faceva lui con gli altri giocatori... terribile. No, no, è stato il peggiore. Non avrei mai detto queste cose di nessun altro, ma di lui, spiacente, devo proprio dirlo. (Ilie Năstase)
  • Il padre di Marcelo ed il suo agente percepivano che John aveva la personalità più difficile del pianeta. Pensarono che se ero stato in grado di lavorare così bene con John, con questo ragazzo sarebbe stato facile. (Larry Stefanki)
  • [Sul giocatore preferito da osservare nel 2001] Mi piace Rìos. Mi piace il suo gioco. Quando gioca bene, è divertente da veder giocare. Perché lui è qualcosa di diverso dal resto. (Roger Federer)
  • [Durante una telecronaca] Non sono nemmeno sicuro che vada là fuori con una strategia in testa, Cliff. Va in campo e colpisce come viene, angola la palla, va a ruota libera confidando solo sul suo talento. Anche Agassi era così. Andre colpiva la palla e diceva: voglio essere uno che crea i colpi e basta. Ma perché Agassi ha vinto a tutt'oggi 7 Slams e Rios zero è perché Agassi ha imparato a giocare i suoi avversari, a giocare dentro i suoi limiti, ad andare in campo e rimanere concentrato, ad essere fisicamente preparato, ad avere una strategia, un piano di gioco. (John McEnroe)
  • Questo ragazzo, quando era al meglio, vedeva il campo come McEnroe. Poteva creare angoli che il tennis non aveva mai visto. La differenza era che a Marcelo non importava vincere o perdere. Amava fare colpi sensazionali, fregandosene di quale fosse il momento più opportuno per farli. Era soddisfatto solo di arrivare al numero uno, ma gli ho sempre detto che non mi interessavano i venticinque milioni di dollari che aveva guadagnato, io volevo i Grandi Slam. Ecco come si misura il successo. (Larry Stefanki)
  • Uno dei migliori giocatori che io abbia mai visto. Fenomenale. Aveva un controllo come quello di John McEnroe. Ha sciupato decisamente il suo talento eppure è arrivato a N. 1. Adoravo vederlo giocare. Era brillante. Colpiva la palla da qualsiasi posizione, qualsiasi... Ho giocato in doppio con lui una volta, a Scottsdale nel '95 o '96. Quando stavo cercando di rientrare, una delle tante volte, ci siamo allenati insieme per un po'. E quando mi allenavo con lui, bé, non ho mai corso così tanto in tutta la mia vita, e mi sono allenato con parecchi top players. Colpiva la palla da tutte le posizioni e mi mandava dappertutto! Andavamo d'accordo, anche. So che molti avevano dei problemi con lui e a molti stava sulle scatole. Ma con me, no problem. Ci siamo divertiti insieme, ci siamo allenati e mi piaceva il suo gioco. Siamo stati bene e credo anche abbia apprezzato qualcuno che era gentile con lui. (Pat Cash)

Note[modifica]

  1. Citato in Andre Appiani, Rios: con Nadal avrei vinto facile, Ubitennis.com, 4 ottobre 2011.
  2. a b c d e f g Dall'intervista di Rodrigo Fluxà El Mercurio; "A 18 anni ero un idiota immaturo", traduzione di Riccardo Nuziale, Ubitennis.com, 11 febbraio 2011.

Voci correlate[modifica]

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