Marco Vichi
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Marco Vichi (1957 — vivente), scrittore italiano.
- [Rispondendo alla domanda: Qual è stato il momento più umiliante della tua vita da scrittore?] Era stato da poco pubblicato il mio primo romanzo, L’inquilino. Mi avevano chiesto di fare un incontro in un bar di Fiesole, alle 19.30. Pioveva. Arrivai verso le 19.00. Non c’era nessuno, a parte il barista e la persona che mi aveva invitato. Alle 19.28 entrò un signore chiudendo un ombrello gocciolante di pioggia, attraversò il bar, chiese un caffè, poi prese la tazzina e andò a sedersi nel tavolino di fronte al nostro. La donna guardò l’ora e disse che si poteva cominciare. Disse il mio nome e il titolo del libro, poi parlò un po’ della trama del romanzo e alla fine mi fece una domanda. L’uomo seduto davanti a noi mi guardava in modo strano. Alla fine si alzò in piedi e disse: “Scusate, sono venuto qua perché ho letto che Marco Vichi presentava il suo libro ma credevo che fosse un altro Marco Vichi, un mio amico. Ci dev’essere un caso di omonimia. Arrivederci”.[1]
Firenze, ottobre 1966
Nel dormiveglia allungò una mano per cercare il corpo caldo di Elvira, ma trovò solo il ruvido lenzuolo di lino e si ricordò che lei se n'era andata. Si sdraiò sulla schiena e si mise a fissare il buio. Un'altra donna era entrata nella sua vita e ne era uscita in fretta, come un proiettile che trapassa la carne. Forse la donna che faceva per lui sarebbe nata fra cento anni, oppure era già nata, vissuta e morta. In ogni caso non l'avrebbe mai conosciuta.
Bibliografia
[modifica]- Marco Vichi, Morte a Firenze, Guanda, 2009. ISBN 9788860881847
Note
[modifica]- ↑ Paolo Bianchi, Inchiostro antipatico. Manuale di dissuasione dalla scrittura creativa, Milano, Bietti, 2012, p. 99.
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